La Cappella Sistina? Ma ce l’abbiamo pure noi!

Ora, mio marito è noto per prendere decisioni ponderate. Molto ponderate. Per dire… a febbraio scorso decidemmo insieme (ebbene sì, a volte la si pensa uguale) di cambiare l’armadietto porta detersivi sul balcone della cucina. Per motivi estetici (suoi personali dai quali mi dissocio, ovviamente) si deve fare esattamente nell’angolo est, e deve coprire anche il contatore del gas, i tubi e via discorrendo.

Con le misure che abbiamo, non ne trovi in commercio uno bell’e pronto. E da febbraio ho un marito che vive con il metro in mano. Anche più di uno, all’occorrenza. Quello “a scatto” ma anche quello classico che si arrotola. E prende misure, e poi ancora, e n’antra volta che non si sa mai. Era per dire che “pondera”, non prende le cose alla leggera.

Viene la primavera e con i suoi aliti di vento tiepido accarezza la capa tosta del coniuge che ha pronunciato la fatidica frase “lo faccio io”. Per esperienza, SO che quando decide di costruire qualcosa fai-da-te non è mai una cosa semplice.

Anni fa si mise a costruire un armadietto per i medicinali. Sembrava una sciocchezza, ma dimenticò di fare la parte posteriore “che tanto c’è il muro e mica si vede”. Ora, detto così sembra che sia impreciso e facilone, TUTT’ALTRO! E’ pignolo che ti vien da piangere, ha da controllare – oltre le misure – prezzi e materiale, fare confronti. Penso che abbia speso 300 euro di benzina caracollando tra Brico, Bricoman, Leroy Merlin e “Casa del legno”, “Supermercato del legno”, e via andare. Anche più volte al giorno, anche lontani 20 chilometri. Ma è in pensione, che altro c’ha da fa’?

A che mese eravamo? Marzo-aprile, mi pare. No, no… forse era maggio. Morale le misure proseguivano, c’erano bozze di disegni ovunque e guai a toccarle, e d’improvviso, ci si ferma sul colore. Grigio? Mhmm… meglio beige. Ma perché beige, che l’altro armadietto è grigio? La cosa è andata avanti per qualche giorno, e sul colore l’ho vinta io. Conosco i miei pollastri, e sul colore alla fine rinuncia.

Arriva giugno, fa caldo. Mica si può lavorare, con ‘sto caldo. Luglio? Beh, per noi è il mese delle vacanze. Agosto è tutto chiuso. Settembre? Sì, settembre  è il mese della ripresa, infatti ha ripreso con le misure. Obietto, e ditemi che non ho avuto pazienza, che magari si può far fare da un professionista… Forse la frase è stata ritenuta offensiva, era un guanto gettato e raccolto, forse il tempo, che ne so? Morale, quatto quatto e lemme lemme acquista il PRIMO pezzo di legno. L’ho detto, è uno che pondera molto. Quindi fa tagliare il legno delle misure che servono (spero) e rimanda più in là l’acquisto di altro legno per le antine.

La meteorologia  lo assiste, sparisce ore, ore, ore, ore… insomma, ho reso l’idea, intere giornate in box a far che non so ma immagino. A metà del mese di ottobre annuncia che tutte le attività collaterali sono sospese, “lui” ha da dipingere lo scheletro. Vado io a prendere i nipoti, all’occorrenza, vado a fare la spesa e tutto il resto e lui dipinge, mi dico “siamo alla stretta finale”. E, va bene ponderare, ma era anche il caso di andare a prendere il pezzo di legno per  le ante. SORPRESA! Il legno uguale non c’è… prossima settimana. Intanto inizia il dipinto. Credo che Michelangelo ci abbia messo meno a dipingere la Cappella Sistina. Passa la settimana  di attesa del legno e… SORPRESA! Il legno è arrivato ma s’è guastata la macchina per tagliarlo. Smadonnamenti a gogò, mentre la Sistina lentamente (molto lentamente) si modella tra le sue mani. Chiedo, timidamente, quanto caxxo di tempo ci vuole a pittare un armadietto alto come me e largo ‘na volta e mezza.

Alza il folto sopracciglio e mi dice “ho solo due cavalletti su cui poggiare l’anta da pittare, per cui posso dipingere un lato per volta, lascio asciugare, giro e dipingo l’altra parte”. I tempi morti sono quelli tra una passata e l’altra. Ma bisogna prima stendere la base, poi l’antiqualcosa (credo per renderlo impermeabile, ma potrei sbagliarmi), poi la resina (o forse no, boh) e poi la vernice. Fai due conti… 4 mani per ogni lato, tempi di asciugatura, tempi di pisolino che ci sta, mentre la vernice asciuga e siamo a metà novembre. E mo’ fa pure freddo. E qualche giorno fa pure qualche fioccherello di neve. E non ha ancora finito. “Manca poco, che ce vo’?” ha detto, livido di freddo, nella sua straunta mise da lavoro, che non posso lavare, tanto “mi risporco”. Ecco. Spero per Natale, spero. Di sicuro ha già annunciato che due ripiani interni no, non ce la fa a verniciarli, rimanderà a primavera. Michelangelo, mi senti? Pure tu ti sei preso delle pause? Non fare il timido, rispondi…!

Il box, nel frattempo, è un campo di battaglia e non oso dirgli che, visto il freddo, sarebbe meglio mettere la mia auto al calduccio. Potrebbe odiarmi.

Ho fatto due conti. Metti il materiale, la benzina, il tempo, i moccoli (miei) di quando entra in casa che gronda polvere e attraversa la sala pulitissima. Le ore di lavoro, ho contato pure quelle. Insomma, iva compresa, non potrebbe metterlo in vendita  (volendo, ma non vuole) per meno di 12mila euro. Qualcuno è interessato all’acquisto?

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2 risposte a La Cappella Sistina? Ma ce l’abbiamo pure noi!

  1. Gabriella scrive:

    Un altro armadietto??
    NOOOOO!!!!!!

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