Un cuore grande

Ancora un racconto  dello scorso inverno,  con protagonista Leonardo. E’ passato quasi un anno, oramai…

 Leonardo ha un modo particolare di dire che vuole bene a qualcuno. Un giorno gli ho chiesto quanto vuole bene alla nonna. Ha allargato le braccine, in punta di piedi per far apparire ancora più grande questo bene e ha detto “Così!”. Ricambiato e anche di più, ovviamente: non c’erano dubbi. Ma ha molto pudore dei suoi sentimenti.  Due giorni fa, senza che nessuno glielo chiedesse mi ha detto “Nonna, lo sai che ti voglio tanto bene?”. Ed è strano, per lui. Quando combina qualche marachella si lascia andare di più: chiede un “abbraccione” e lo adoro quando fa così. E’ tenero da morire.

Ma ora ha una sorellina, Isabel, di cui non si mostra geloso. O meglio, apparentemente non sembra geloso. Ma i segnali ci sono, eccome.

Non si stupisce quando vede la sorellina accudita  da uno dei genitori, ma se contemporaneamente l’altro   prende in braccio lui, corre, eccome. La cena è il momento cruciale. Mangia poco, forse anche per via della varicella fatta a Natale, ma se lo si imbocca mangia di più. Insomma, è tornato piccolo anche lui, ed è giusto. Dividere l’affetto con una “estranea”, piccola per di più, è dura. Bisogna dire che vuole un gran bene alla sua sorellina: la cerca se non la vede, la abbraccia teneramente e la bacia.

Ho notato che se mi chiama per giocare e io rispondo che devo fare qualcosa con la sorellina (cambiarla, darle la pappa) lo chiede ancora una volta, ma poi non lo chiede più.  Così come quando si fa un complimento a Isabel: lui abbassa la testina sul petto e aspetta, in silenzio. Ovviamente si corre da lui, io per prima, perché è come se aspettasse il suo turno per i complimenti, che nessuno gli nega, per carità. Ma non mi piace che si rassegni, non mi piace che pensi che preferisco la sorellina a lui. O che, peggio, la sua mamma e il suo papà vogliono più bene a Isabel.

Allora vorrei raccontargli una storiella. Non di punto in bianco, non posso metterlo in allarme: i bambini non sono mica stupidi. Troverò l’occasione giusta. Magari proprio uno di quei momenti in cui “è rassegnato”.

“Tesoro, tu lo sai che il cuore è così pieno di spazio che non riesci mai a riempirlo?” so già che dirà “come?” e allora gli dirò “Tu vuoi bene alla mamma? E al papà?” sono sicura che mi dirà di sì “E alla nonna Anna e al nonno Vito?” e anche lì annuirà “E alla nonna Rosa e al nonno Renato? E a Isabel?”. Probabilmente comincerà a capire e dirà ancora di sì “E poi, alla tua fidanzata Chiara? E ai tuoi amici?”. Mi guarderà, già lo so, per capire dove voglio andare a parare.

 “Amore della nonna, vedi che c’è posto per tutti? Eppure, pensa un po’… fino a poco tempo fa Isabel non c’era, Chiara l’hai conosciuta all’asilo quest’anno. E ora vuoi bene a tutti e due, no? Questo sai cosa vuol dire? Che c’è posto per tanto, tanto bene. E se domani dovesse nascere un altro fratellino, o se conoscessi un nuovo amico,  ci sarà posto anche per loro  nel tuo cuoricino”.

Probabilmente si stancherà di sentire queste cose, cercherà di distrarsi, come è normale. Ma troverò il modo di farmi ascoltare ancora per qualche istante “E tu pensi che nel  il cuore di mamma, di papà, dei nonni, non ci sia posto per tutti? Tu sei nato prima di Isabel, e mamma e papà volevano bene solo a te. Ora la famiglia è più grande, ma mamma e papà ti vogliono ancora più bene, sei sempre il loro bambino, tesoro, e lo sarai per sempre”.

Spero di smorzare un po’ quei piccoli sintomi di gelosia, perché sono sicura che lo mettono a disagio, anche se non lo dice.

E a tre anni è difficile riuscire a capire che il cuore è grande.

Questa voce è stata pubblicata in Leonardo e Isabel: un grande amore e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *