La carezza del Papa

In questo blog non ho mai parlato di religione, di Chiesa o di cattolicesimo, ma un evento straordinario come la santificazione di due papi ad opera di un altro Papa straordinario, Francesco, e con Papa emerito sulla scena per la prima volta nella storia,  mi ha riportato alla mente due ricordi molti vivi di tanti anni fa.

Provengo da una famiglia cattolica osservante. Io, oggi, sono credente sì, ma non frequento da tanto la Chiesa. Quando Giovanni XXIII fu eletto papa avevo sei anni, ma ricordo benissimo quel giorno. Mamma e papà avevano acceso la radio e io ero lì, vicino all’apparecchio, incuriosita. L’elezione del Papa era un fatto eccezionale già di suo, ma per me era ovviamente una novità assoluta. Perché lo ricordo? Perché disse la famosa frase « Cari figlioli, tornando a casa, troverete i bambini: date una carezza ai vostri bambini e dite: “Questa è la carezza del Papa!” ». Avevo i brividi, me lo ricordo perfettamente, li sento ancora. “Ecco, se lo dice il Papa, questa carezza mi arriverà. E io sarò la bambina più felice del mondo”.

Non si usava, non era educativo, non so bene… so che per me gesti d’affetto e parole affettuose non ce n’erano. Non ricordo un bacio di mia mamma, papà sì, prima di andare a lavorare me lo dava, mentre io facevo finta di dormire, perché se ero sveglia, niente. Ma mamma no, credo pensasse che avrebbe perso autorità se si dimostrava debole e “sdolcinata”.

Ecco perché la famosa frase del 4 novembre 1958 la ricordo ancora oggi, perché quella carezza l’ho aspettata invano, soffrendo della sua mancanza. Credo sia stata l’unica volta che in casa mia si è disubbidito al Papa.

Il ricordo di Giovanni Paolo II invece, è qualcosa di particolare. Io e mio marito eravamo già stati a Roma, ma mia figlia, allora ventenne, mai. Aveva visitato mezza Europa e a me sembrava inconcepibile che fosse stata a Londra, Parigi, Mosca, Dublino, Madrid e tante altre capitali, ma che per lei Roma fosse solo un puntino su una cartina. Infatti accetto volentieri di venire con noi, alla scoperta di una città straordinaria. Io amo moltissimo Roma, credo sia la più bella città del mondo, la conosco pure abbastanza bene e mi offersi di farle un po’ da guida. Visita obbligata, il Vaticano e San Pietro. Quel giorno era prevista una cerimonia in piazza San Pietro per cui trovammo transenne e “posti di blocco” ovunque. Ma la testardaggine di mia figlia a volte è straordinaria. Non chiedetemi come, non saprei dirlo né tantomeno rifarlo, ma dribblammo transenne, ci infilammo,  rasenti alle colonne, in un piccolo gruppo che probabilmente aveva il permesso di passare. Ripeto, non lo so, ma sicuramente fummo molto, molto fortunati. Entrammo in San Pietro e mia figlia disse “di là” come se fosse lei la guida. Di là era l’altare di sinistra. Ci fermammo, c’era un gruppo di un centinaio di persone, sembrava in attesa.

Pochi minuti dopo arrivò Giovanni Paolo II. Era a… pochi passi da noi, che sembravamo paralizzati dalla sorpresa. Altare e Papa erano illuminati dal sole, e tutto il carisma del Papa era quasi tangibile. Una visione così straordinaria che non si cancellerà mai dalla mia mente. Perfino mia figlia disse, con la voce rotta “E’ stato così emozionante… sembrava un santo con tanto di aureola”.

Ripensai subito a “come” eravamo entrati. Le transenne, i “posti di blocco”, la scelta di andare a sinistra anziché a destra appena entrati in Chiesa. Una fortuna sfacciata. O si dice “quasi un miracolo” in questi casi?

Due ricordi diversissimi, di due persone – di due papi – altrettanto straordinari.

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2 risposte a La carezza del Papa

  1. Mamma Piky scrive:

    Io dico “destino” al quale noi dobbiamo dare una mano…..mi dispiace molto Anna per i baci mancati e le poche manifestazioni d’affetto, dettate di certo, solo dagli “usi e costumi del tempo che voleva i genitori nel ruolo dei duri. Oggi forse si eccede del verso opposto ma non riesco a trattenermi ed e’ così bello!

    • WonderNonna scrive:

      Forse, Maria Elena, forse… io dico che l’affetto che provi non si può contenere, a un certo punto è è più forte di te manifestarlo. Baciare e abbracciare il proprio figlio è indispensabile, per lui e per noi. Magari sì, oggi lo facciamo anche troppo (?) ma MAI vuol dire condannare un bambino a credere di non essere amato.

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