Ogni bambino ha i suoi tempi

Dico un’ovvietà, per cominciare: i bambini non sono tutti uguali. E ci aggiungerei per fortuna. Ma in realtà è così che li vorremmo. Voglio dire: a un anno devi dire mamma, a due devi togliere il pannolino… e via dicendo. Questo perché di solito ci si confronta, tra mamme (e, credetemi, anche tra nonne) e ci “decide” che tuo figlio (nipote), siccome a un anno e mezzo non fa discorsoni come il figlio della signora incontrata al parco, dell’amica, della vicina, ecco che “non è normale”. Ma per favore…

Ora, sembra che faccia questo discorso perché “di parte”, in quanto Leonardo (cinque anni a fine novembre) ancora non si azzarda ad andare in bici senza le rotelle, mentre praticamente tutti i suoi coetanei sfrecciano al parco, liberi dalla “sicurezza” delle ruote supplementari.

Certo, sarebbe ora di fare dei tentativi, e son stati fatti, ma lui dice un bel NO e pretende le sue rassicuranti rotelle aggiuntive. Ovviamente, essendo grande, quando pedala ,  ha la misura della bici ma non delle appendici, quindi in curva sradica praticamente il marciapiede e cade. Gli abbiamo spiegato che probabilmente cadrebbe meno se togliesse le maledette rotelle, ma non c’è verso.

Sicuramente è un bambino cauto, non si azzarda  a spericolate evoluzioni nemmeno al parco giochi. Diciamo che è prudente, e anche un po’ fifone.

Ma – e torno al motivo di questo post – dove sta scritto che debba fare quel che non si sente? Perché, per fare quel che i compagni trovano normale, deve farsi forza?

Ognuno ha i suoi ritmi, i suoi tempi, e non siamo tutti uguali. C’è, come in questo caso, chi ama il pericolo e chi no, non c’è niente di strano e di patologico.

E invece ho dovuto litigare con il Nonno, perché vorrebbe vederlo giocare a pallone (Leo non ama assolutamente giocarci), correre in bicicletta, correre come un forsennato anche a piedi, salvo poi corrergli lui (il Nonno) dietro per dirgli di non correre, ma questo è un particolare irrilevante.

Quel che non mi piace è che si dica al bambino “Tutti gli altri lo sanno fare e tu no” perché non solo non lo stimola, ma lo aiuta tantissimo ad essere insicuro. Lo fa sentire stupido, e invece sappiamo tutti, in famiglia, che stupido non è. Semplicemente ha altri interessi. Semplicemente è distratto perché inciampa e cade abbastanza spesso, preso dalle chiacchiere con amici, con i nonni, con mamma e papà. Distratto lo è, di sicuro, ma vogliamo fargliene una colpa? Essere distratti è una condizione innata, non lo si fa apposta. E parlo perché distratta lo sono anch’io, e ne pago spesso le conseguenze.

L’ultima battuta del Nonno è stata “Ma se non vuole provare, non imparerà mai”. Beh, penso che verso i diciott’anni capirà che non può andare per sempre con la bici supportata da rotelline, no? Insomma, ho fatto una fatica pazzesca a cercare di spiegare che non c’è un’età fissa per nulla, che imparerà, prima o poi. Ma non so se ci sono riuscita.

 

PS – Ovviamente non ha problemi di psicomotricità, Leonardo è stato controllato da un medico.

Questa voce è stata pubblicata in Leonardo e Isabel: un grande amore e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Ogni bambino ha i suoi tempi

  1. Mamma di Cico scrive:

    Sono davvero d’accordo! Anche perché vedo da vicino che,fin da piccoli,i bambini hanno inclinazioni e indole molto definite. E laddove risiede il loro interesse,lì sono veramente competenti. Mio figlio ha avuto un arresto della crescita che lo ha fermato in molte cose,ma nulla lo ha potuto bloccare su ciò che gli piace davvero: manualità fine,travasi,esperimenti con i materiali. Anzi,proprio il potersi concentrare su poche attività lo ha reso libero di provare le altre senza timore di sbagliare. Ma lo ha fatto solo quando si è sentito davvero pronto. In bocca al lupo con le rotelle!!

    • WonderNonna scrive:

      Grazie per gli auguri Cecilia, sono convinta anch’io che bisogna aiutare i bimbi a coltivare i propri interessi, a sviluppare le loro inclinazioni. La crescita è un percorso a tappe, non fisse, non incanalate nei nostri ritmi, ma nei loro. Augurissimi anche a te per il tuo piccolo!

