Le dimissioni da nonna

nonna e nipoteArrivano alla spicciolata, sempre in anticipo. E siccome sono sempre in anticipo pure io, ci si ritrova fuori dalla scuola elementare (ma vale anche per l’asilo). Siamo le nonne, che aspettano il nipotino, la nipotina, o magari due fratelli fuori dalla scuola.

I discorsi che si fanno, man mano che la confidenza – con il passare del tempo – aumenta, sono quelli che credevi avresti fatto solo tu. Ma non è mica vero.  Contrariamente a quel che si può pensare, nessuna, dico nessuna nonna dice “Ah com’è bravo mio nipote, come va bene a scuola”. Macché. I discorsi iniziano con un “oggi c’ho un dolore a una spalla” o anche “meno male che è venerdì e domani ci sono mamma e papà, sono un po’ stanca questa settimana”.

Confesso che a volte sono nella stessa situazione, ma assolutamente me lo tengo per me, anche perché odio lamentarmi per delle sciocchezze. Certo, ci sono settimane più pesanti di altre – ne abbiamo avuto in abbondanza, ultimamente – e magari il pensiero che sia venerdì ti fa tirare un sospiro di sollievo. Ma siccome pensavo, appunto, di esser solo io, sentire che altre nonne qualche volta si lamentano, non dei nipoti, ma della vecchiaia, mi rassicura. I nipoti, anzi, l’amore che si nutre per loro non c’entra. Anzi, a me succede che il vederli, lo scambiare due chiacchiere tiri su il morale, ma ho scoperto tutto un mondo di nonne che di ricoprire questo ruolo ne farebbero volentieri a meno.

La teoria  vorrebbe che ci sia uno stuolo di nonne in trepida e felice attesa del nipotino, a cui schioccano un bel bacio appena esce e che, ben felici, accompagnano a casa. La pratica invece mostra qualche nonna magari un po’ stanca, qualche nipote che manco saluta e sbatte sui piedi della nonna la pesante cartella e urla “Andiamo al parco!!” la nonna tenta un “No, dai andiamo a casa…” e la piccola arrogante “T’ho detto che andiamo al parco!!”. Dopo di che, molla tutto e tutti e si allontana, con la povera nonna che dice “Aspetta!” e facendosi carico della cartella, arranca dietro. Oppure quello che urla al nonno “Ma perché vieni tu? Che palle!”. E si allontana senza aspettare il nonno. Ce n’è più di uno, giuro. Ci rimango male io per loro, che si vergognano un po’ e non si ribellano.

No, per carità, non tutti i bambini sono così e nemmeno tutte le nonne.  Però è una realtà che ho scoperto recentemente, appunto scambiando qualche chiacchiera e guardandomi in giro.

Ho scoperto, per esempio, che ci sono bambini/e che sono piccoli tiranni, che trattano male le nonne, mancano loro di rispetto, si ribellano. E le nonne in questione non dicono niente ai genitori  perché gli stessi mostriciattoli magari a casa rigano dritto.

Io sono fortunata, (almeno per ora)  i miei nipoti non fanno così, sono rispettosi ed educati, ma vedo certe scene che meriterebbero approfondimento. Come la nonna che la scorsa settimana, all’asilo, a rifilato una sculacciata alla nipotina, il perché non lo so, ma non mi è piaciuto. Nervosa la nonna? Sì, lo era, l’ho adocchiata. Ma non ho idea di cosa avesse fatto la piccola, se non rifiutarsi di vestirsi per uscire.  Forse è stata sgarbata, forse ha risposto male (all’asilo c’è un rumore tale che uno strillo in più non fa testo). Quel che ho visto è stata la sculacciata.

Ecco, meditando su quanto vedo mi vien da dire che bisognerebbe rinunciare, quando non ce la si sente più. Ho visto nonne stanche, demotivate, che non hanno più voglia. So che a volte non c’è alternativa alla nonna, la quale in questi casi diventa poco più di un parcheggio,  ma se quest’ultima la vive male, deve essere vittima di una nipote ribelle o, peggio, diventa nervosa e   sculaccia in pubblico la nipote, bisogna saper dire basta.  Ma anche se semplicemente non è più in grado di fare la nonna.

E’ chiaro che alla base del rapporto nonni-nipoti c’è l’amore, ma è anche ovvio che se in questo rapporto viene a mancare il rispetto i nonni devono avere la forza di ristabilire gli equilibri. E’ capitato anche a me: un tono di voce, una rispostaccia e non ho lasciato perdere: un’occhiata dura, un intervento l’ho fatto. I bambini capiscono subito e “devono” chiedere scusa.

