I regali di Natale, ieri e oggi

Quand’ero piccola io, l’ho già detto, soldi ce n’erano pochi. C’era anche la cultura che quel che era necessario si comprava, per il superfluo ci si pensava su (a volte per anni). Ma a Natale noi bambini eravamo comunque pieni di aspettative, come tutti i bambini del mondo. Sognavamo… oddio, mica grandi cose, di solito ci incentravamo su una, toh, esagero, due cose. Per dire, io per qualche anno (e sottolineo qualche anno) ho desiderato intensamente un View Master. Me lo inculcai bene in mente, il nome, che era difficile, lo imparai a memoria e non l’ho mai scordato. Era una sorta di macchina fotografica dove si inseriva un disco con delle diapositive in sequenza: insomma, un cartone animato in miniatura. E visto che adoravo Paperino (per la cronaca, sono ancora una sua fan) il clou del sogno era avere un View Master con 2-3 dischetti di cartoni. Mai avuto.

Dovete capire che i miei genitori manco sapevano dirlo View Master, figurarsi sapere cos’era. Dopo che al primo Natale non avevo visto nemmeno l’ombra di questo “coso” tanto desiderato, mi incazzai un po’ con Gesù Bambino: ma come, era lì per esprimere i desideri di noi piccoli, e invece avevo trovato sotto l’albero un pianofortino (mica vero eh, un giocatolo) di cui mi importava una pippa? Vabbè, diamogli una mano – pensai – lo faccio vedere alla mamma e al papà, lo scrivo DI NUOVO nella letterina, e poi voglio proprio vedere.

Quando aprii la pagina di “Topolino” proprio alla pubblicità del View Master mia mamma lo guardò appena e disse “tutte stupidate”. Mio papà aggrottò la fronte e capii che cercava di capire cosa c’era scritto. Morale: a Natale una bella bambola di plastica e via andare.

Alla storia dei regali portati da Gesù Bambino credetti fino praticamente alla soglia della maggiore età e fu un caso (mia madre fece un casino tremendo tirando giù dall’armadio la scatola del regalo e mi svegliai) scoprire che non era Lui a portare i doni.  Però  feci finta di niente ancora per un paio d’anni perché mi piaceva un sacco tutta la tiritera del pane e del latte lasciati sulla finestra per Lui e dei regali.

Però questo mi fece incazzare ancora di più. Ma come, posso capire che Gesù Bambino abbia un daffare dell’anima e che non mi porti quel che chiedo, ma voi? Voi avete solo me, mi fate solo e sempre UN solo regalo, vogliamo ascoltarmi o no?

No, ovviamente, ma so che non era per dispetto. Era così e basta. La bambolina comprata al mercato o, ancora meglio, il pianoforte che comprò uno zio, ecco, erano soldini risparmiati e alla fine noi bimbi ci si accontentava sempre.

Ecco, sottolineo ancora il fatto che a Natale c’era un solo e unico regalo. Al massimo c’erano caramelle e cioccolata, e non mancava mai un bel pezzo di carbone (quello vero, che avevamo la stufa economica), giusto a sottolineare che ero un po’ cattivella.

Non c’era l’abitudine (e non c’erano i soldi) per scambiarsi regali con parenti e amici. Quando nacque mia figlia cominciò per me questo scambio, cui non ero nemmeno abituata. Quindi sotto l’albero, mia figlia trovava sempre un’esagerazione di pacchetti e pacchettini. Troppi. Ci si svegliava (LEI, si svegliava) non più tardi delle cinque del mattino, manco avesse la sveglia incorporata e in punta di piedi, al freddo, si andava in cucina. Le regole di casa dicevano che prima di aprire i regali si faceva colazione. Una sbirciatina al buio della sala che però rifletteva le luci dell’albero di Natale acceso, la vista lampo dei pacchetti e la colazione, contrariamente al solito, richiedeva 30 secondi. E poi… all’assalto.