      • Nerina scrive:

        Ohhh….accidenti…. Anna! Questa giungla di umani che ormai mettono in competizione ogni piccola e assurda cosa…..solo per dirti e magari per consolare chi vive queste esperienze…..tutto nella norma!!…mi sembra una “fotocopia” di Lapo…..uguale….anche a lui non gliene importa nulla di togliere le rotelle, considerato che non sapeva pedalare fino ad aprile perché’ non gliene è’ mai fregato niente, la fase del triciclo l’ha saltata…..i piedi li usava a terra spingendosi (per lui i pedali non sono mai esistiti)….per quanto riguarda il pallone….stendiamo una “trapunta” (non un velo!!!) per dirti che non ha proprio il senso del gioco di”gruppo” …lui il pallone se lo tiene tutto x se’ ed è molto faticoso far capire di passar lo,magari con tiro verso gli altri…. Tutto questo del pallone non succede con suo fratello Niccolò’ che già’ a ottobre scorso (17 mesi) aveva un suo stile preciso nel mirare la palla e se in gruppo faceva gara a tirare verso gli altri correndogli dietro per far “gioco” e a volte non capiva e restava pietrificato, nel vedere che suo fratello interveniva “rubando” il pallone a tutti pretendendo anche di fermare il gioco xche’ lui aveva deciso di tenerselo tt x se…tie’….e allora bisognava intervenire….far capire che non si fa’ così , e bla,bla,bla in somma contrattare allo sfinimento…..ecco in somma potrei elencanti tantissime altre cose….esempio Lapo non ha parlato così’ presto come niccolo, e anche nel camminare…..insomma forse x che’ è’ il secondo… Ma Niccolò’ ha una “marcia in più”… E allora?… E allora, io dico….non cambia nulla….ogni cosa arriverà’ a suo debito tempo…non forziamo troppo (questa vita e’ già’ una forzatura e loro, forse lo stanno già’ capendo…ma non gli lasciamo “i suoi…di tempi!…) vaaaiii….Anna ….sono tanti i casi da elencare….

      • WonderNonna scrive:

        Esatto, Nerina! Anche per noi il “secondo” (Isabel) è l’esatto contrario del primo. Pur essendo femmina, lei gioca a pallone, tira calci… insomma è una maschiaccio. Non mi stancherò mai di ripetere che bisogna lasciare che le mele cadano dall’albero, quando son mature!

  2. maria chiara scrive:

    Ciao, il mio Francesco è nato ad aprile ( di qualche anno fa…). Quanto ha iniziato l’asilo aveva quasi 3 anni e mezzo e sapeva dire all’incirca 10 parole: mamma, papà, pappa, acqua, cacca… insomma l’indispensabile! Tutti a dirmi che bisognava portarlo dalla logopedista, che il bambino aveva dei problemi, che non era possibile che non parlasse…
    Dopo qualche mese, senza logopedisti o altre cose ha iniziato a dire qualche altra parola e poi via, “discorreva” che era un piacere: non la smetteva mai, parlava sempre… e io e mio marito a dirci “Che bello quando non parlava”!
    Lasciate il tempo al tempo… farà ora ad assomigliare a Moser!!!
    CIAO

    • WonderNonna scrive:

      E finalmente un’altra esperienza di tempi… lunghi! Ti ringrazio davvero Maria Chiara, sei la dimostrazione di quel che dicevo!

  3. Mamma Piky scrive:

    L’anno scorso mio figlio aveva due anni, tutti a dirmi che era arrivato il momento di togliere il pannolino, ed io, complice l’estate, mi son lasciata convincere ma e’ stata una tragedia. Lui non era pronto e gli incidenti erano sistematici, però’ la decisione oramai l’avevo presa e tornare indietro, mi dissero tutti (pediatra compreso) che non andava bene. Per tutto l’inverno e’ stato così, lui senza pannolino la faceva ovunque ed io avevo oramai abbandonato fin strategia perché mi sembrava di stressarlo con le nostre aspettative. Poi qualche mese fa tutto si è risolto da solo, da un giorno all’altro incidenti finiti e lui che sorprendentemente, va in bagno da solo senza avvertire e senza aiuti. Fino a quel momento le avevo provate tutte meno che aspettarlo.

    • WonderNonna scrive:

      Poveri piccolini, decidiamo sempre noi per loro. Per il loro bene, ovviamente, perché ci sembra giusto così. Ma alla fine la spuntano loro: fanno quel che vogliono! Quando sono pronti (qualsiasi sia la cosa da affrontare), quando è il momento giusto, il problema si risolve da solo!
      Grazie, Mariaelena!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *