Quattro chiacchiere tra donne (anche nonne)

Dopo essermi un po’ persa, nel post precedente, cerco di non perdere le fila del discorso. Anche questo post è dedicato un po’ alle donne e un po’ alle  nonne, e dovrei spiegare anche il perché, altrimenti sembro una nonna rimbambita.

Siamo partiti dal fatto che essere nonne, con l’esperienza di figlia e di mamma, ci consente di vedere le cose da un punto di vista privilegiato, di rivalutare tante esperienze negative della nostra infanzia. Ma andiamo avanti, e parliamo dei rapporti madre-figlia adulta (che può pure essere la nuora).

LA COLLABORAZIONE – Le nonne che si occupano dei nipoti (la maggioranza) sanno quanto è dura farlo. Ti ritrovi, in parole povere, a far di nuovo la mamma, ma senza le energie di quando avevi venticinque anni. E magari con due nipoti, tu che hai avuto una sola figlia, come nel mio caso.

Il fatto di essere nonna ti dà una bella carica, senza dubbio, ma le forze sono molto ridimensionate. Però essere stanche è un po’ malvisto. Non dico che non è concesso, ma fa scattare nelle figlie (e nuore) un lieve senso di colpa. Nel caso di mia figlia diventava argomento di vivace discussione. Allora, al di là del fatto che mi pare umano poter dire “sono un po’ stanca”, senza per questo voler dire “arrangiati, il figlio è tuo”, quel che ho capito ora che sono nonna è che i figli non possono capire. Dico sul serio, non possono. Io mi ricordo quando mia madre mi diceva “Se fai un altro figlio, non te lo tengo, sono vecchia e stanca”. E a me scattava il nervoso, perché non VOLEVO che mia madre invecchiasse, la volevo attiva, in ottima salute, scattante.  Non accettavo i suoi doloretti, la mancanza di energia. Peccato che ora capisca bene cosa volesse dire… non erano scuse, era la verità che però, nel tuo essere giovane non capisci, non accetti. Che ci vuole a fare tre piani a piedi con un bambino in braccio? Ci vuole che se hai trent’anni ci metti tre minuti, se ne hai il doppio ce ne metti quindici, con tre soste e il fiatone. Ma ripeto, è difficile da capire.

Per questo, quando vedo figli che si approfittano dei nonni, e dico APPROFITTANO, mi viene un po’ di magone. Da nonna so che dire “no” ai figli è difficile, anche perché ami i tuoi nipoti in modo esagerato. Ma so anche quanto sia ingiusto esagerare. Vogliamo dirlo ai nostri figli di avere un po’ di compassione per noi? Di chiederci il giusto, insomma. E di sopportare qualche piccola lagna, è nel nostro diritto di nonni. Mi pare un’impresa ardua, ma ci si può provare.

I CONSIGLI – Ecco un altro argomento spinoso. E parto ancora dall’inizio. Io telefonavo a mia madre trentatré volte al giorno. “La bambina ha la febbre, che faccio? E’ pallida, starà bene? Non mangia, che devo fare?”. E ascoltavo i consigli di mamma, poi facevo di testa mia. Ma mi serviva avere il suo parere. A volte (praticamente quasi sempre) aveva ragione. Ma, in più, mia madre non mi faceva mancare il suo parere su tutto. Ecco, quello facevo più fatica ad accettarlo, ma non avevo tanta confidenza con mia madre, quindi mica le dicevo “tienti i tuoi pareri per te”. E proprio perché so quanto è pesante sentirsi dare consigli non richiesti, ho imparato la lezione.

Aspetto sempre di essere interpellata, prima di dire la mia. Ho imparato l’uso del punto di domanda. Cioè non dico “senti il pediatra” perché verrei accusata di essere troppo apprensiva, il che – lo riconosco – è anche la verità. Uso il punto di domanda “credi sia il caso di sentire il pediatra?”. Va già meglio, è più accettato, ho scoperto.

Dunque, care nonne, ecco qua un consiglio da nonna a nonna, dato dall’esperienza. Facciamoci un esame di coscienza, a volte vogliamo strafare e ficchiamo il naso in faccende che non ci riguardano. Io che sono impulsiva, ho imparato a mie spese a mordermi la lingua. Credo sia giusto dirvelo, nel caso ci siano, nella vostra , episodi come quelli che vi ho citato. Per il bene dei nipoti (perché anche sull’educazione ci piacerebbe metterci il naso!) e per la pace in famiglia, riflettiamo e agiamo di conseguenza.

Posso dirlo tranquillamente, perché tanto questo post è scritto proprio per le nonne.

ACCETTARE I FIGLI ADULTI – Ecco, anche qui vorrei richiamare l’attenzione su un punto dolente. Non si smette mai di essere mamme, nemmeno quando abbiamo i figli con la barba o il pancione. Ma bisogna lasciar spazio al tempo. I figli diventano adulti e dobbiamo accettarlo. Diventano genitori e ci mettono un po’ da parte, perché hanno una famiglia loro. Non ci allontanano, semplicemente fanno la loro vita e crescono i figli come pare a loro, dobbiamo accettare anche questo. Non tocca a noi sindacare su quel che fanno, noi possiamo solo stare a guardare e vedere se quel che abbiamo seminato sta dando i suoi frutti, niente altro.  Ci sono nonni che si sentono messi da parte, trascurati. Ecco, vorrei dire loro che fa parte della natura, che è normale. I figli non ci amano di meno, hanno solo meno tempo per noi. Ricordiamocelo, care nonne, quando brontoliamo “non vieni mai a trovarmi… non mi ascolti”. Ricordate? Anche noi, quando eravamo giovani con i bambini piccoli abbiamo fatto altrettanto. E non dimentichiamo di essere allegri, quando vediamo figli e nipoti. I vecchi brontoloni e tristi non piacciono a nessuno.

Oddio, avrei altre mille cose da dirvi, care nonne. Non è detto che non vi scriva ancora. (foto Pinterest)

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2 risposte a Quattro chiacchiere tra donne (anche nonne)

  1. Mammapiky scrive:

    Mia madre e’ il mio punto di sostegno con i miei figli e qualche volta dimentico quanto può essere faticoso per lei e non mi spiego perché non li ha portati fuori oppure non gli ha fatto i bagno prima di cena…non le dico nulla, lo penso tra me e me ma ovviamente, quando lo faccio, non valuto la fatica che racconti tu e che poi è la stessa che proviamo noi mamme a volte. Mi pento anche solo di averlo pensato credimi e mi incavolo tra me e me, perché non so sollevarla di più da questo compito. Sola con due bambini tutti i pomeriggi, so che non è facile. Non me la sento di darle linee guida su come fare con loro, ci mancherebbe pure questo, lei li ama allo stesso modo di me e qualcunque cosa che fa, la fa con l’amore, questo mi basta e se qualche volt discutiamo ammetto la colpa è quasi sempre mia. A lei non posso che dire GRAZIE!

    • WonderNonna scrive:

      So per certo che le basta la comprensione. E’ una nonna, non potrebbe che fare con amore quello che fa, credimi. Ed è difficile, l’ho scritto, per un figlio capire la fatica, la stanchezza e l’età che avanza. Non chiederti perché non ha fatto il bagno ai piccoli… quasi sicuramente era stanca. Se avesse vent’anni di meno farebbe di più, credimi. Ma, ripeto, alle nonne basta la comprensione.

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