La difficile conquista di Isabel

coccarde-nonnaOggi   è stata una giornata memorabile, per me, commovente e tenera. E non so quanti altri aggettivi potrei aggiungere.

Isabel è raffreddata (quest’anno è un disastro con i raffreddori!) ed è quindi rimasta a casa con me un paio di giorni. E’ diverso da quando c’è anche Leonardo, perché entrambi si contendono la mia attenzione, parlano insieme, chiamano centotrenta volte al minuto, chiedono la luna e pure le stelle centosette volte all’ora, e via dicendo. Quando di nipoti ne ho uno solo, tutto per me, io sono tutta per lei/lui.

Oggi la piccola stava decisamente meglio e necessitava di una doccia. “Isa, ci facciamo una bella doccia? Laviamo anche i capelli?”. Sì, lei ama tanto l’acqua. Detto fatto, la infilo sotto l’acqua e i vetri si appannano. E lei, che ieri ha voluto scrivere qualche parola, mi dice all’improvviso “Nonna, mi insegni? Voglio scrivere sul vetro “Nonna ti voglio bene”. Ecco, quasi ci scappava la lacrimuccia, il groppo alla gola c’è stato.

Perché non è stato facile, ma sono riuscita a conquistarla. Diversamente da Leonardo, che ha sempre avuto con me un rapporto d’amore totale, con Isabel non è stato così semplice. E’ sempre stata un pochino diffidente, con me : fa parte del suo carattere, che è più forte, meno malleabile di quello del fratello. Lei se deve dirti una cosa, te la dice in faccia, non le importa se ti offendi o no, mentre Leo teme sempre di dispiacere qualcuno ed è molto attento  quando parla, pronto a chiedere scusa.  Quando Isabel era piccola piccola c’è stato un periodo in cui qualsiasi cosa le dicessi mi rispondeva male e io, stupida, la sgridavo, mi offendevo  e non dovevo, non tocca a me. Rispondeva per le rime, ma più contenuta, anche a mamma e papà, per cui sono – com’è giusto – intervenuti loro. Non è stato un periodo facile, spesso era in punizione o tentava di ribellarsi, ma poi ha capito e si è addolcita. Con me era più tranquilla, non rispondeva più male, ma era sempre un po’ provocatrice. Anche esteriormente, era diversa: riuscivo a strapparle qualche bacino, finalmente.

C’è voluta tanta pazienza, perché ho capito che anche io dovevo cambiare atteggiamento con lei. Lei è diversa dal fratello e va trattata diversamente. Ha bisogno, per esempio,  di sentirsi un po’ viziata, a volte, di sentirsi ancora un po’ piccola, di essere più coccolata. E così, piano piano, ho imparato a capirla, a starle più vicino nonostante gli sbalzi d’umore che diventavano però sempre più rari. Mi metteva alla prova, ogni tanto, ma io avevo finalmente capito la chiave per farmi accettare. E se prima, quand’era malata, voleva mamma o papà, ora è ben felice di stare con me. Sa bene che sono tutta per lei, con i giochi, con le letture dei libri, ma anche a guardarci insieme un film.

E dopo una mattinata a preparare torte con il pongo (in realtà è qualcosa che gli somiglia), decorate con fragoline e ciliegie fatta pazientemente una ad una, sempre di simil-pongo, ecco quel voler scrivere “Nonna ti voglio bene”, che non le è stato suggerito, assolutamente.

Così come per strada affida la sua manina a me, oggi mi ha “affidato” il suo affetto, mi ha detto semplicemente che con me sta bene, che mi ama. E’ tantissimo, più di quanto sperassi, se solo guardo indietro di un anno. Lei è sicuramente cresciuta ma io anche io ho imparato tanto.

Ce l’ho fatta. Ho avuto il mio premio.  L’ho conquistata.

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4 risposte a La difficile conquista di Isabel

  1. Mammapiky scrive:

    Non lo so, magari mi sbaglio ma credo sia una caratteristica un po dei secondogeniti. In fondo arrivando dopo, devono sgomitare un po di più per trovare il loro posto e pretenderlo. Alcuni lo fanno aprendosi oltre modo, altri proprio come Isabel, e come mia figlia, che sono più diffidenti e prendono bene le distanze concedendosi un po per volta. O forse perché sono femmine?!?!?

    • WonderNonna scrive:

      Non ci avevo mai pensato bene… ma hai ragione, secondogenite e femmine. Sì, devono sgomitare, hai ragione. Ma probabilmente è anche questione di carattere. Ho la sensazione che da grandi daranno del filo da torcere, prima ai genitori e poi a fidanzati e mariti!

  2. mammamedico scrive:

    hai descritto mia figlia. solo che mia mamma non l’ha ancora capita. e io rifletterò sul discorso”sgomitare” perchè per me lei è lei con il suo posto, suo fratello una “cosa” diversa con un altrettanto diverso posto. ma forse è solo una mia impressione…

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