Più o meno la stessa cosa succede ora con i miei nipoti. Si comincia con una bella lista delle desiderate, sotto forma di “lettera a Babbo Natale” e si è sicuri che arriveranno praticamente tutti. I regali si moltiplicano ogni anno. Ci sono quelli di mamma e papà, quelli nostri, quelli degli altri nonni, degli zii, degli amici, delle amiche… decine di pacchi e pacchetti. Senza contare che Leonardo ha appena compiuto sei anni, e alla festa son venuti una trentina di bambini, tutti con un regalo. Mia figlia ne ha sequestrati più della metà (non l’aveva mai fatto), nascondendoli, perché davvero erano troppi. Ma tanto a Natale manca meno di un mese, e lì c’è poco da fare, si apriranno tutti.

Noi nonni abbiamo l’ordine di comprare UN solo regalo a bambino. Così faranno loro, i genitori. Ma contrastare l’orda degli scambi sarà impossibile, e si ritroveranno con troppi giochi.

Io credo che sarei impazzita di gioia, al loro posto, ma concordo con la loro mamma: troppi, davvero troppi. Si può scegliere un regalo da regalare a un bambino povero , certo. Ma anche questa è una politica che lascia il tempo che trova: i piccoli sceglieranno il gioco che piace loro meno degli altri. Quindi? No, non c’è una soluzione. Però a volte penso ai miei natali di bambina e dell’attesa piena di speranze del giorno di Natale perché, nonostante la letterina, non ero mai sicura di cosa avrebbe portato Gesù Bambino.

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6 risposte a I regali di Natale, ieri e oggi

  1. Maira scrive:

    Sai una cosa? Preferisco molto più il tuo Natale, che poi è stato anche il mio anche se ho solo 24anni… E spero vivamente che i miei figli, quando verranno, crescano con il giusto, senza esagerazioni…

    Maira

  2. Mamma Avvocato scrive:

    Vorrei che questo post lo leggessero i miei parenti: il nano ha solo tre anni, quest’anno abbiamo scritto la letterina e lui ha chiesto: UN peluche, una maglietta, un paio di pantofole e un camion dei pompieri.
    Mi sembra già molto ma no, tutti ad affermare che è troppo poco, tutti a fare di testa loro.
    E finirà che riceverà ciò che non ha chiesto e non gli interessa, anzichè il peluche…già mi immagino!!

    • WonderNonna scrive:

      Dovremmo ascoltare di più i bambini, che a volte non pretendono poi molto. E magari insegnar loro a scegliere. Ma soprattutto educare genitori e parenti (nonni compresi) che Babbo Natale non è NABABBO Natale! I miei nipoti hanno fatto una lista, man mano depennata dai genitori, che li hanno convinti che la pubblicità in televisione a volte imbroglia, soprattutto sui giochi.

  3. Mamma Piky scrive:

    Concordo con tua figlia Anna, la penso come lei e capisco il Natale e la sorpresa dei regali, ci mancherebbe pure io ho fatto la letterina, pero spesso si esagera e si tramuta la magia con il materiale. Del Natale e’ bella l’attesa, la straordinari magnificenza della storia, il calore che emana la festa in se ed il ritrovarsi tra amici, poi si ci sono i regali ma devono essere un simbolo di tutto il resto ed il ” coronamento” di un desiderio che si realizza proprio a Natale, magicamente. Se c’è tutto questo un regalo in più o in meno non li rende più o meno felici. Quindi ben venga il pacchetto, pochi e semplici, senza tanti fronzoli e non spendendo una fortuna…ma scelti rigorosamente tra i loro desideri.

    • WonderNonna scrive:

      Come avrai capito, sono assolutamente d’accordo. Ci dev’essere la via di mezzo tra il mio unico regalo di Natale (che non corrispondeva ai miei desideri) e le liste infinite dei bambini d’oggi! E poi, con questa smania dei regali – come hai detto tu – dov’è la magìa? Dov’è l’attesa? Dov’è il vero senso del Natale?

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