La fattoria a misura di bambino

A volte ci sono iniziative davvero carine, per i bambini. L’asilo che frequenta Leonardo, ad esempio, ha portato questa primavera i piccoli a visitare una fattoria. L’eccitazione è stata grandissima. Già una settimana prima mio nipote diceva a tutti che lui andava “in gita” con il “punnmann” esagerando con le enne che spesso una al posto delle elle. Non tanto per la visita alla fattoria, visto che ne ha già viste a decine, quanto per il fatto che andava in gita “da solo”. All’inizio mi ha chiesto “vieni anche tu?” al che gli ho spiegato che nonne e mamme non potevano. Si è informato, come fa sempre, e ha cambiato versione “Sai nonna, io vado in gita da solo perché le mamme non possono venire. E neanche le nonne!”.

La sera prima c’era il suo zainetto appeso alla porta (mica che lo dimenticasse) vuoto. Era prevista la colazione al sacco (“Nonnaaa, mangiamo i panini, sai?”) fornita dall’asilo. Il mattino ci ha messo ben poco a prepararsi e tutto entusiasta è partito.

E’ stata una giornata importante per i piccini. Credo davvero   sia entusiasmante per un piccolo vedere dal vivo la vita in una fattoria e da dove vengono le cose che mangiano, come si preparano.

Per farla breve, al loro arrivo il fattore ha fatto trovare pane e salame per tutti. Lo so, magari il salame ai bambini non fa benissimo, ma per una volta si può sorvolare, no? E poi i piccoli non son stati lì a pensare se era sano o no: han mangiato di gusto.

Poi la visita alla fattoria, anche in previsione del fatto che avrebbero fatto i biscotti. E così è stato: sono andati a prendere le uova nel pollaio: le galline hanno manifestato tutta la loro intolleranza, in proposito, ma tant’è. Poi, in uno stanzone, vai con la farina, lo zucchero e – appunto – le uova. Le educatrici ovviamente hanno pensato a far cuocere i biscotti che poi sono stati riposti in un sacchettino e portati a casa. Erano davvero “biscotti”, nel senso che erano duretti, ma chi ci ha fatto caso?

Per finire, ogni bambino ha piantato un semino in un vasetto di terra che poi ha portato a casa. In un paio di giorni i semi di fagiolo sono diventati una piantina (a proposito, crescono davvero a vista d’occhio) e ogni giorno Leonardo va  tutto tronfio sul balcone a controllare la sua piantina, versando un po’ d’acqua.

Il pomeriggio è sceso dal pullman distrutto dalla fatica della giornata. Lui e i suoi piccoli compagni sembravano degli zombie tanto erano stanchi. La sera alle otto era già a nanna. Ma il giorno dopo non ci ha risparmiato nemmeno un particolare.

 

I biscotti, la raccolta delle uova, la piantina che cresce… ecco come far innamorare della natura i bambini. Perfino quelli che non avevano mai visto una mucca vera.

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