Mamma, mi annoio!

3820a532a3e7176264cad293bf9821e1C’è una grande, anzi una enorme differenza tra l’infanzia della generazione dei miei nipoti e la mia. Cioè, non occorreva neanche dirlo, son proprio due cose diverse. Tra l’altro, ho letto un articolo proprio di recente, su questo argomento. Ve lo consiglio, è questo. Ne parlo anch’io, perché la differenza tra la mia infanzia e quella dei bambini d’oggi è la parola NOIA

I miei nipoti hanno praticamente un negozio di giocattoli in casa. Tolta la playstation, che mia figlia ha vietato, c’è di tutto. Perfino – e lo dico piano – un paio di spade di plastica e un paio di pistoloni giganti che sparano palline di polistirolo. Non voleva giocattoli che istigassero alla violenza, ma l’anno scorso a Natale Leo sembrava volesse solo il pistolone gigante, quindi ha ceduto. Tanto Leo è rimasto delusissimo dal gioco (pubblicità ingannevole?) , ci ha giocato quel giorno e poi se n’è dimenticato.

Ma, tornando ai giochi, c’è di tutto, sia per maschi che per femmine, sia giochi di società che però Isabel è troppo piccola per usare. Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta. Sarebbe stata la felicità di me bambina. Quante volte ho sognato stanze piene di giochi? Vabbè, non le conto. Quanti desideri inesauditi ho sopportato? Ne basterebbero la metà.

Eppure ogni tanto sento i miei nipoti che dicono “Mamma… mi annoio!”. Come ti annoi? Come sarebbe a dire che c’hai in casa ogni bendiddio e TI ANNOI! E il bello è che mia figlia alla fine propone “Dai, facciamo qualcosa insieme, gioco anch’io!” e spesso e volentieri i bambini coinvolgono anche me, quando vado da loro. Per carità, ogni tanto giocare con i bambini va benissimo. Anzi, è bellissimo e va assolutamente fatto. Ma che non “abbiano voglia” di giocare da soli e preferiscano (potendo, e non possono) guardare la tv è pazzesco. O che – addirittura – gli si compri un gioco nuovo solo per “toglierseli dai piedi” per un po’, altrimenti fanno le cozze attaccati a mammà. Ma dico, scherziamo…

Lo so che il paragone non regge, ma è per far capire il concetto: io non ho MAI giocato con mia madre, non aveva tempo. E giocavo per ore con l’unica bambola che avevo, da sola. L’unica cosa che mia madre – sarta – faceva per me, ma solo dopo giorni di pressanti richieste, era magari un abitino nuovo per la bambola Maria Letizia. E non mi veniva neanche in mente di dire “mi annoio” perché se metti caso l’avessi detto mi sarei ritrovata a sbucciare fagiolini, a far la polvere o a togliere l’imbastitura agli abiti che lei confezionava. Poi c’erano gli altri bambini, si giocava insieme, in cortile o in casa, con la corda, con i sassi, con l’erba che fungeva da insalata, con i bottoni e pezzetti di carta che (ci inventavamo) erano soldi. Insomma, la noia non era assolutamente contemplata.

Con mia figlia ci ho giocato. Ammetto che il fatto che lei avesse tanti giocattoli risvegliava la mia voglia di giocare, mai del tutto esaurita. Quindi giocavo con lei e lo facevo con immenso piacere. Ma, sia chiaro, quando avevo tempo, mica sempre. E se avevo da fare (lavoravo) lei mica insisteva più di tanto. Tutt’al più se non voleva giocare da sola veniva ad aiutarmi in cucina con piccoli lavori.

Ecco, ora mi riesce difficile digerire il fatto che i bambini di oggi si annoino, nonostante tutto. Forse la colpa è anche un po’ nostra, forse  dovremmo essere un po’ più sordi alle loro richieste e lasciarli giocare anche da soli. Innanzi tutto doversi inventare un gioco stimola la fantasia, poi è educativo, aiuta ad essere autonomi. E aiuta a crescere.

C’è da dire che le mamme lavoratrici si sentono un po’ in colpa, credono che la loro assenza possa essere pagata da un’ora di giochi con i bambini. Ma quale senso di colpa, dico, stiamo scherzando? Per la maggior parte dei casi lo stipendio di mamma serve a contribuire al budget familiare, a pagare il mutuo e proprio quei giochi che, diciamocelo, a volte acquistiamo proprio perché “poveri piccoli, non vedono mai la mamma”. A parte il fatto che i bambini vanno a scuola (o all’asilo) e che quasi sempre la mamma arriva un paio d’ore dopo, ma di quali sensi di colpa stiamo parlando? Per caso mia madre aveva sensi di colpa per il fatto che non giocava con me, pur lavorando in casa? O io sono cresciuta con questo handicap? Che mia madre non giocasse con me è un dato di fatto, e pensandoci lo ammetto. Ma non m’era mai manco venuto in mente, ai tempi, che potesse farlo. Giocare, per come la vedevo io, era una cosa da bambini, che non coinvolgeva gli adulti. E vi assicuro che non ho avuto nessun trauma per questo. Avevo sei anni e capivo senza metterlo in discussione, che mia madre doveva lavorare e che io dovevo aiutarla. Poi sbuffavo quando me lo chiedeva, ma vabbè.

