Un bel regalo di Natale

Stamattina ho ricevuto un regalo annunciato: un libro scritto da un amico giornalista, che conosco da tanti anni. Il caso ha voluto che ci si risentisse dopo molto tempo e finiti i soliti convenevoli e il riassunto di vent’anni di vita, ho saputo che aveva scritto un libro.

Ho ritrovato la persona che conoscevo: sensibile, dall’animo delicato, gentile. Ho scoperto con piacere che non era cambiato affatto. Ci siamo scritti dei messaggi, scambiati pareri, fin quando non mi ha proposto di mandarmi la sua opera, e non poteva farmi regalo più bello.

Forse perché conosco l’autore, l’ho tolto delicatamente dalla busta in cui era stato spedito e l’ho per prima cosa sfiorato con le dita,  poi l’ho palpato,   annusato, sapeva di stampa fresca. E ovviamente ho guardato la copertina, l’ho sfogliato pian piano.

Quando l’ho aperto ci ho trovato una dedica, e me l’aspettavo. Quello che non mi aspettavo è che mi facesse venire un nodo alla gola, tanto è personale e delicata.

 

E’ così che bisognerebbe assaporare ogni libro, prima di leggerlo. Ancora di più se è un libro caro, oppure se si rilegge dopo tanti anni, o se si conosce personalmente l’autore.

Pregusto sempre ogni libro che ho scelto di leggere perché  c’è dentro un mondo che devo ancora scoprire, che posso immaginare ma che non so se sarà come lo immagino nella mia fantasia.

So per certo – quando un libro è scritto con passione – che ci sono dentro i sacrifici, l’amore, la testardaggine, la volontà di chi ha voluto scriverlo: mesi, a volte anni di ricerche e di ore di lavoro di composizione, di rilettura, di riscrittura. E poi, chi decide di scrivere un libro, non importa di che genere, mostra un po’ del suo intimo, offre al lettore parte di sé. E questo penso sia il lato più difficile per uno scrittore, il suo stile rivela la   personalità: insomma, scrivere è mettersi un po’ a nudo, e non è facile.

Come ogni persona che ama scrivere, anch’io sogno di poter un giorno avere un libro mio tra le mani e parlando con l’autore di questo libro ho avuto – sorprendentemente – un incoraggiamento. Beh, lui ha scritto un libro storico che gli è costato anni di lavoro e il cui protagonista è un eroe della sua infanzia su cui ha fatto ricerche e studi. Io, molto – ma molto – più modestamente ho scritto solo delle favole per bambini. Ci ho messo tanta fantasia, ma anche ricerca, lettura, amore, passione e approfondimento perché anche una fiaba deve avere una sua logica, un bambino non puoi mica imbrogliarlo. Ripeto, niente in confronto al libro di storia che ho qui accanto.  Ma ci accomuna una cosa: la passione. Sì, quella credo sia la stessa. Io non so se realizzerò il mio sogno, staremo a vedere, posso provarci: ai miei nipoti queste favole sono piaciute tanto, e spesso mi chiedono di rileggerle insieme, per l’ennesima volta.

Forse è un segno del destino, aver incontrato a distanza di anni, questa persona amica che mi ha incoraggiato a provare a mandare a qualche editore un libro nato per i miei nipoti.

 

Per ora, grazie Andrea, è stato davvero un gran  bel regalo ritrovarti.

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