Quando il nonno è… disutile

Certo, ho parlato di “vacanze” faticose. Tre settimane con 2 nipotini piccoli, al mare con noi nonni. Ma devo confessare che non è stato solo per i nipoti, che son tornata a casa stanca morta. Ci ha messo del suo pure il nonno, detto anche peso morto.

Si sa che noi donne, anche quando diventiamo nonne, abbiamo una marcia in più. Quel che ai più è sconosciuto è che gli uomini, quando diventano nonni, hanno una marcia in meno. Ampiamente dimostrato quest’anno al mare. E allora la differenza è tanta: nonna più una (marcia), nonno meno una. E la differenza, indovinate un po’ chi la sopporta? Esatto!

Allora, l’ho detto sette milioni di volte: io sono ansiosa, e non ci posso fare niente. Ho paura di tutto, con i nipoti: che cadano, che si facciano male, che si perdano, che gente perversa li rapisca, che prendano freddo, caldo, umidità, non so… C’è altro di cui aver timore? Beh, io ce l’ho.

Ma in confronto al nonno, sono una tranquilla. Lui è tutto un “non correre che cadi (sulla sabbia), dammi la manina (sul marciapiede e in spiaggia), non scendere le scale da solo che cadi, non stare vicino al bordo del marciapiede che è pericoloso…” insomma, oramai siamo all’estremo. E siccome un giorno gli ho detto “mi fai venire il latte alle ginocchia!” per l’ansia che metteva a ME, figurarsi ai nipoti, quando iniziava con la lagna (sempre!) dicevo semplicemente “latte” e lui capiva. Invece Isabel, più terrena, alla parola latte scattava subito “sì, vojo il mio latte” e bisognava convincerla che alle sei di pomeriggio non era proprio il caso. Ma è un’altra faccenda, questa.

Stress a manetta, per farla breve. E lo stress, a lungo andare, ti logora, ti fa sentire stanco stanco. Ma lui niente, continua tutt’oggi che siamo a casa.  Già questo dovrebbe bastare, ma purtroppo non è tutto.

La giornata era “a ritmi”. Sveglia, vestizione dei bambini, colazione, si torna in camera per il costumino (se non pioveva) e la crema solare, spiaggia, bagno, doccia, cambio, pranzo… insomma, c’era da fa’, come si dice. Ma se fosse stato diviso in due, tutto poteva essere gestito bene.

Nel tempo in cui io vestivo i recalcitranti pargoli, lui… lui boh, che ne so, si perdeva via. Risultato? In tre pronti e uno ancora no, toccava aspettarlo. Cincischiava, si concedeva il lusso di lunghe pause (da cosa, che non faceva niente, non lo so). Indecisione su che maglietta mettere, per dire. Fa niente se io dimenticavo di mettere il costume, se al ritorno dalla spiaggia mi ero “dimenticata” di togliere la sabbia dai piedi e dovevo correre ai ripari. Lui era sempre impeccabile, ma stanco. Lui.  Eccerto, perché se solo aiutava uno dei bambini a mettersi i sandali, sospirava che neanche ai lavori forzati. Poi con aria seria “sono stanco”, tanto che io, povera scema, mi preoccupavo anche per lui. Gli chiedevo di fare la doccia ai bimbi, per dire. Ma ci metteva talmente tanto che perfino i bambini dicevano “basta nonno, sono pulito!”. Scrupoloso all’eccesso. Lui è del parere che se bisogna fare una cosa, occorre farla bene. E si dimentica che ce ne sono altre seimila, da fare.

Insomma, al mare c’era questa famiglia composta da due bambini meravigliosi, puliti, anche eleganti, un nonno molto presentabile, simpatico ai più, spiritoso, e una nonna cialtrona.

Forse sono andata al mare con tre bambini, non con due.

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5 risposte a Quando il nonno è… disutile

  1. Mamma Piky scrive:

    Oh a casa mia si dice che si sporca chi lavora!!! …mi hai fatto morire dal ridere, a leggerti sbra di vedervi!

  2. ivavitali scrive:

    Anche le vacanze di quest’anno sono state come le tue :al mare con nonno e pargoletta!

  3. ivavitali scrive:

    Anche le vacanze di quest’anno sono state come le tue :al mare con nonno e pargoletta!

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