Ragioniamoci un po’ su. Hanno di tutto e di più, questi bimbi. Hanno mille stimoli ovunque, basta guardarsi intorno. Fanno judo, karate, piscina, tennis, danza e quant’altro, finita la scuola e gli sport rimangono due ore libere… e si annoiano? No, qualcosa non va. Bisogna aiutarli a riflettere, a trovare il tempo dell’autonomia, che è altrettanto importante. A inventarsi giochi nuovi con i giocattoli che hanno, e che sono tantissimi.  Come ho detto, cresceranno più autonomi. O altrimenti ci ritroveremo, ai loro vent’anni, a dovergli regalare la Ferrari perché la Panda li ha già annoiati.

Insomma, mamme… meno sensi di colpa, dite qualche no e se si ribellano e vi si attaccano tipo cozza, fateli annoiare. Anche quello stimola la fantasia. E alla fin fine non dimenticate dovete vivere anche voi, perché non siete solo mamme, ma anche donne, mogli e quant’altro. E ancora: non esiste la mamma perfetta, ma solo la mamma che fa del suo meglio. Vi assicuro che basta e avanza.

(foto pinterest)

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8 risposte a Mamma, mi annoio!

  1. mammamedico scrive:

    bellissima la foto! mi ricorda le ore che passavo giocando con le bamboline di carta…
    in merito al giocare da soli o in compagnia secondo me dipende dal carattere dei bambini. il mio grande è uno che si annoia anche da toys. per lui esistono solo la palla (in tutte le varianti e tipi), i cartoni animati prima, i videogiochi ora. questo da sempre. talora quando gli ricordi l’infinità di giochi della sua stanza con il faccino da cane bastonato mi risponde “ma tu sei impegnata e non puoi giocare con me, mia sorella non vuole”. la sorella appunto passa ore fra bambole e travestimenti coinvolgendomi in rare occasioni (in genere quando mi fingo-ma non troppo-la signora delle pulizie)

    • WonderNonna scrive:

      Non vorrei essere stata fraintesa. Giocare con i bambini è un momento insostituibile, anche nella loro crescita. Ci sono poi bambini che giocano anche da soli. Ma è il dire “mi annoio” con una stanza piena di giocattoli davvero non lo capisco.

  2. Mamma Piky scrive:

    Io amo giocare con loro ma non è detto che ne abbia sempre voglia o tempo e quando non posso (o voglio far altro), lo dico, onestamente e loro si, si attaccano come cozze. Lì capisco che anche se vivo di sensi di colpa per la mia assenza, non devo sempre riempire i loro tempi o non devo essere “ostaggio” quando ci sono, il loro crescere dipende anche da come da soli affrontano le cose, e se si annoiano pace. Questo comunque Anna in teoria, in pratica se mi chiedono di giocare dico quasi sempre si.

  3. natascia scrive:

    Ciao! Che bello una nonna blogger sei la prima che leggo! Sono d’accordo con te, anche io che sono degli anni 80 giocavo da sola o con mio fratello al massimo. E non penso assolutamente che i miei genitori mi trascurassero. Qualche tempo fa ho avuto qualche senso di colpa coi miei figli ma io non riesco a giocare molto con loro…ci passo del tempo insieme a coccolarci, parlare, o guardiamo qualche cartone abbracciati. Per fortuna adesso che sono due vicinissimi di età giocano tra loro, e giocano anche al nido con altri, così mi sono passati i sensi di colpa. Oltre tutto ho letto da qualche parte che la noia è preziosa, che tanti genitori riempiono i bambini di impegni per paura che si annoino quando invece un po’ di noia ci vuole. Faceva proprio un esempio, il bambino che un pomeriggio non sa che fare e si annoia e sta lì per terra a guardarsi intorno e girarsi i pollici…si annoia sì ma nella noia impara a riflettere, fantasticare, creare e anche arrangiarsi. Quindi lasciamo che si annoino anche un po’ che forse come dicevi stimola la creatività.

    • WonderNonna scrive:

      Grazie di essere venuta a trovarmi, prima di tutto. Poi, devo dire, speravo davvero che qualcuno apprezzasse il mio elogio alla noia. Quel che mi stupisce sempre è vedere come i genitori si affannino a cercare di far del loro meglio, quando sarebbe tutto molto più semplice se riflettessero sulla loro, di infanzia.

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