Isabel e il ciuccio che non c’è più

La mia piccola Isabel ha oramai tre anni e mezzo e succhiava ancora il ciuccio. Era così accanita, così “drogata” che pensare di toglierle il vizio era una follia.

“Visto, nonna? C’ho un ciuccio nuovo. Vuola (viola)” oppure “osa” (rosa) o anche bianco, l’importante era averne uno.  Il problema è che la dentizione ne risente e che alla sua età, l’ora era davvero scattata. Non ultimo, c’era anche il problema degli acquisti. Sì, perché oramai più che succhiarlo, lo mordeva, riducendolo a brandelli in un paio di giorni. La mamma era da tempo che le diceva “Isabel, non te ne compero più!” ma poi cedeva, di fronte ai pianti sconsolati e allora corri in farmacia a comprarne un altro, e poi un altro e un altro ancora. Basta, la storia doveva finire.

Così due giorni fa, tornati dal week end di  vacanze, Isabel, all’imbrunire, è andata a caccia del suo ciuccio. Quella della ricerca del medesimo era diventata un bel problema. Isabel aveva l’abitudine di toglierselo di bocca e di lasciarlo nei posti più impensati, quindi – al momento del bisogno – tutta la famiglia si scatenava nella ricerca del ciuccio perduto. “Mamma è quiiii” a volte strillava Leonardo, dopo aver rimestato i Lego. Oppure lo trovavi  sul lavandino del bagno, o vicino alla vasca dei pesci. E ogni volta la piccola piagnucolava “vojo il mio ciuccio”. Uh, per carità, basta, diceva sua madre. Ma tra il dire e il fare…

Dicevo, due giorni fa stessa scena. Stavolta a trovarlo è stata la stessa Isabel. Peccato che fosse masticato e dilaniato, tanto da essere inutilizzabile. E allora sentenzia “Mamma, è rotto, lo butto via. Dove lo metto?”. “Va nella plastica, Isa… ma sei sicura? Guarda che non ne abbiamo più e la farmacia è chiusa”. “Sì mamma, basta ciuccio, sono grande!”.

Alla frase la mamma ha spiato la finestra “non è che nevica, per caso?”. No, niente tracce di neve. E il ciuccio è stato inghiottito nel sacchetto della plastica, che poi è stato portato nei bidoni. Il tutto sotto gli occhi della piccola.

Ma… (ed eccoci al punto) arriva il momento della nanna e lì il ciuccio è sempre stato indispensabile. “Vojo il ciuccio!” sentenzia Isabel “L’hai buttato via, ricordi? E’ nel bidone ora. Ma tu ora sei grande, non ne hai più bisogno”. Seeeh… Mamma ci ha messo mezz’ora di spiegazioni, di ragionamenti, ma alla fine il risultato era lo stesso “Voglio il ciuccio”.

Mia figlia mi ha raccontato che dopo mezz’ora Leonardo è sceso dal suo letto, si è infilato in quello della sorellina e le ha detto “Isa… ti prometto una cosa. Andiamo all’Ikea e ti compriamo un peluche gigante, a forma di ciuccio, va bene? Così’ lo tieni sempre con te!”. Lei ha annuito, si è stretta al fratello e dopo pochi minuti si è addormentata. La sua prima notte senza ciuccio.

Isabel adora il fratello, lo considera il suo dio privato e personale. Gli crede, lo imita, per lei è un mito, quindi si è fidata di lui

Ieri sera ci ha provato di nuovo, ma anche qui il fratellino l’ha rassicurata. Presto all’Ikea (non si sa perché proprio lì) avrebbero trovato il peluche enorme e la piccola di nuovo si è chetata.

Là dove non può la mamma… c’è il fratellino.

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10 risposte a Isabel e il ciuccio che non c’è più

  1. Maira scrive:

    Che teneriii!!! Immagino la scena, che bella!!! Bravo Leonardo!!!

    Maira

  2. ivavitali scrive:

    Molto bello! Le mie figlie e mia nipote ciucciavano il dito anche nella pancia (ecografia prova!).Hanno rifiutato il ciuccio tutte e tre ! E con la stessa naturalezza ad un certo punto hanno deciso che erano grandi e hanno smesso di ciucciare! I denti sono sanissimi , ma
    l,apparecchio è stato necessario per tutti i bambini della famiglia, indipendentemente dal ciuccio

    • WonderNonna scrive:

      sì, credo anch’io che l’apparecchio per i denti sia quasi inevitabile… ma il ciuccio peggiora la situazione, questo è provato!

  3. ivavitali scrive:

    Per adesso siamo a soletta e occhiali ;se ha preso la vista dal papà ,speriamo anche la forma dei denti,almeno
    evita l’apparecchio!

  4. Mamma Piky scrive:

    Che meraviglia questo bambino! Noi il problema ciuccio non l’abbiamo mai dovuto affrontare perché i miei figli non ne hanno voluto sapere di prenderlo ed in alcuni momenti, tipo le notti insonni o attaccati al seno, mi sarebbe servito ma loro niente. Con il senno di poi son contenta, anche se abbiamo dovuto affrontare il dramma tetta!!!

    • WonderNonna scrive:

      Capisco, Maria Elena, che il problema tetta non sia stato semplice da gestire, ma ti garantisco che il ciuccio è peggio. Isabel sembrava una drogata. Ma ti dirò una cosa: parlando con mia figlia, ieri, lei ha avuto l’impressione che la piccola per prima volesse smettere e che il suo buttare il ciuccio fosse una specie di richiesta del tipo “io ci metto la volontà, ma voi aiutatemi”.

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