Un magico Natale

Ci sono cose che mi mancano, della mia infanzia. Le atmosfere, per esempio. Non avendo granché, dal punto di vista materiale, molto faceva la fantasia e l’aspettativa. Non parlo di regali, stavolta, parlo proprio della magìa del Natale.

La Vigilia di Natale è ancora più magica del Natale stesso. C’era aria di festa,  quand’ero bimba, odore di buon cibo, tanto vociare. Arrivavano quasi tutti gli anni i parenti dal Veneto, perché mia mamma, munita di tanti fratelli, non si lasciava sola. Quindi, a turno, ogni anno veniva uno zio. Il Natale più bello che io ricordi è stato quando è venuto zio Ubaldo con  zia Maria e il piccolissimo Lucio. Ah, che bei ricordi. Al di là della festa per la presenza del cuginetto, che adoravo neanche fosse Gesù Bambino, c’era così tanta allegria che poco importava dove si dormisse. Noi avevamo due locali, nemmeno il bagno in casa, e se ci penso oggi davvero non so dove abbiamo potuto mettere 3 posti letto in più. Ma tanto noi bambini si dormiva ovunque e ci si adattava tutti.

Arrivavano con la loro Fiat 500 carichi di cose buone. C’era zia Adele che ci mandava un pollo (qualche volta vivo!), zia Armida che mandava uova, un dolce e la pasta fresca. Zio Armando solo tanti saluti, ma aveva troppi figli per pensare di mandarci anche qualcosa di materiale, e andava bene così. Poi zio Giordano, vedovo, che invece pensava ai bambini (il suo era morto da piccolo) che, a seconda della fantasia, spendeva parte del suo magro stipendio di contadino in dolci e giochi.

Nella famiglia di mia mamma lo humor è sempre stata la carta vincente. Non c’era momento in cui una battuta, una barzelletta, un ammiccare non rendesse l’atmosfera piena di gioia, risate  e di allegria. Si preparavano i ravioli, il lesso e un po’ di antipasto. Si faceva la zuppa inglese e i bambini presenti potevano leccare gli avanzi della crema e della cioccolata. E la zuppa inglese, che si preparava solo nelle grandi occasioni, era concessa anche a noi piccoli, anche se c’era il liquore. Una piccola porzione, ma che importava? E poi la frutta secca, di cui sento ancora lo sgranocchiare. E il profumo dei mandarini e del torrone.

Poco importava, comunque,  quel che c’era sulla tavola, l’importante era ritrovarsi, stare insieme, giocare a tombola dopo cena. Un bicchiere di vino, ecco, quello non doveva mancare: d’altra parte, da buoni veneti, come farne a meno? Ma niente esagerazioni: non ho mai visto nessuno in famiglia  ubriaco, mai.

Si giocava, si andava a far compere (poche)  con lo zio Ubaldo che era fin troppo generoso, particolarmente con i bambini. Io lo adoravo, e lui lo sapeva e ricambiava. Il fatto di avere un figlio suo non aveva fatto che allargare lo spazio dell’amore nel suo cuore. E così è stato per ogni figlio che Dio gli ha mandato. Li ha amati tutti allo stesso modo, con la stessa intensità, senza fare differenze. E ha continuato ad amare me, la sua nipote preferita : c’era posto per tutti.

Mia mamma era felice davvero, per una volta. E anche papà, che considerava i cognati come suoi parenti. Mi mancano. Mi mancano soprattutto a Natale. Anche se ultimamente mamma e papà erano più lenti nei gesti, più distratti e meno allegri, mi mancano tanto.

Ecco, questo è un po’ quel che rimpiango.. Certo, ho i miei nipoti, c’è festa, ci si vede e si sta tutti insieme. C’è la felicità dei bimbi, che non solo apprezzano ovviamente i regali, ma anche lo stare insieme. Per cui, non mi importa delle altre feste, ma non potrei sopportare un Natale solitario.

In ogni caso, forse perché oggi  non ci manca niente, ringraziando il Cielo, un po’ di quell’atmosfera si è persa. Sembra quasi un dovere, quello di festeggiare. E invece dovremmo assaporare ogni attimo essere grati alla vita di averci concesso un Natale in più.

Per questo auguro a tutti di  avere un magico Natale, come l’ho avuto io nella mia infanzia.

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6 risposte a Un magico Natale

  1. lucio scrive:

    Bella,bella,bella…..

  2. Mamma Piky scrive:

    Io abitavo in una casa a tre piani. Noi al primo e sopra i due fratelli di mio padre con le famiglie, eravamo 7 bambini, la mattina di Natale si lasciavano le porte degli appartamenti aperte e si faceva avanti indietro in pigiama e pantofole per farci gli auguri, e scambiarci i regali. Nella settimana precedente a turno si preparavano torroni fatti in casa, e biscotti e tutti aiutavano tutti….non so dirti e che ero felice, e’ poca cosa, so che ancora adesso, a ricordarlo mi si stringe e il cuore e questa atmosfera, e questa bellezza vorrei per i miei bambini.

    • WonderNonna scrive:

      Allora mi sono spiegata bene… è proprio questa l’atmosfera che mi manca e che vorrei per i miei nipoti. Auguri, Maria Elena, di un Natale con tanta felicità.

  3. Maira scrive:

    Anche a me sarebbe piaciuto vivere un Natale come quello che ci racconti…

    Maira

    • WonderNonna scrive:

      Come ho detto, Maira, di materiale c’era ben poco, ma di quel poco non sprecavamo niente. Ti auguro un Natale felice, pieno di cose belle!

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