Un violento non cambia mai, un violento peggiora con l’età

Questa volta non parlo dei miei nipoti, parlo di violenza, perché sono stata testimone di una situazione che mi ha messo paura e non solo, ha svegliato in me brutti ricordi, mai cancellati.

Premetto che io non sono una grande osservatrice, sono spesso presa dai miei pensieri e fatico perfino a salutare e riconoscere persone che in realtà conosco. Sono distratta, diciamo.

Oggi, con il marito, andiamo al bar sotto casa a mangiare un’insalata perché eravamo reduci da spese, fa molto caldo e non avevo voglia di cucinare. Ci sediamo fuori, e mentre il marito è dentro il bar a ordinare da bere, io  – sempre distrattamente – osservo il profilo del mio vicino di tavolo. Aspetto normale, occhiali di tartaruga, sta bevendo una birra, non mi colpisce particolarmente. Se non che, d’un tratto, mi accorgo che parla da solo, gesticola al nulla volgarmente. La mia attenzione distratta è catturata. Fingo di niente ma non lo perdo d’occhio. Improvvisamente, prende il cellulare, compone un numero e mi fa venire i brividi. Dice “Ti ho aspettato. Lo sai che non mi devi far arrabbiare. Vero che lo sai cosa succede dopo?”. Ecco, uno che pronuncia questa frase di solito ha un tono incazzato. Lui no. Lui sorrideva, aveva una voce suadente e mi ha messo i brividi. Segnalo con gli occhi a mio marito di osservarlo. Lui continua la telefonata e ripete le sue minacce, o quelle che a me son sembrate tali. Alla fine della telefonata aggiunge “Va bene, per questa volta ti perdono”. Chiude la comunicazione, sorride soddisfatto, torna a gesticolare al vento, nervosamente, finisce la birra, mentre le gambe non stanno mai ferme: batte i piedi per terra, poi le accavalla ma non riesce a fermarsi. Finalmente lo guardo in faccia e mi manca il respiro. La somiglianza è davvero tanta, e anche se sono passati vent’anni potrei quasi giurare che è lui. Ma non sono io a parlare, è mio marito che dice “Sembra… sembra quello che hai descritto vent’anni fa”. Mi ha letto nel pensiero.

Vent’anni fa, appunto. Ero in macchina, sola, tornavo dal lavoro. Facevo sempre la stradina accanto alla ferrovia, piuttosto deserta ma è il percorso più breve. C’è un ponticello, a metà di questa strada, che consente solo la viabilità alternata (ora hanno messo un semaforo, per fortuna).  Il cartello mi dà la precedenza, quindi passo ma sbuca un’auto  (che ha uno stop) che non potevo vedere, per via del parapetto del ponte. L’auto esce da un deposito della ferrovia, non faccio in tempo a frenare e la urto. Niente di grave, una strisciata al paraurti suo e mio. Mi fermo, scendo dall’auto e dall’altra scendono quattro uomini. Il guidatore è quello che ho descritto sopra al bar, o almeno sembra il suo gemello. Mi si avvicina troppo, non tiene conto delle mie proteste (avevo la precedenza) e mi minaccia. Mi insulta, agita le mani. Ho paura, e lui lo vede. Gli altri tre non dicono parola, ma son lì, non fanno niente. Lui mi dà della pu***na, della tr**ia, mi agita le mani davanti al naso e io indietreggio. Prende a calci la mia macchina, urla e io mi metto a piangere. Lui ride, divertito, e si arrabbia ancora di più. Scappo, entro in macchina e mi do alla fuga, con lui che mi corre dietro a piedi. A casa ho pianto tutta la notte, sotto choc. Mio marito si è aggirato per giorni lì intorno, ma sembrava sparito.

Ritrovarmelo davanti, anche se son passati vent’anni, mi ha procurato i brividi lungo la spina dorsale. Non ho avuto paura per me, questa volta, ma per chi, al telefono, ha subito le sue velate minacce. Certo, nell’episodio successo a me urlava, al telefono no, ma mi ha fatto paura allo stesso modo.

Ho sentito il bisogno di raccontare questo episodio perché non potevo tenermelo dentro, avevo bisogno di raccontarlo, per sentirmi meglio. Perché , in questi casi, che fai? Denunci in base a cosa, visto che non ha fatto niente? Eppure la sensazione, orribile, di impotenza, c’è.  Ho chiesto al barista, con cui ho confidenza, e ho saputo che spesso si comporta così, e che beve molto, ma molto. Ma non era ubriaco, oggi e non era ubriaco vent’anni fa.

Non so niente della sua vita privata, magari – lo spero – è innocuo, anche se non credo.  Spero di sbagliarmi, insomma,  anche se un violento non cambia mai. Un violento peggiora con l’età. 

(foto pinterest)

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10 risposte a Un violento non cambia mai, un violento peggiora con l’età

  1. Maira scrive:

    Mamma mia, dev’essere stata dura per te… Non vorrei mai trovarmi nei tuoi panni. E comunque si, purtroppo si peggiora con l’età…
    E poi non credo che una persona che terrorizza una donna sia innocua… Non può essere…

    Maira

    • WonderNonna scrive:

      Ho lasciato un margine, Maira,, al dubbio. Ho cercato di essere obiettiva, ma la sensazione che ho avuto è stata orribile, e so che mi credi.

  2. Silvia Fanio scrive:

    Per fortuna è passato.
    Quello che è nel passato lascialo li, non ti può più far male.
    Sei stata fortunata, hai un marito che ti ama. Pensa alle cose belle.
    Però grazie per la tua testimonianza. Fa riflettere.
    Purtroppo a questo mondo c’è tanto male…

    • WonderNonna scrive:

      Per fortuna c’è anche tanto bene. E, per me, aver allevato una figlia che ha sani principi e che li sta insegnando ai suoi figli. Queste sono le cose che contano, Silvia.

  3. Mammapiky scrive:

    Mamma Anna ho avuto paura a leggerti figurati tu! Sai che purtroppo si di che parli? Avevo 18 anni ed ho subito molestie sessuali da parte di uno che già allora era un padre di famiglia, quanto ho pianto!! No non denunciai, mio padre fece a modo suo e lo prese a schiaffi in mezzo al paese!! Oggi mi capita di incontrarlo e sorrido a testa alta perché penso a quanta pochezza abbia e alla vita povera che conduce. Questa brutta pagina della mia vita mi ha lasciato il segno e ha trasformato il mio carattere facendomi diventare incline io stessa all’aggressività quando ho di fronte il prepotente di turno. Anna un abbraccio di cuore e stai certa che l’esistenza misera che queste persone hanno, non potranno mai riscattarla alzando la voce.

    • WonderNonna scrive:

      Ecco, hai raccontato una storia che non avrei voluto leggere. Essere molestate da un cretino (non dico di peggio ma lo penso) e poi ritrovarselo in paese.. non so se l’avrei retto. Io ho preferito pensare che fosse scomparso, almeno fino a ieri. E sono diventata anche io più aggressiva, ma sia io che te lo facciamo per difesa.

  4. sempremamma scrive:

    Innocuo non può essere, anche se fa “solo” minacce verbali sono sempre distruttive per la persona che le subisce.

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