Leonardo diventa un ragazzino

Se sua sorella è cresciuta e maturata, non vi dico Leonardo.

Innanzi tutto è cresciuto fisicamente, alto quasi quanto me oramai. Ha quasi dieci anni, frequenta con ottimo profitto la scuola e ama come sempre leggere.

Lui è cambiato da altri punti di vista. E’ sempre più curioso. E a questo proposito devo raccontare un episodio che ben illustra la sua curiosità e la fame di sapere. Quest’estate, come sempre, sono venuti al mare con noi nonni. Domande Leonardo ne fa a decine, spesso sono quesiti che richiedono una spiegazione lunga e dettagliata, ma una sera, a cena, infila con disinvoltura una forchettata di spaghetti e prima di metterli in bocca mi dice “Nonna, mi parli della seconda guerra mondiale? Dall’inizio eh, compresa la faccenda della bomba atomica e poi… di quel posto dove hanno perso tutte le navi (Pearl Harbor)”. Così, come se niente fosse.

Riordino le idee, acchiappo quei due dati che la memoria ha conservato, cerco di iniziare ma lui subito “Aspetta, nonna, quanti morti ci sono stati?”. Azzz…. E mo’? Non so bene come mi sia venuta in mente una cifra e chiarisco subito che potrei sbagliarmi “Mi pare, ma non ne sono certa Leo, 57 milioni”. Bene, sapete la sua risposta qual è stata? “Sì, ho letto anche io una cifra del genere”. Lì per lì non ho risposto niente e ho iniziato il mio racconto, costellato di tanti “mi pare” e lui annuiva, mangiando. Io ho praticamente saltato la cena, lui alla fine del racconto mi ha detto “Sì sì, nonna, anche io avevo saputo quel che mi hai raccontato, ma con meno dettagli”. Ecco, questo è lui, un bambino che cerca di approfondire.

Bambino? Ho detto bambino? No, no, oramai è un ragazzino. Al di là dell’altezza, in pubblico sembra proprio un ragazzino. Chiacchierone con le persone con cui ha confidenza, taciturno e quasi timido con gli altri. Anche con me parla meno di una volta ma ricorda ancora quanto chiacchieravo con lui quand’era piccolo e quante cose gli ho insegnato. Ha un vocabolario molto ricco, a periodi alterni inserisce in ogni discorso una frase ricorrente: in questo periodo è di moda “Non ha alcun senso” e “ovviamente”.

Ma ha anche tanti “disinteressi”, per esempio sull’abbigliamento: fosse per lui potrebbe anche andare a scuola in pigiama. O le “cose da femmina”, sua sorella ne sa qualcosa.

Colleziona le figurine (calciatori e Pokemon). Di calcio non si è mai interessato, fin quando non ha incontrato Nicholas (conosciuto al mare due anni fa e da cui è nata una bellissima amicizia). Nicholas l’ha iniziato a questo mondo per lui sconosciuto. Ma Leo è Leo.  Non poteva bastargli la collezione di figurine, no. Lui ora sa mille cose sul calcio, sui giocatori, sui ruoli, sulle squadre. Perché non lascia mai le cose a metà.

In casa lo definiamo un piccolo nerd, anche se non è affatto solitario: ama giocare con i compagni. Le tecnologie sono, come per la maggior parte dei bambini di oggi, una risorsa a cui attingere e su cui informarsi, ovviamente. Basta spiegargli qualcosa una volta che – all’assoluto contrario della nonna – capisce perfettamente. A me non ne bastano 120, di volte, ma vabbè.

Probabilmente si rende conto di sapere qualcosa di più, rispetto ai compagni, proprio perché approfondisce. E questo lo rende leggermente saccente, se proprio vogliamo trovargli un difetto. A volte questa leggera saccenza la esterna anche in casa. Ma non funziona, perché se è vero che è un bambino intelligente e sveglio, non gli è concesso fare il saputello con mamma e papà. E giustamente.

A scuola questa sua curiosità lo aiuta molto, infatti è sempre bravissimo, abituato a voti molto alti. Ma è in quinta elementare, vedremo alle medie.

 

Sembrerebbe un bambino perfetto, ma vogliamo parlare anche dei suoi difetti? Litiga con la sorella dalla mattina alla sera per qualsiasi inezia, è permaloso (il mio difetto principale purtroppo l’ha ereditato), vuole sempre vincere, pensa di avere sempre ragione. I contrasti tra fratelli sono normali, lo so, ma vedere sempre che Isabel pende dalle sue labbra e che lui la tratta con sufficienza perché è piccola, mi spiace tanto. Devo dire a suo discapito che in famiglia è così, ma fuori casa difende sua sorella, se la crede vittima di ingiustizie.

Non è un gran sportivo, non lo è mai stato. Gioca volentieri a pallacanestro, segue un corso di cross fit ma la sua passione è e rimane la lettura o i videogames (che però usa solo nei week end).

E’ un ragazzino sostanzialmente buono ed educato, ma che tira fuori il carattere nel momento del bisogno. Per il mio compleanno mi ha scritto un bigliettino meraviglioso, che conservo tra i ricordi più cari. No, non ne svelo il contenuto, questione di privacy!

Ecco, in un anno è davvero cresciuto, ma mi chiedo come sarà tra un altro anno, quando comincerà la scuola media.

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4 risposte a Leonardo diventa un ragazzino

  1. Caroline scrive:

    Bel racconto Anna! Ora sono curiosa anche io a rivedere e parlare con Leo. Curiosa di vedere se si incontrassero di nuovo con Marta e….Emma. ricordi?
    Un bacione a tutti da tutti noi!
    Caroline & Co

    • WonderNonna scrive:

      Colpa tua se non si rivedono, Caroline ahahahah…
      Beh, visto che quando parlo a Leo di Marta e Emma, sorride, sono sicura che sarebbe felicissimo di rivederle!
      Un abbraccio a voi e ai nonni!

  2. Mammapiky scrive:

    Oramai non è più un bambino Anna, si lo so che vorremmo tutti che lo rimanesse…io per prima quando ho sentito parlare di pre – adolescenza volevo tirare un pugno alla commessa, però è inevitabile. Il tuo Leo assomiglia molo più ad un ragazzino che cammina da solo sempre di più e che fatica lasciarlo andare vero?! Gia il fatto però che sia così consapevole e non impermeabile al giudizio e parere degli altri, è un ottimo punto di partenza, difficilmente si farà influenzare e trascinare.

    In quanto al mio di Leonardo ancora della Seconda Guerra Mondiale sa pochissimo, in compenso conosce quella del Vietnam ed ha costretto anche me a ripassarla!

    • WonderNonna scrive:

      Già, impariamo anche noi dai bambini, Maria Elena. Ripassi a parte, ci insegnano un sacco di cose. Leo (il tuo) ha un anno in meno, e ti confermo che un anno è tantissimo, alla loro età. Sta crescendo bene, e con i sani principi sarà/saranno in grado di affrontare il mondo. Almeno, me lo auguro, perché questo – di mondo – mi fa paura.

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