Kiro e Blu e il mio rapporto con gli animali domestici

gattiniIo ho uno strano rapporto con gli animali domestici, fatto soprattutto di rispetto e di… distanze. E’ chiaro che mi piacciono i cuccioli (a chi non piacciono?) ma ho paura perfino di loro. Non so perché. Ovviamente non ho mai avuto un animale domestico, e i pochi con cui sono entrata in contatto da bambina o abbaiavano  e, appunto, mi facevano paura, o mi hanno graffiato, nel caso dei gatti. Insomma, io e gli animali non siamo amici, per colpa mia. Certo, ci sono eccezioni. Sono affezionata al cane di una vicina, un bastardello husky che mi capisce perfettamente. E mi sto affezionando ai due gatti dei miei nipoti.

Certo, perché nonostante io abbia questo strano rapporto con le bestiole, ho cresciuto una figlia che gli animali li adora e li protegge. Quand’era piccola ha avuto, come credo tutti i bambini, i suoi bei pesci rossi (unici ammessi). Poi è cresciuta, e da adolescente ha comprato un criceto. L’ha tenuto in un cassetto per un paio di giorni, prima che lo scoprissi, e ormai era troppo tardi per rimandarlo indietro, quindi è entrato in famiglia. Oh, era carino e un po’ stupido, e mi ci sono affezionata. Poi mia figlia ha manifestato un’allergia al suo pelo e ha dovuto affidarlo a un’amica. Sembrava un capitolo chiuso, ma qualche anno dopo, quando aveva una casa sua, comprò un coniglio. Visse per qualche anno in casa, mansueto e simpatico, fin quando altro episodio di allergia e ricovero del suddetto coniglio in un ambiente contadino, dove è vissuto fin quando è morto di vecchiaia.

Ma ho una figlia che non demorde. Sono passati altri anni e lei ha sempre voluto un animale in giro per casa. I bambini sono passati dalla fase pesci (uno per ciascuno, ma moriva sempre il pesce di Leo), a quello delle ranocchie da acquario (idem) e al conseguente dispiacere di Leonardo, che ad ogni dipartita piangeva disperato.

Così, quando mio genero ha ceduto alle richieste della famiglia, i due gattini che sono arrivati sono stati proclamati “i gatti di mamma”. Io un po’ mi sono allarmata: gatti? E l’allergia? Ma non c’è stato verso.  Insomma, ora è passato un anno e Kiro e Blu sono due fratelli gattoni che hanno trovato affetto e coccole strapazzose. Leonardo ha accolto i due micetti con entusiasmo e amore. Isabel con amore e paura. Cioè, all’inizio li osservava, guardava dove andavano e se per caso erano dietro di lei, scappava. Insomma, era guardinga. Poi è scoppiata la passione. E ora Blu è il suo coccolo. C’è voluto del tempo, ma ha imparato a fidarsi, pian piano. Lui una volta, esasperato dalle sue eccessive effusioni l’ha perfino graffiata, ma non l’ha fatto apposta, era che voleva scappare. E lei l’ha capito (ma continua a torturarlo).

Sono diversi Kiro (che vuol dire giallo, mi pare in giapponese) e Blu. Il primo è un gatto intelligente e schivo, evita accuratamente di farsi prendere, non ama le smancerie. Suo fratello è l’esatto contrario. Posso prenderlo perfino io (sì, ho instaurato un rapporto con un animale!) si fa accarezzare, si bea delle coccole e sopporta le torture amorose di Isabel che gliene fa di ogni, povero gatto…

Ma, come ogni animale, riconoscono la padrona. Kiro se invitato, massaggia la schiena di mia figlia con le sue zampette, per esempio. Quando l’ho visto non ci volevo credere. Forse, ho pensato, se avessi avuto un gattino così…

Ma nonostante – appunto – siano i gatti della mamma, amano i bambini e si adattano alle loro carezze e alle loro manifestazioni d’affetto, a volte eccessive. Sono carini entrambi, e ho visto quanto un animale possa far bene a un bambino. Con loro i miei nipoti si rilassano, si consolano un po’, si scaldano, giocano. Ecco, mi son persa un bel po’ di cose da piccola.

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6 risposte a Kiro e Blu e il mio rapporto con gli animali domestici

  1. Mammapiky scrive:

    Amo tutti gli animali anche quelli che fanno un pò schifo tipo ragni e topi e cerco addirittura di non calpestare le lumache però purtroppo sono allergica e in modo serie al loro pelo, quello del cane in maniera molto importante che non mi permetterebbe mai di averne uno in casa, che poi in casa è un modo di dire perché per me gli animali sempre e comunque devono vivere all’aperto. Tenerne in casa non potrei eppur da piccola ci sono cresciuta in mezzo ed ho avuto rapporti “animaleschi” un pò con tutte le razze, pure gli animali dell’aia e qualche bella volpe di bosco.

    • WonderNonna scrive:

      Molto dipende dall’impatto iniziale. A me hanno insegnato ad avere “rispetto” e timore degli animali, quindi non è stato facile, come potrai capire. Poi di mio detesto (anzi no, ho PAURA) di ragni, serpenti e insetti. E questo non me lo toglierà nessuno. Son contenta del fatto che, nonostante le mie paure, son riuscita a crescere una figlia che li adora.

  2. Silvia Fanio scrive:

    Da bambina ho vinto un pesce alle giostre, che poi è morto dopo una settimana perché abbiamo messo i sassi raccolti al mare nell’acquario…
    Poi un criceto adorabile, morto di tumore.
    Ed ecco che è arrivata Anita, la nostra gatta siamese che mi ha scelta e ci siamo amate profondamente per tutta la sua vita.
    Per fortuna anche Marito è un gattaro ed abbiamo Oreste, lo adoro!
    Ed anche due pesci, uno per bimbo, per la gioia del gatto, che linosserva ma sono a lui inaccessibili e non se li può pappare…

    Adoro gli animali!

  3. mammamedico scrive:

    anche da noi è da poco arrivato il gatto oreste. i bambini entusiasti all’inizio, poi per la piccola solo un peluches da strapazzare (addirittura portare in giro nel passeggino delle bambole). lui che all’inizio sopportava adesso gradisce sempre meno e preferisce le coccole degli adulti. devo dire che da noi la pet terapy è per il papà che con oreste ha una pazienza che mai con i suoi figli avevo visto. per ridere dico che è il terzo figlio della vecchiaia. ma guai a farmi sentire…

    • WonderNonna scrive:

      Scopro sempre di più che è importante avere un animaletto in casa. Certo, tua figlia (come mia nipote) esagerano un po’, e non è giusto. Ma tutte le volte che strapazza un po’ troppo il povero Blu, viene ripresa. Speriamo che pian piano capisca.

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