L’orologio biologico e una notte agitata

dentiSenza dubbio, come ha detto la mia amica Maria Elena qui, “Pasqua con chi vuoi” è un po’ il nostro motto. Non se ne può più di tavole imbandite, ore e ore in cucina, ore e ore in coda al supermercato, tanti avanzi (perché avanzi ce ne sono sempre) e chili in più, che non se ne sente la mancanza.

Natale è sacro, non potremmo mai festeggiarlo separati, ma per Pasqua la solfa cambia, non ci si consulta nemmeno, ognuno fa quel che vuole. E infatti mia figlia era invitata da amici per una grigliata e noi abbiamo deciso che, proprio per esagerare, si sarebbero potute mangiare delle lasagne e un po’ di frutta. E così è stato. Ma chi se ne frega del pranzo pasquale, siamo qui per altro!

Dunque, Leonardo il giovedì santo l’aveva trascorso in palestra con relativa nottata lontano da casa. Ma il giorno dopo, e questo era programmato da tempo, sapeva che lui e la sorella avrebbero dormito dai nonni, complice il fatto che il mattino di sabato mamma e papà avevano un impegno all’alba. “Evviva! Si dorme dai nonni!” è stato il coro unanime dei due piccoli.

Non è che i nostri letti siano meglio dei loro, tutt’altro. E’ che dormire dai nonni vuol dire stare dai nonni, cenare dai nonni, far quello che più piace, avere un regalino di benvenuto etc etc. Insomma, per loro è davvero il caso di festeggiare.

Valigetta pronta e si va. Anzi, si viene qui, a casa dei nonni. Si gioca un po’, si colorano degli album, ci si diverte con i libretti che ho comprato per loro. Anzi, Leo trova che quell’album che insegna a disegnare sia davvero interessante e perde un paio d’ore a provarci. Isabel non perde di vista il fratello (sia mai…) e lo copia. Insomma, arriviamo all’ora di cena e Leo chiede “spaghetti”, visto che a scuola, a sentir lui, non li fanno mai.

Ci sediamo a tavola e vedo che infila la forchettata di pasta sul lato destro della bocca, china dalla stessa parte la testa e mastica. Una volta, due… poi gli chiedo spiegazioni. Spalanca la bocca e mi dice “Vedi? Questo dentino – incisivo superiore – balla troppo nonna!”. In effetti più che ballare fa le capriole, povero dente. In ogni caso, la fame la fa da padrona quindi finisce di cenare. Ma quando parla vedo quel dente che  si agita troppo quindi intervengo. Non l’ho strappato, l’ho semplicemente preso e mi è rimasto in mano. “Evvai, che torna la fatina dei denti!” è stato il commento di Leonardo, che fifone com’è, non ha neanche fatto finta di sentire male tanto è stato facile far cadere l’intruso.

E’ scattato l’allarme: ricordarsi che arriva la fatina, che il dente già era stato messo sul comodino. Per festeggiare, entrambi i piccoli si son scofanati una quantità imbarazzante di pop corn e poi è venuta l’ora della nanna. Non prima di aver fatto un po’ di ginnastica ritmica in giro per casa, di aver saltato sul divano e di essersi chetati solo alla vista di mezz’oretta di film di cartoni.

Decidiamo di far dormire i piccoli nel lettone, io in cameretta e il nonno in sala, avvisando i piccoli. Non ci è voluto molto perché dormissero, erano stanchi ed agitati. Chiudo la porta, mi rilasso un po’ poi mi viene in mente la fatina dei denti e torno in punta di piedi a fare il mio dovere. E non c’è mai stata fatina dei denti meno in forma di me, ma son sottigliezze.

Alle undici tutti a nanna. Ma io non riesco a dormire, non è il mio letto, mi giro e mi volto. Dopo un po’ finalmente arriva Morfeo, ma dura poco. Nella più completa oscurità sento due manine sulla faccia e apro gli occhi “Nonna, volevo sapere se dormivi qui!” dice Isabel. Sono le due e la invito a dormire con me. Errore madornale. Non solo non c’è verso di riaddormentarsi per via dei calci e delle manate in faccia, ma la schiena mi duole troppo. Sopporto per un po’, e alle cinque, facendo acrobazie pazzesche, riesco a scivolare giù dal letto, a me pare silenziosamente. Ma anche se sono stata silenziosa, vedo due occhioni puntati su di me e sento “Nonna, dove vai?”. Rispondo che vado in bagno, e che è prestissimo, quindi deve fare la nanna. Convinta, si gira e un minuto dopo russa, sbragandosi finalmente sul letto tutto per lei.

