Il “mio” Santo Stefano è sacro…

Ahh… di tutti i giorni di festa, il mio preferito è Santo Stefano. Sì sì, non il Natale, proprio Santo Stefano! E vi spiego anche perché. E’ il giorno dedicato al riposo, oh.

No, volete mettere? Che si stia a casa propria o, come nel mio caso, si vada ospiti (io da mia figlia), il giorno di Natale è una trottola di avvenimenti. Ci sono i regali da scartare, è vero. Ma ci sono anche le faccende: vuoi o non vuoi dare una mano ad apparecchiare, sparecchiare, asciugare piatti, servire gli antipasti, eccetera, eccetera, eccetera?

Io arrivo a sera che ho la testa che mi gira, sono piena come un uovo perché, gira che ti rigira, si mangia sempre troppo. Finito di sparecchiare (alle cinque, non prima) i bambini chiedono la merenda, perché loro, che sia Natale o il 12 di giugno, mangiano sempre uguale, mica si rimpinzano. Quindi chiedono la merenda, giustamente. Poi si gioca a tombola. Vuoi non giocare a tombola a Natale? Ma anche no! E poi, verso le otto, ci cena. E di nuovo è un via vai di piatti, pentole, avanzi che girano.

Ecco, ho detto la parola magica! Gli avanzi di Natale! Non c’è 25 dicembre che non mi veda, al ritorno a casa, carica di “avanzi”. C’è la teglietta di lasagne, du’ fettine (si fa per dire) di arrosto, e il paté? “Mamma, non vorrai che mangiamo paté per i prossimi due mesi, vero?” E poi le verdure gratinate, e il polipo che a me piace tanto…  Un’usanza che si trascina da secoli, sia che si festeggiasse a casa mia (come succedeva fino a qualche anno fa) sia che si vada ospiti, il dog-bag è lì, pronto.

E torniamo a bomba. Ecco perché mi piace Santo Stefano. Da quando abbiamo tutti l’età di intendere e di volere, Santo Stefano è sacro. E’ la giornata della libertà totale.

Ci si alza a piacere, si mangia se e quando si ha fame, separatamente magari. Niente forzature “Hai fame?”, “Io no” e quindi l’affamato apre il frigo e sceglie cosa piluccare, tanto c’è il mondo, in frigorifero.  E poi ognuno fa quel che gli pare, volendo anche in pigiama. Chi (io, per dire) legge un libro. Chi sperimenta i regali ricevuti il giorno prima ma trascurati. Chi guarda la tv, chi sonnecchia.  Chi prova nuovi trucchi (mio marito no!), chi non si fa la barba (io no!), chi smanetta con il pc. Insomma, il giorno dello svacco. Non si va da nessuna parte, non arrivano ospiti o amici che SANNO quanto sacro sia per noi il 26 dicembre.

Poi tutto torna alla normalità, eh. Però…Ah, quanto amo Santo Stefano!

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2 risposte a Il “mio” Santo Stefano è sacro…

  1. Mamma Piky scrive:

    Non ci crederai Anna, ma ho appena finito di scrivere un post sul santo Stefano. Appena ho un attimo lo pubblico, poi mi dici cosa ne pensi ma da quel che leggo, la vediamo allo stesso modo!

    • WonderNonna scrive:

      Ma ti pare che non ti credo, Maria Elena? Mi sembrerebbe, semmai, strano che non la pensassimo allo stesso modo. Forza, dai, che non vedo l’ora di leggerlo!

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