I segreti dei bambini

bambini maltrattatiQualche giorno fa ho assistito al saggio di musica, alla scuola di Leonardo. E tra pochi giorni anche Isabel farà il suo piccolo saggio di musica, alla scuola materna. Entrambi hanno fatto prove, hanno imparato canzoni, piccole danze. Stessa cosa nel periodo natalizio: c’è la festa dove recitano, cantano e ballano e il massimo che si riesce a sapere è che “è un segreto”.

Eppure vado ogni giorno a prenderli all’uscita della scuola, ma  non hanno mai accennato, né l’uno, né l’altra, a nulla. Oddio, ogni tanto Isabel canticchia una canzoncina sconosciuta, ma non chiedo niente, so che è per il saggio.

Ora, quando leggo le cronache di questi ultimi giorni, un po’ di timore mi viene, a proposito dei segreti dei bambini. Dal caso orribile di Caivano a quello di maestre che picchiano e maltrattano i bambini, imponendo loro il silenzio.

Eppure un confine ci deve essere, sul come e quando tenere per sé un segreto, per un bambino. Cosa insegnargli? Dire “alla mamma devi sempre dire tutto?”, sì, in linea di massima va anche bene, sperando che la mamma non sia un mostro, come tra i protagonisti della vicenda di Caivano, dove appunto, una mamma-mostro pare permettesse al compagno di abusare delle figlie. Stesso discorso vale per i papà, per i nonni e gli zii, per gli amici di famiglia. Il mostro spesso è in casa, o a scuola, come nel caso delle cattive maestre o di sacerdoti.

E di chi si deve fidare un bambino? Aiutarlo a parlare, se è stato minacciato o spaventato, diventa un problema, ma bisogna pensare al bene del minore, quindi spiegargli che nella famiglia (pur disastrata che sia) può trovare aiuto: magari un nonno, uno zio, qualcuno che gli vuole bene, che vuole il suo bene, che non gli ha mai fatto del male, che non lo ha mai maltrattato. O semplicemente che non gli ha mai fatto fare cose che lui, il piccolo, non gradisce.

Tra l’altro è un argomento delicatissimo, e diventa difficile parlarne..

E’ ovvio che se si notano dei disagi, se improvvisamente il piccolo non va più volentieri a scuola, se è nervoso, se – e ogni mamma conosce il proprio bambino – insomma, non è il solito bimbo di sempre, bisogna indagare, con estrema delicatezza.

Magari insegnargli la differenza tra “segreto” e “sorpresa”. Un segreto può essere bello o brutto, può dare gioia o dispiacere. Una sorpresa solitamente è bella, regala gioia. Quindi già scegliere tra segreto e sorpresa aiuta un po’. Certo, non è facile, ma bisogna pur trovare il modo di parlarne, prima di allarmarsi sul serio e di chiedere aiuti esterni. Spesso le piccole vittime non hanno il coraggio di parlare, temendo di non essere creduti o di essere puniti, non bastano le rassicurazioni. Certo, aver cresciuto un figlio insegnandogli a dire sempre la verità, aiuta. Ma può bastare, in certe occasioni?

Una delle cose che mi ha fatto più male, tornando alla vicenda di Caivano, è stato sentire la madre  dire che non si era mai accorta di nulla. E’ questo che mi fa paura, che ci siano bambini violentati o maltrattati che sono muti come tombe.  Bisogna assolutamente trovare il modo di far parlare i piccoli, quando ci accorgiamo che qualcosa non va, anche se negano, anche se hanno paura di non essere creduti.  Occhi aperti, anche con le persone di cui noi adulti ci fidiamo. E poi sperare che non accada mai niente.

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4 risposte a I segreti dei bambini

  1. Mammapiky scrive:

    Hai ragione il confine tra un segreto e una sorpresa è sottilissimo ed a volte spronarli con le domande è pure controproducente. Far sì che si fidino di noi è forse il primo passo, sapere che a mamme e papà puoi raccontare tutto perché saranno sempre dalla tua parte, è importante. Io cerco anche di parlare con loro tanto di me e di quel che mi succede durante il giorno, ad esempio racconto dei litigi che si possono verificare con un amico, le incomprensioni sul lavoro, qualcosa che è andato storto e che mi fa star male, mi confido nei limiti in cui questo è possibile e giusto, cercando di trasmettere che se hai un problema nato fuori casa, la famiglia è il posto giusto dove trovare conforto e magari pure la soluzione

  2. WonderNonna scrive:

    Ecco la cosa giusta, citare se stessi, far capire che i problemi ci sono, ma che la famiglia è lì apposta per raccogliere i nostri sfoghi e per capirci. Anche se non sempre la famiglia è il posto giusto, anzi… è proprio il luogo in cui avvengono le cose orrende. Certo, è l’eccezione, per fortuna.

  3. Silvia Fanio scrive:

    La sorpresa è sempre piacevole, i segreti possono anche essere brutti. Ed è giusto che vengano svelati dai bambini maltrattati, ma anche dalle donne…
    Perché è giusto essere trasparenti e non nasconde le cose brutte.
    Ma che difficile insegnare ai bambini questo sottile confine…

    Io sono educatrice in un nido, ma tutte le storie di maltrattamenti mi mettono ansia e rabbia. Rabbia per ciò che succede ed ansia perché è sempre più difficile conquistare la fiducia dei genitori. Li capisco. Ma queste vicende provocano grandi dolori e tante ansie.

  4. WonderNonna scrive:

    Certo Silvia… e mi fa paura pensare che uno dei miei nipoti, ma anche tutti gli altri bambini, abbiano segreti orribili e inconfessabili. Parte del lavoro è proprio nelle mani di voi educatrici, che senz’altro sapete cogliere segnali…

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