Masterchef si nasce o si diventa?

E’ vero che quando ero piccola, mia madre mi ha messo ai fornelli molto presto. Preparavo il sugo, il minestrone e quant’altro necessitasse per la cena. Mi piaceva anche, ma non è che la fantasia spaziasse molto, i piatti, più o meno, erano sempre quelli. Ci mettevo un sacco di tempo, vista l’inesperienza e l’età : tanto per dire, per tagliare una patata a cubetti se ne andava mezz’oretta, ma pazienza.

E’ così che ho comunque imparato a cucinare, aggiungendo magari, in età più adulta, piatti nuovi, esperimenti, a volte con successo, a volte meno (molto meno).

Ora, se preparo una torta per la prima volta capace che mi viene un po’ asciutta, magari ho seguito la ricetta alla lettera ma comunque non viene benissimo. Capita. Soprattutto a me  che sono pasticciona di natura.

Poi, giorni fa, guardo “Masterchef junior” e mi sento un po’ idiota. Stiamo parlando di bambini di dieci, dodici anni. Manco arrivano al bancone, a volte. Ma, ragazzi, li mettete ai fornelli e voilà, magicamente escono capolavori perfetti. Già, già, direte voi, magari “fuori”. Ma “dentro”? Dentro, OVVIAMENTE, sono altrettanto perfetti. Il pesce cotto alla perfezione, morbidissimo. Io, quando cucino il pesce, sto attenta che non bruci, per dire.

La carne? Ahhh… una bella crosticina dorata fuori e dentro “a cottura media”, cioè quasi cruda, ma perfetta per gli chef giudici. E di cosa è fatta quella crosticina croccante? Ma ovviamente con un misto di senape dolce in polvere, curcuma, curry pestato al mortaio! E la salsa? Una salta tartara con brodo di giuggiole (o quel che è) con insalata di pettirosso al vino rosato e erba cipollina. Forse ho sbagliato qualcosa, ma il senso è quello. Io, la metà delle spezie manco la conosco. E l’altra metà non mi piace. Loro – gli chef in erba – si buttano sulla curcuma, il the verde (mica da bere, per cucinare!), il coriandolo. Cucinano perfettamente dolci e antipasti, con presentazioni meravigliose. Ecco, come fanno?  Passione? Ma basta la passione?

Attenzione, io a dieci anni cucinavo, ma veniva mia mamma ad accendere il gas. Sì, ero un po’ deficiente, diciamocelo, ma era anche una misura di prudenza.

Una padella per friggere l’ho usata anni e anni dopo. Saltare come un giocoliere le verdure l’ho imparato da quando è di moda, cioè pochi anni fa. E a volte mi tocca pulire il fornello perché, diciamo, non son proprio atletica durante questo esercizio.

‘Sti ragazzini volteggiano come ballerine, hanno l’occhio da una parte e le mani dall’altra, rispettano i tempi e le aspettative dei loro giudici, ricevono complimenti per L’INVENTIVA. Cioè, si inventano piatti stupendevoli in tre minuti e quindici secondi.

Mi fanno un po’ paura, devo dire. Avere un nipote che mentre cucini ti dice “il risotto deve essere al dente, nonna… si vede a occhio che sta per scuocere”. Oppure “la glassa per la torta è troppo densa, non riuscirai a lavorarla”. Ecco, mi darebbe un po’ sui nervi.

Li ammiro, sia ben chiaro, questi bambini prodigio, ma mi vien da pensare: come sono arrivati a quei livelli? Fanno tutto loro o in quei piatti, che noi vediamo in due minuti ma ci vuole un’ora per farli, c’è lo zampino degli chef adulti, a tutto vantaggio di un programma tv?  No, sennò mi sento ancora più deficiente. (foto pinterest)

 

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6 risposte a Masterchef si nasce o si diventa?

  1. Mamma Piky scrive:

    Il programma non l’ho mai visto ma diffido un po sono sincera, e comunque non mi piacciono in genere i programmi che mettono in scena il prodigio dei piccoli per una serie di motivi ma in primis perché snaturano il loro essere bambini. Credo che un bambino debba giocare e fare quello che gli compete alla sua età, cucinare verrà poi come tante altre cose su cui spesso si fa spetta colo. Di sicuro Anna, qualcuno con delle doti più spiccate di altre, ci sarà lo stesso ma non voglio nemmeno saperlo, io che sono capace a bruciare anche un uovo!! ;-))))

    • WonderNonna scrive:

      Mi trovi d’accordo, non amo nemmeno io i programmi dei piccoli talenti. Ho visto Masterchef junior per la prima volta una settimana fa e son rimasta sconcertata, perché qui siamo oltre i limiti, proprio perché si parla di cucina. Poi, per carità, saranno portati, non lo metto in dubbio. Ma un conto è saper preparare un paio di piatti, a quell’età, altro conto è fare quel che fanno ‘sti ragazzini. Ti direi di guardare almeno una puntata per capire a che livello sono. Davvero, fateli giocare un po’…

  2. Silvia Fanio scrive:

    Sinceramente a me impressiona anche quanto questi bambini siano calcolatori e competitivi. Mi chiedo dove sia finita la loro innocenza.

    • WonderNonna scrive:

      E anche della presunta amicizia. Sono così competitivi e… amici? Mhmm… troppo piccoli per essere entrambe le cose.

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