Tornare in pista è faticoso

Qual è la cosa che desideri di più? Quella che non puoi avere, ovviamente. E così, dopo aver tolto il maledetto gesso, avrei voluto correre. Io, che – detto per inciso – odio correre. Ma tanto era il senso di liberazione che avrei corso. Vabbè, lasciamo stare.

Posto che correre proprio non se ne parlava, quali erano gli altri desiderata? Allora, in cima alla classifica c’era (dopo il correre) l’esigenza di stare all’aria aperta, subito seguita dalla voglia di vedere i nipoti, di fare una doccia. Cioè, avete presente fare UNA DOCCIA? No, sono sicura di no, perché la fate sempre quindi mica vi manca. Ma sentire l’acqua che ti scivola sulla pelle, uno shampoo come Dio comanda, la sensazione di pulito… pensateci, è una bella fortuna poter fare una doccia.

In ogni caso, visto il senso di onnipotenza che ieri m’è preso, ho deciso che avrei fatto di tutto e di più. Camminavo con le due stampelle che sembravo un fulmine, mio marito era perfin sorpreso. Ma piuttosto che tornare sulla sedia a rotelle, me ne son fregata del fatto che insomma, mi doleva il piede, che ero gonfia come uno zampone, che c’avevo pure i lividi per il gesso troppo stretto e che, sempre per via del gesso, la pelle si squamava che manco un serpente in fase di muta.

All’uscita da scuola ci siamo presentati a sorpresa, e siamo stati ripagati: i nipoti ci hanno abbracciato forte forte. Leo non è di molte parole, in questi casi, ma ha sfoderato il sorriso più bello del mondo. Isabel mi ha chiesto “Nonna, non ce l’hai più il gesso?” per l’ennesima volta. Ma stavolta ha visto che davvero non c’era più. Insomma, nipoti felici e io anche di più, perché mi sono mancati tanto. Leo ha subito chiesto se potevamo fermarci un po’ a giocare, ma cominciavo ad essere stanca e ho promesso che tra un paio di giorni l’avrei fatto, ma oggi no, non era il caso. Dopo un secondo ha detto “Ma nonna, avevi detto che quando ci saremmo visti mi avresti dato qualcosa…”. Certo, che stupida, gli avevo promesso qualche soldino per la bella pagella! Isabel ha reclamato che anche lei voleva i soldini, e senza nemmeno giustificarli, ma è piccola e va bene così.

Insomma, giornata intensa ieri, e verso sera ero stanca morta. Non avevo fatto i conti con la riabilitazione. Il medico che mi ha tolto il gesso ha “ordinato” 30 minuti di ginnastica per 3 volte al giorno. Ci ho provato, ma più di venti minuti non ce la fo, stramazzo al suolo se insisto. E a dire la verità mi sembra davvero tanto un’ora e mezzo al giorno, partendo da zero. Ci vuole allenamento, secondo me.

Per tagliare la testa al toro ho già chiamato una fisioterapista, vediamo di fare le cose per bene. Per adesso sono piena di dolori dovuti alla ginnastica che mi sforzo di fare e stanotte non ho dormito una cippa, contrariamente a quel che mi aspettavo.

Ma si ricomincia, e va benissimo così. Tutto, pur di tornare a camminare!

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2 risposte a Tornare in pista è faticoso

  1. Mamma Piky scrive:

    Scommetti che sarà una ripresa veloce? Hai l’entusiasmo che serve però se mi permetti, ti faccio la ramanzina perché strafare può far più male che bene anzi fa più male che bene. Con mia madre hai in comune anche questa esperienza e lei, come te, dopo aver tolto il gesso ne voleva fare di tutti i colori e ne ha fatte di tutti i colori ma per farlo sfiammare ci ha voluto parecchio e ha girato pure con il tutore per questo. Quindi occhio Anna eh!!

    • WonderNonna scrive:

      Faccio la brava, prometto 😀
      Ieri sera ho sentito la fisioterapista, che pure lei mi ha detto di star calma! E lunedì comincio la fisioterapia. Però oggi vado dai piccoli, pian piano!

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