Giornata pesante, ma domani è un altro giorno

Sono quasi le ventuno e trenta, manca un minuto. Se Dio vuole a) la giornata è quasi finita b) domani è venerdì.

Sì, diciamo che oggi non è proprio stata una giornatina facile. Sapete, no, quando sembra che il destino non avesse niente di meglio da fare che renderla complicata.

Allora, vediamo. Alle 7,45 sono già a casa di mia figlia e lei mi accoglie con un “Leo ha 39.3”. Buongiorno. Isabel non è di buon umore, ma il malato è il fratello. Subito una dose di Nurofen perché l’obiettivo sarebbe portarlo dalla pediatra sfebbrato, visto che fuori è sì una bella giornata, ma tira un vento freddo.

Mentre mia figlia esce per portare la piccola all’asilo io comincio a raffreddare la fronte del malatino con pezzuole bagnate e devo dire che dopo mezz’ora la febbre scende. Telefono a mia figlia per darle finalmente una buona notizia ma mi avvisa che le hanno spaccato lo specchietto, probabilmente una bravata o un dispetto, visto che è quello lato marciapiede. E in più, proprio per via dello specchietto, è arrivata all’asilo e l’ha trovato chiuso, quindi ha dovuto aspettare le nove. Ma… beh, siccome non era cominciata bene, perché non continuare. Isabel non ne voleva sapere di stare all’asilo, anche se ci è sempre andata volentieri. Pianti, urla e strepiti attaccata ai pantaloni di mamma, che ha dovuto promettere che sarebbe andata a prenderla all’una.

Si fa l’ora di andare dalla pediatra, Leo è senza febbre, quindi prendo e lo porto. Ha l’influenza, come tantissimi pazienti della dottoressa, niente bronchi intasati, pancino un po’ intasato, gola un po’ rossa. “Bisogna liberare il pancino perché il benessere generale parte dall’intestino. E deve bere molto” dice la dotto (come la chiama Isa).  Risaliamo in auto, breve sosta in farmacia e torniamo a casa, con Leo imbacuccato come fossimo al Polo.

Preparo il pranzo, ma il piccolo cincischia con il cibo: non ha fame e soprattutto non vuole bere perché anche l’acqua fa male a deglutire. Intanto faccio finta anche io di mangiare, ma non ho fame manco io. Poco dopo torna mia figlia con la piccola. Il tempo di vedere come sta il malatino e se ne va.

Isabel è in un momento difficile, mamma è tornata al lavoro e lei manifesta disagi, sempre di più. In ogni modo casa è meglio di asilo e anche se guarda la mamma uscire, se ne sta buona a guardare il film. Un’oretta di pace, ma non è finita. Leo dice “Sono preoccupato per me… non ho voglia di stare male”, sento la fronte calda e misuro la febbre , 38,9. Lo rassicuro, perché lui si preoccupa per niente e gli dico che ci sono gli adulti (i genitori e i nonni) per curarlo. E lui “Grazie, nonna, meno male che ci sei tu”. Nemmeno corresse il pericolo di essere abbandonato febbricitante in casa. Ricomincia, su richiesta, il giro degli impacchi freddi sulla fronte, che “mi avevano fatto tanto bene stamattina”.

Isabel nel frattempo va in cameretta e torna con la bocca tutta nera. Sarà stata via cinque minuti, non di più. Mi si rizzano i capelli in testa, grido (e non dovevo) “apri la bocca!” per scoprire che ha anche la lingua nera. Dopo un pianto a dirotto, scopro che con il pennarello nero aveva sporcato un po’ la scrivania e quindi ha ritenuto giusto pulirla… con la lingua.

Mi consulto con la mamma, ma grazie al cielo i pennarelli non sono tossici. Mollo il malato sul divano e le lavo bene la bocca, e le faccio fare sciacqui con acqua e bicarbonato. Accidenti che spavento.

Torno al mio lavoro di impacco e la febbre, pian piano (molto pian piano) scende un po’. Torna il papà, faccio un riassunto della giornata e torno a casa.

