Nonna, possiamo spendere di più?

I bambini, c’è poco da fare, sentono parlare di soldi. Spesso noi adulti ci lamentiamo di quanto costi un oggetto, scuotiamo la testa e non lo compriamo. I bambini mica sono scemi: sentono e reagiscono di conseguenza.

Come qualche giorno fa, al mare, con i nipotini. Ogni giorno volevano qualcosa: il giochino, il libro, la sala giochi… Beh, mica si poteva accontentarli in tutto. Allora abbiamo stabilito che avrebbero avuto UNA cosa al giorno (si fa per dire, eh… trasgredivamo noi nonni per primi, ma si sa, l’importante è stabilire delle regole). Ogni mattina la stessa solfa “Nonna, cosa ci compri oggi?” diceva Leonardo, e l’eco umano Isabel rincarava la dose “Nonno, nonno, io vojo brucomela, una scavatrice, gelato e patatine, posso?”. Perché per lei le regole son fatte per trasgredirle, perché il cibo è la sua priorità e non se ne dimentica mai, perché la scavatrice è sì da maschi, ma siccome ce l’ha suo fratello, lei non vuole essere da meno.

Insomma, ogni mattina li facevo scegliere. Succede che una mattina Leonardo (e pure Isabel) scelgono “gioco”, perché c’era brutto tempo e ci avviavamo per un giretto in una strada piena di tentazioni. “Va bene bambini, giochino, ma non possiamo spendere troppo, lo sapete. Dovete scegliere un giochino che non costi più di… 3 euro!”. M’è scappata così, che vi devo dire? Tre euro era simbolico, ma mi sono completamente dimenticata che Leonardo sa leggere e che è un bambino attento a quel che gli si dice. Isabel se ne frega bellamente, però si fida se gli si dice che costa troppo.

Arriviamo all’edicola di Viale Carducci, a due passi dall’albergo. Sosta obbligatoria. Vedo che Leonardo guarda i giochi, guarda l’etichetta del prezzo e fa i suoi commenti… “Dodici euro! Ma questi sono fuori di testa, nonna!”. Sua sorella sceglie una bambola con passeggino e lui “Isabel! Ma sei matta? Quello costa… aspetta che guardo… diciassette euro, metti giù!!”. Era diventato un gioco pure quello, scegliere qualcosa che costasse tre euro. Li ho lasciati fare. Certo, avevo detto tre euro, ma era per dire…

Niente da fare, l’edicola era troppo cara, si va avanti. Ecco il tabaccaio che ha ogni ben di Dio. “Nooo… una scavatrice nuova costa 9 euro, nonno!” sento commentare Leonardo. “E pure questa jeep! Isabel, lascia stare quella roba, che costa sette euro!”. Già, perché badava pure alla sorella che si fida assolutamente di lui.

Io continuo a lasciarli fare perché due giochini da 10 euro fa 20. E 20 per venti giorni… insomma, non è educativo ed è dispendioso, mi dico. Poi ci sono i gelati, le patatine, il ghiacciolo, e gli extra di tutti i giorni. Mi illudo, insomma.

Ci facciamo tutto viale Carducci, con soste obbligate a tutti i negozi che espongono giochi, ma niente da fare, il giochino a 3 euro non si trova.

Leonardo è deluso, abbiamo fatto chilometri con il nostro bel giubbino perché fa freddo e lui non ha trovato niente. Sospira, mi guarda, col suo bel faccino con gli occhiali blu  e sbotta in un “Nonna, io ho guardato bene, sai? Li ho guardati tutti i prezzi, non c’è niente che costi 3 euro. Per favore, possiamo spendere un po’ di più?” e la sorella “Sì. Sì, spendiamo, spendiamo!”. Che ne sa lei dell’euro e dell’inflazione?

Sono scoppiata a ridere, non ce l’ho fatta a far finta di niente. Per una volta si può anche trasgredire, no? Ho visto l’impegno che ci avevano messo (tutti e due) rinunciando ai giochi più costosi e ho dato il via libera, con l’approvazione del nonno. Morale: 24 euro per due giochi. Ma vabbè, se li sono meritati. Anzi, sudati.

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4 risposte a Nonna, possiamo spendere di più?

  1. Mamma Piky scrive:

    Mi è scappato più di un sorriso a leggere. A parte che è dolcissimo e molto coscienzioso, mi vedo la sorella che se ne frega e che vorrebbe l’escavatrice! …comunque tre euro non sono così pochi alla fine, e’ la situazione che e’ degenerata!

  2. Murasaki scrive:

    Tuo nipote mi ricorda molto il mio primogenito: è sempre molto attento a quanto si spende… tanto che dobbiamo sempre specificare che se gli proponiamo di acquistare qualcosa o iscriverlo a un corso è perché abbiamo già valutato che quei soldi possiamo spenderli!

    Mi fa molta tenerezza, ma io alla sua età (8 anni) ero uguale, non chiedevo mai nulla perché non volevo far spendere soldi ai miei genitori…

    • WonderNonna scrive:

      Anche mia figlia (mamma di Leonardo) era attentissima ai soldi, chissà probabilmente sentiva i nostri discorsi. Quel che faceva, a tre anni, era di conoscere qualcuno e dopo cinque minuti chiedere “Ma tu quanti soldi hai in banca?” mettendoci in serio imbarazzo…

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