Morale, se ti fa piacere e sei in grado di occuparti dei nipoti, va tutto bene. Ma quando non sei più in grado, quando ti lasci andare, quando lo fai di malavoglia no. E’ il momento di rassegnare le dimissioni da nonna a tempo pieno e di vedere i nipoti solo quando fa piacere e si è sereni. Ne guadagna il rapporto, l’educazione dei bambini, la serenità dei nonni.

 

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8 risposte a Le dimissioni da nonna

  1. Mammapiky scrive:

    Si ma mamma e papà dei tiranni, cosa fanno e dicono ai propri figli quando si comportano così? Non ci credo che non li vedano o che addirittura non fanno lo stesso con loro. Anna mi dispiace io sono molto “all’antica” e ci sono dei comportamenti che non tollero nemmeno dai miei figli e per cui mi sarebbe senza tanti rimorsi un bello schiaffone è una punizione con i fiocchi. Figurati se non salutano a dovere mia madre o mio suocero quando ce ne andiamo, vado già su tutte le furie figuriamoci se scopro che si comportano senza rispetto. Me li mangio!!!

    • WonderNonna scrive:

      Pure io, sai? E per fortuna pure mia figlia, ci mancherebbe altro.
      E’ che ti giuro, ho assistito scene a cui non avrei mai voluto assistere! Ma scherziamo? Vedere il nonno (in questo caso, peraltro, era anche molto anziano!) e dire “Che palle?” ma veramente ti mollo uno schiaffone.
      Infatti non mi sono scandalizzata quando ho visto la nonna sculacciare la nipote, che mica l’ha ammazzata… Ma mi chiedo i genitori dove sono, come educano. O se se ne approfittano, perché è più comodo “non vedere” in certi casi.
      E poi vedo nonne che davvero non ce la fanno più, che sono stanche, acciaccate, tristi. In quei casi è meglio dire basta, io credo.

      • Mammapiky scrive:

        Si giustissimo dire basta e pretenzioso a non capirlo da parte di chi se ne approfitta. L’aiuto dei nonni e’ prezioso ma non è dovuto, specialmente quando è un aiuto a dismisura, per,questo ho preferito affidarmi per un paio di pomeriggi a settimana all’aiuto di una baby sitter, so che ma madre non si tirerebbe mai indietro,di fronte a figli e nipoti, ma so anche che questo costa in termini di fatica e non credo si possa ignorare. Voglio il meglio per i miei figli ma lo voglio anche per mia madre, caspita.

      • WonderNonna scrive:

        Hai detto la cosa giusta: il meglio anche per la nonna.

  2. ivavitali scrive:

    Nel mio caso è stato più facile occuparmi di una nipote che di due figlie con 7 anni di differenza…..siamo più rilassati… ..il nonno in pensione…….. le mamme che lavorano a volte sono più stressate dei nonni. Almeno da noi che un lavoro….. se ce l’hai devi dargli l’anima.

  3. mammamedico scrive:

    mia figlia è una di quelle che a lungo ha trattato male la nonna. aveva 3 anni. nonostante fosse straabituata ad una mamma lavoratrice non accettava che anche solo un giorno alla settimana io non ci fossi mentre le mamme delle amiche si. è stato un periodo duro. telefonavo per sapere come andasse e partiva la solita lamentela di mia mamma “tua figlia etc etc”. non era facile sgridare a posteriori, alle 21, fuori casa da 12 ore e chi ti aspetta ha bisogno solo di coccole. sapendo inoltre che mia mamma sembrava quasi far apposta a mettersi in scontro con la piccola. con il passare degli anni e a forza di raccomandazioni le cose vanno meglio. non sempre la colpa è dei genitori…

    • WonderNonna scrive:

      Vedi, io credo che ci sia una sostanziale differenza tra i 3 e i 7-8 o anche nove anni. A tre anni hai la necessità della mamma, non ti rendi conto che la mamma deve lavorare. Anche Isabel ogni tanto mi dice “Pensavo che oggi venisse la mamma a prendermi…”. Ha sofferto la mancanza di mamma, quando mia figlia è tornata a lavorare. A volte ha anche pianto, ma lentamente è passato. Ogni tanto protesta un po’, ma le passa subito. E ti dirò che anche io ho avuto periodi difficili con la piccola, periodi di scontro. Ma sono io l’adulta, mi sono piegata al suo livello, ho cercato di capire, ho usato tanta dolcezza, anche quando sfidava la mia pazienza. Sono stata fortunata, ho avuto riscontri.
      A 7-8 anni ti rendi conto benissimo di un sacco di cose. Sai perfettamente che stai trattando male i nonni, che non si fa. A volte è colpa dei genitori, non faccio finta di niente, che non hanno voglia di riprendere i figli e di insegnar loro il rispetto per il prossimo, nonni compresi. A volte è questione di carattere (ribelle), ma è raro. La colpa è dei genitori nel momento in cui si accorgono dell’atteggiamento dei figli, solo in quel caso, a mio parere.

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