No no, non voglio lamentarmi. So perfettamente che c’è chi ha avuto giornate più pesanti, che ci sono ben altre malattie e ben altre disavventure. Volevo semplicemente raccontarlo.

Una doccia calda mi mette in pace con il mondo. Una cena superveloce e sono pronta. Domani è un altro giorno. Magari speriamo un po’ migliore di oggi.

(foto Pinterest)

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10 risposte a Giornata pesante, ma domani è un altro giorno

  1. anna scrive:

    Come ti capisco. Solo che queste scene me le smazzo da sola…che le nonne quando il mio pargolo è conciato così non ne vogliono sapere….e quindi mi chiamano da lavoro e giù di permessi…brava tu e fortunata tua figlia. Un bacio ai piccoli. So di cosa parli qui è una catastrofe dietro l’altra è io sn un po’ egoisticamente provata. Anna

    • wondernonna scrive:

      Curare un bimbo malato è una bella responsabilità e io preferirei farne a meno. Non per niente ho gli incubi! Purtroppo non tutte le nonne se la sentono. Grazie per i saluti ai piccoli!

  2. mammamedico scrive:

    complimenti supernonna! spero che oggi sia andata meglio e comunque domani è sabato…

  3. drusilla scrive:

    Cara Anna, io ti stimo un sacco!
    Vivendo all’estero e non lavorando, i bambini li gestisco sempre io, in salute e in malattia.
    I nonni ci aiutano quei pochi giorni l’anno in cui siamo in Italia, ma il loro aiuto è veramente prezioso ed importante, senza di loro mi sentirei persa.
    Mia madre è un punto di riferimento e un aiuto fondamentale per me ed i bambini.
    Sono più di sei mesi consecutivi che siamo lontano dai nonni e non vediamo tutti l’ora di tornare per Pasqua per un paio di settimane, i bimbi hanno bisogno di stare un po’ con i nonni e noi genitori abbiamo bisogno di staccarci qualche giorno dai nostri pargoli per non soccombere.
    Comunque sei una grande nonna, davvero!!!
    Un abbraccio

    • WonderNonna scrive:

      Grazie, Drusilla, ma non penso di essere eccezionale. A volte vedo nonne che fanno molto più di me, e mi sento in colpa. Faccio quello che posso, nei limiti delle mie forze che, spesso, non sono al massimo.
      Hai ragione, i bambini hanno BISOGNO dei nonni. Così come i nonni hanno bisogno dei nipotini, che ti danno una forza che non immagini. Quando sono stanca, penso di non farcela, mi basta vederli per stare meglio, ti assicuro!

  4. Mammapiky scrive:

    Avevo immaginato un po’ questo delirio ma son,stata fuori e leggo solo,ora per bene. Anna giornate peggiori di questa non ce ne sono,poi tante mica. Io solo a pensare ai miei figli malati, mi viene la pelle d’oca. Un po’ perché quest’inverno,e’ capitato così spesso da aver lasciato il segno, un po perché la routine quotidiana e’ sconvolta e non semplice: andare al lavoro sapendo,che stanno male a me strazia l’anima anche se poi li,lascio con mia madre che li,adora. Ora tutto passato però no?!

    • WonderNonna scrive:

      Beh, ora è la volta di Isabel, che però per fortuna ha solo qualche linea di febbre. Per il resto, ho letto della tua vacanza: che bello poter staccare!!!

      • Mammapiky scrive:

        Si abbiamo,deciso quasi su due piedi, nell’unico periodo disponibile per assentarsi dal lavoro, tempo una manciata di giorni ed eravamo con la valigia in mano. Veramente bello.
        Come sta la piccola?

      • WonderNonna scrive:

        Le cose improvvisate sono le migliori, Maria Elena! Sono davvero contenta che vi siate divertiti e rilassati, ve lo meritavate, tutti!
        La piccola fino ad ora (ore 18) non ha febbre… speriamo, ieri sera ha toccato i 39!

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