Mamma, mammaaa, mammaaaaaaaa!

mammaNon so voi, noi nonni quando andiamo a far visita ai nipoti ci dedichiamo a loro, sì, ma in realtà è anche un modo per vedere la loro mamma e il loro papà, scambiare due chiacchiere, raccontare o sentire le novità.  Questo nelle intenzioni.

Di solito succede che si va a prendere i piccoli all’asilo e a scuola, magari – con il bel tempo – si sta fuori un po’ per far scatenare i bambini, magari al parco (o a un’attività sportiva) e poi si rientra a casa. Ora, uno dice: otto ore di scuola (poco meno di asilo) dense di attività, più un paio d’ore al parco a correre e giocare… sti ragazzini saranno un po’ stanchi, avranno voglia di starsene un po’ per i fatti loro, guarderanno mezz’ora di tv, giusto? Così i grandi fanno le due famose chiacchiere mentre si allestisce la cena. Perché poi a cena c’è il rituale del “raccontami la tua giornata”, sacrosanto.

E invece no. Appena messo piede in casa  “mammaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” urla uno “puoi venire un attimo?”. Emergenza? Ma no, è che lui è in bagno e gli viene in mente che ha un avviso sul diario che prima aveva scordato. Nel frattempo la piccola non è da meno “mammaaaaaaaaaa, mi prude un piede!”. Così mia figlia molla la zucchina che sta tagliando e corre prima da uno poi dall’altra. Emergenza finita? Ma dai…

Il meglio lo danno quando squilla il cellulare. In quel momento le richieste diventano pressanti “Mamma, posso una caramella? Eh? Posso?” fino allo sfinimento “Mamma, Leo mi fa i dispetti” “Non è veroooo mamma” tuona l’altro, sgambettandola (ma per scherzo, dice lui), “mammaaaa, posso usare il tablet? Isa sta guardando il tuo”. E via dicendo.

Insomma, la parola più bella del mondo viene ripetuta dalle 800 alle 1300 volte a ora, a cadenza sempre più frequente, a seconda delle richieste e del momento. Se stai pelando le patate, meno. Ma se stai scolando la pasta, stai pur certo che ci si mettono in coro a dire “mammaaaa”. Così non c’è verso che gli adulti emettano una frase compiuta. Il più delle volte è un “Sai mamma, volevo chiederti…” e finisce lì. Oppure tu è mezz’ora che tenti di raccontare a tua figlia un fatto, ma niente da fare, le interruzioni sono così frequenti che ci si dimentica di completare il discorso, sempre. Per poi dire “ma non te l’ho detto?” no… hai tentato di dirmelo ma non ce l’abbiamo fatta.

Se i piccoli vengono a casa mia non cambia niente. Solo che al posto di “mamma” c’è un continuo ripetere “nonnaaaaaaaaaaa”.

Mia figlia era una gran chiacchierona da piccola. Però, sarà perché è figlia unica, aveva meno esigenze di chiamare. Ero lì, era sempre attaccata a me, non c’era nessun bisogno di chiamare. Ma in compenso aveva sempre da dire qualcosa, quindi era difficile fare altro in sua presenza. In realtà quando ha cominciato ad andare alle elementari ho scoperto un trucchetto: le dicevo “aiutami, per favore” e così, preparando la tavola o aiutandomi a stendere il bucato, la tenevo impegnata e lei era contenta.

Io, da parte mia, non chiamavo mai mia mamma se non per cose urgentissime e inderogabili. Più che altro chiedevo il permesso di uscire a giocare ma poi sparivo e chi s’è visto s’è visto. Non si osava chiamare la mamma se non per fondati motivi.

Oggi, non so perché, o forse sì (l’estrema confidenza con i genitori) ma è tutto un chiamare, un chiedere. Eppure l’attenzione dei genitori ce l’hanno in abbondanza, nessuno dice a un bambino che chiama “Allora? La smetti di chiamarmi?”. Le richieste vengono via via ascoltate ed esaudite, il più delle volte.  Ma sembra che i bambini non stiano bene se non chiamano mamma tremila volte al giorno.

Certo, è una gioia sentirli cinguettare di continuo, per carità. Solo che quando vanno a letto tiri un  gran sospiro di sollievo e le tue orecchie smettono di chiedere pietà. O no?

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4 risposte a Mamma, mammaaa, mammaaaaaaaa!

  1. Mammapiky scrive:

    Anna sai quante volte mi son detta di contare quante volte lo dicono in un giorno?!? Ci ho pure provato ma ho perso il conto dopo dieci minuti!

  2. Drusilla scrive:

    Credo sia impossibile tenere il conto di quante volte ci chiamano i nostri figli . Per fortuna che i miei figli chiamano tanto anche “Daddy” e non solo @mamma”, ma rimane il fatto che quando vanno a dormire è un momento bellissimo

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