Vacanze di tanti anni fa

La prima volta che ho alloggiato in un albergo, è stato in occasione del viaggio di nozze. Prima, con la  famiglia, non ci ero mai stata. Nemmeno nelle pensioncine piccole piccole, nemmeno d’estate.

Le vacanze di una volta erano sicuramente diverse da quelle di oggi. Quando ero bambina io vacanza voleva dire essere ospite di qualche zio. Si partiva i primi di agosto (ricordo viaggi in pullman, quando mio padre non aveva ancora la patente, e poi in auto) per le tradizionali due settimane da ospite.

A noi bambini importava poco dove si alloggiava, la vacanza era vacanza. Anzi, ora che ricordo, non mi sarebbe sembrata tale senza i cuginetti, le tavolate senza fine, le galline e il bagno nella tinozza, con l’acqua scaldata al sole. Si andava in campagna, al massimo (a seconda dello zio ospitante) in un paesello sperduto della campagna veneta. Un anno ci siamo anche azzardati ad andare al mare, che distava pochi chilometri, ma fu un’esperienza che non ripetemmo: mia madre si scottò tutta, quindi niente da fare. Le mie abbronzature erano rigorosamente a mezza manica e sotto le ginocchia, ogni anno.

Comunque, all’epoca non amavo il mare: il sole scottava, la sabbia pure, toccava stare all’ombra e faceva un caldo cane. Meglio l’altalena sotto il pergolato di zia Ruccia, il giardino all’ombra di zia Armida, i giochi con i cugini piccoli da zio Ubaldo, vuoi mettere?

Bastava stare sdraiati in un prato, guardare le nuvole e giocare alle forme, per ridere “quella sembra un trenino!” ma bastava un colpo di vento e diventava  un albero.  E si giocava con qualunque cosa: a “mondo”, disegnando sull’aria i quadrati da saltare, oppure si saltava con un pezzo di corda. E il mercato? Bastavano tante erbe, qualche pezzo di carta per “incartarle” e i sassi per pagare “Signora, oggi abbiamo l’insalatina fresca, quanta ne vuole?”. Bisognava che diluviasse, per stare in casa, altrimenti ero sempre all’aria aperta.

Per mia mamma non erano propriamente vacanze: aiutava in casa, andava a fare la spesa, insomma, era un po’ come se fosse a casa. Papà riposava ma si dava da fare con piccoli lavoretti, con la cura dell’orto (tutti avevano un orto e lui da ragazzo aveva fatto il contadino). Ma per noi bambini era solo gioco e risate. Vivevamo all’aria aperta e non c’era mai da annoiarsi.

Da zia Ruccia c’erano le mucche, che ben conoscevano la mia mano cittadina e si rifiutavano di farsi mungere da me. Da zio Ubaldo, l’ho detto, i cuginetti. Ogni anno ce n’era uno “nuovo” e io adoravo i lattanti, per cui, se dovevo stare in casa, adoravo spupazzarli. Da zia Maria c’erano i pomodori più buoni del mondo e si poteva andare in bici. Insomma, noia zero.

Credo che i miei genitori non siano mai stati in albergo, per cui anche quando mia figlia era piccola fu sostituita a me: andava per un paio di settimane in vacanza con i nonni dagli stessi zii, e si divertiva un sacco, si è fatta tantissime amicizie che ha perso di vista solo quando i nonni, diventati vecchi, non si sono più mossi da casa.

In fondo, per far felici i bambini, non serve il grande albergo, basta la libertà di giocare.

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10 risposte a Vacanze di tanti anni fa

  1. ivavitali scrive:

    Le mie vacanze sono state esattamente come le tue! Solo che due volte mio padre mi mandò in una colonia con le suore! Ma dovette pagare con grande sacrificio 12.000 lire per 25 giorni ! Era il 1961, a 11 anni ero la più piccola della classe! Forse quel soggiorno al mare mi fece bene! Oggi le mie misure sarebbero considerate giuste! Ero semplicemente più indietro con lo sviluppo! Mio padre era un contadino, sicuramente non era ricco ! Eppure in quella colonia eravamo in pochi a pagare!

    • WonderNonna scrive:

      Anche mio padre, prima di fare il muratore, era un contadino, e il suo legame con la terra è sempre stato vivissimo. Io in colonia non ci sono mai stata, ero terrorizzata all’idea di andarci! Per cui le uniche vacanze erano quelle descritte. Fino a quando non mi sono fidanzata, e anche allora, accompagnata, ovviamente!

      • ivavitali scrive:

        Da contadino a muratore ,poi carpentiere e infine magazziniere! Prendemmo la patente insieme io e mio padre! Una cinquecento in due! Era il 1970 ..poi vennero i favolosi anni 80 e anche i miei poterono farsi le vacanze al mare! Le mie figlie andavano prima con loro e ad Agosto con noi! Non credo che la mia nipotina riuscirà a fare tante vacanze come sua madre …c’è sempre il timore della crisi economica…poi mio marito con il giornale in mano ce la ricorda tutte le mattine!

      • WonderNonna scrive:

        Ma lo sai che anche mio papà prese la patente a quasi cinquant’anni?? La nostra prima auto fu una 600 usata, beige, me la ricordo benissimo. Da allora, niente più viaggi in corriera, per andare in ferie.

  2. ivavitali scrive:

    La terza volta che dovevo andare in colonia inventai la scusa che il cibo era immangiabile e rimasi a casa con i miei 25 cugini di tutte le età e i nonni!

  3. Mamma Piky scrive:

    Quante volte ho giocato al mercato come dici tu!!! E quanto mi divertivo! Noi si andava in vacanza rigorosamente in casa in affitto, si partiva a gennaio e si batteva il litorale cercando qualcosa che potesse andar bene. Poi alla partenza di aggregava sempre qualcuno (un nonno, un zio con cugini) insomma eravamo noi traslocati al mare!

    • WonderNonna scrive:

      La vita della mia famiglia era all’insegna del risparmio, quindi niente case in affitto. Ma, come dicevo, non era importante il “dove”… L’importante era giocare, e la fantasia ci aiutava sempre.

  4. Lara scrive:

    Maaaaaaaa non hai zii con nomi “normali”?

    • WonderNonna scrive:

      Scherzi? Mio nonno (materno) se ne faceva un vanto… I figli, tanto per dirne un paio – di dodici – si chiamavano Sofronia, Eraclio, Bambina, Elvia. E poi in Veneto è sempre stata caccia al nome più strano!

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