Inutile tentare di dormire, alle cinque meno un quarto mi alzo e faccio il caffè. Alle sei sento due piedini che arrivano e una vocina che dice “Ma io ho fame!”. E così comincia la giornata, con un biberon pieno di latte e biscotti, in attesa che il resto del mondo si svegli. Alle otto e mezza ha voluto un succo di frutta e alle dieci una mela perché “Ma sto MORENDO di fame!!”. Ok,  è stata bravissima, non ha svegliato il fratello che si è alzato comodamente alle nove, ha disegnato e chiacchierato con me ininterrottamente. Ho dovuto bere due volte perché mi si era seccata l’ugola a rispondere.

E’ stato bello averli lì, e tra poco torneranno, lo so. Devo solo regolare l’orologio biologico di Isabel che alle undici e mezza ha chiesto “Ma per pranzo, nonna… cosa prepari che io non vedo pentole sul fuoco?”.

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6 risposte a L’orologio biologico e una notte agitata

  1. Mamma Piky scrive:

    Sei un mito Anna e i tuoi nipoti ti amano così tanto che nonostante la nottataccia, si fanno perdonare. Mi hai fatto venir voglia di lasciarli da mia madre una sera, chissà come se la caverebbe? Mi ci manca solo di sentirmi dire che da lei hanno dormito tutta la notte senza risvegli!!!

  2. WonderNonna scrive:

    Può essere, può essere (che dormano tutta notte, intendo!). Ma è un’esperienza che devi far fare loro, credimi. Ovviamente (mi conosci abbastanza) ho voluto, fin da quando Leo era piccolo, che si “provasse”, perché “non si sa mai”. Infatti Leo verrebbe con me anche in Mongolia. Per Isabel è stato naturale, perché fa esattamente quel che fa il fratello, quindi se lui dorme sui ciottoli, lei fa altrettanto. E come hai visto, è venuta personalmente ad assicurarsi che io dormissi dove avevo detto.
    E per quanto riguarda i risvegli notturni, pure a casa ciondola dal suo letto a quello di mamma e papà, quindi…

  3. Mamma avvocato scrive:

    Di calci e manine e orologi biologici sballati ne so qualche cosa però il nano da mia madre dorme senza interruzioni, godendo si il lettone con lei.
    Ed è sempre una festa dormire dai nonni, sia materni che paterni, perché lo viziano a dismisura…ogni tanto ci vuole (anche per i genitori!)
    Spero che poi tu abbia recuperato un po’ di ore di sonno!

    • WonderNonna scrive:

      Non è stato un problema, infatti, ho recuperato la notte successiva! E anche qui, vai con i vizi. I nonni sono fatti apposta per viziare i nipoti! E credimi, sanno perfettamente la differenza tra nonni e genitori, cosa si può e non si può fare dagli uni e dagli altri!

  4. antonellavi scrive:

    Ah ah ah mi ricorda qualcuno la tua Isabel….Il mio quando accampa qualche scusa per non dormire la sera, entra in cucina e mette una pentola sul fornello e io che non so mai se ha realmente fame o no (non vuole il latte) lo porto via perchè è improponibile mangiare alle undici di sera ti pare?

    • WonderNonna scrive:

      Non so, sai Antonella? Quando sono nella fase “scatto di crescita” vedo che mangiano (o vorrebbero mangiare) anche a notte fonda. L’altro giorno Leonardo non riusciva a dormire e alla domanda della mamma ha risposto “Mamma, non riesco a dormire perché HO FAME!”. Notare che aveva cenato più che abbondantemente. E niente, la mamma ha dovuto preparargli uno spuntino. Infatti ultimamente è parecchio cresciuto, sia in altezza che in peso. Non è che Mattia è pure lui in fase crescita?

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