Guardando un film che parla di libri

Sere fa guardavo un film senza infamia e senza lode, solo perché recitavano attori che amo. Ma non è questo il punto. In una scena lui è a colloquio con il suo agente letterario e annuncia che sta scrivendo un libro sulla nonna, vera pioniera del secolo scorso, con una vita interessante e piena di peripezie.

L’agente risponde “Vedi tutta quella gente là fuori? Si arrabatta, corre, si  ingegna per far tornare i conti. Passa ore e ore della vita dormendo, mangiando, prendendo l’autobus, andando al gabinetto. Tutto questo per poter ricavare qualche ora solo per sé. E tu vuoi che quelle poche ore destinate al divertimento, fra cui anche la lettura, lo sprechino leggendo un libro su… TUA NONNA? Ma a chi interessa?”

Sia ben chiaro, non è la nonna l’importante, poteva essere sorella, vicina di casa o altro. E’ che non sono assolutamente d’accordo, ma proprio per niente!

Al di là del fatto che leggere è un piacere talmente personale, che decidere che “questo sì” e “quello no” è puro arbitrato: posso avere quarantasette anni, essere presidente degli Stati Uniti d’America e passare il mio tempo libero a leggere Peppa Pig, se mi va.

Ma questo direi che è scontato. Invece voglio ribadire un altro concetto: da ogni libro, anche dal più stupido, io ho sempre guadagnato qualcosa. A volte era il modo di scrivere, a volte i concetti espressi tanto chiaramente, a volte la trama, addirittura, a volte, una morale. E per quale motivo avrei dovuto negarmi questi “apporti”, magari in nome di una lettura più intellettuale?

Certo che ho letto i grandi classici, ho letto libri che han richiesto un’attenzione esagerata, a volte anche una corsa a sbirciare l’enciclopedia (ora Internet). Ma ne è sempre valsa la pena. Perfino dai fumetti, dai romanzetti rosa, santo cielo.

Bene, ora mi sento meglio. E so che i soldi investiti per comprare libri ai miei nipoti son soldi spesi bene. Tanto per dire, la passione per la futura professione di Leonardo, il paleontologo, lo ha portato a convincere mamma ad acquistare un ennesimo libro sui dinosauri, ma questa volta scientifico (per ragazzini, ovvio). E ascolta con interesse quando glielo si legge, facendo tante, ma tante (sigh!) domande, alle quali a volte non sappiamo rispondere subito, ci tocca andare ad informarci. E tutto questo non sarebbe successo se non avesse iniziato con libri illustrati prima, con piccole enciclopedia, via via sempre più “per grandi”.

Che diavolo sarebbe la vita senza i libri?

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2 risposte a Guardando un film che parla di libri

  1. Verdiana scrive:

    Mi piace questa riflessione. Da bambina credevo di non amare la lettura, mi sembrava solo un imposizione da parte di mia madre, forse perché non mi piacevano i libri che mi propinava…cmq ricordo che un giorno, un amico di famiglia mi disse che non era importante quello che leggevo, ma il fatto stesso di leggere, che fossero libri, fumetti, albi illustrati, pagine di enciclopedie per ragazzi (che all’epoca andavano tanto di moda), non contava perchè tutti mi avrebbero donato qualcosa. Quelle parole le porto sempre con me.

    • WonderNonna scrive:

      Concordo con quell’amico di famiglia. Io ho imparato a leggere prestissimo, prima di andare a scuola e non ho mai smesso.

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