Un nome originale

Il mio nonno materno non l’ho mai conosciuto, è morto qualche giorno prima che io venissi al mondo. Ho vaghi ricordi degli altri nonni, tutti morti quando ero piccola.

Ma tornando al nonno materno, quel che ho saputo di lui è quello che mi ha raccontato la mia mamma e… quanto ho scoperto da sola o quasi.

Sicuramente mio nonno Primo (così si chiamava) doveva essere un bel mattacchione. Tanti episodi mi hanno rivelato che non era privo di fantasia, che amava scherzare e adorava la sua numerosa famiglia.

Faceva il sarto, ed era – a sentire mia mamma e le sue sorelle – un ottimo sarto, che lavorava per sartorie famose. E poi amava leggere i romanzi. Qualche libro l’ho ritrovato a casa mia, ingiallito e consunto.

Ebbe dieci figli, e lì si scatenò tutta la sua fantasia. Pare che – ogni volta che leggeva un libro particolarmente avventuroso si proponesse di chiamare il prossimo figlio proprio come il protagonista della storia.

Ed è così che nacquero tra gli altri i miei zii Reseda (detta “Bimba”), Eraclio (detto “Moro”) Elvia (gemella di mia mamma, morta da piccola), Sofronia (chiamata però da tutti Armida), Oddone (detto poi Giordano)  e perfino quando il nome era normale (Maria) si cambiava (divenne per tutti “Ruccia”).  Per fortuna i protagonisti dei romanzi non avevano sempre nomi un po’ particolari, e così mia madre fu chiamata Laura, e altri suoi fratelli Ubaldo, Adele, Armando

Ma in terra veneta dare nomi strani ai figli non era prerogativa di mio nonno: la mia amichetta dei sei anni si chiamava Nevis, la migliore amica di mia madre, Gelinda,  e una vicina Elide.

 

Quando ho conosciuto mio marito, il suo nome non mi piaceva affatto. Ma mi fu spiegato che per tradizione, al Sud, i primi quattro figli dovevano avere il nome dei nonni (in ordine: prima quelli paterni, poi quelli materni). Dopo i primi quattro, se non c’era qualche defunto da ricordare, potevi liberamente scegliere nomi di tuo gusto.

E così, la prima volta che sono andata dai parenti di mio marito, in Puglia e ho avuto la necessità di chiamare per strada il mio – allora – fidanzato, s’è girato mezzo paese.

Insomma, la fantasia non mancava. O forse a qualcuno sì. Mia madre, che si aspettava un maschio e non una femmina, rimase spiazzata quando nacqui e dovette darmi un nome. Il mio l’han scelto le suore dell’ospedale.

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Una risposta a Un nome originale

  1. lucio scrive:

    mi hai comosso…..

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