Fratelli diversi, come accontentare entrambi?

Come spesso succede, anche i miei due nipoti sono assolutamente diversi. Si vogliono bene, per carità, ma come tutti i fratelli di questa terra non sono d’accordo su niente.

In realtà sono sempre insieme ma hanno gusti ed esigenze (per non dire età) diverse. Isabel ha quattro anni, si adatta moltissimo alla situazione, cioè avere un fratellone di sette anni che a volte è un po’ saccente e mal sopporta la sua presenza nei giochi. Per cui la piccola, se non ha amichette che la vengono a trovare, si ritrova a fare costruzioni con il Lego, gare di macchinine, mentre vorrebbe magari giocare con la cucina per le bambole o cucinare, o ninnare i suoi pupazzi. Niente glielo impedirebbe comunque, ma se il fratello fa altro – e fa altro – lei lo segue, mettendo da parte i suoi desideri. Lui ha la pazienza di spiegarle molte cose, lei lo ascolta come se fosse Dio.

Leonardo, pur essendo un bambino fondamentalmente buono e anche paziente, spesso non vuole che la sorella giochi con lui, dicendo “rovini tutti i giochi” perché lei, magari, distrattamente ha calpestato le sue figurine o la pista appena fatta.  Ma lei lo ripaga dividendo tutto con lui (“Nonna, vorrei la merenda. E una anche per mio fratello”).

Nemmeno la tv li mette d’accordo. Lui per un po’ guarda pure “Masha e orso”, ma diciamo che Spongibob è meglio, ecco.

Ma non è solo questo. Quando uno dei due combina una marachella mamma sgrida entrambi perché si incolpano a vicenda. Quando uno dei due compie gli anni, pure l’altro vuole un regalino. A Natale contano i pacchi, che devono essere rigorosamente uguali.  Le caramelle della nonna devono essere in numero pari, così si possono dividere. Ma anche le coccole di mamma e papà, le attenzioni , i resoconti di scuola e asilo devono essere ascoltati con la medesima attenzione. E siccome ognuno interrompe l’altro per dire la sua, diciamo che non è facile.

Ecco, diversi ma un po’ uguali nei loro diritti. Eppure, seguendo le esigenze diverse, rispettando la loro personalità, entrambi sentono il bisogno di essere, ogni tanto, figli unici. Hanno bisogno, insomma, di trascorrere del tempo da soli con mamma e papà, o con entrambi.

Leonardo dopodomani compirà 7 anni. Avrà la sua festicciola, anzi due, una con tutta la famiglia e l’altra con gli amichetti, ma la vera sorpresa sarà che mamma andrà a prenderlo a scuola per portarlo a pranzo, loro due soli, e poi tornerà a lezione, dopo l’intervallo. Sarà una grande gioia per lui perché davvero ha bisogno di non avere sua sorella mentre parla con mamma, finalmente senza interruzioni.

E anche Isabel ha bisogno di giocare con mamma (ma anche papà si adatta benissimo!) senza il fratello tra i piedi. Bastano un paio d’ore. E non è difficile, organizzandosi un pochino. Mamma va a fare shopping con Isabel, Leo costruisce le sue piste con papà. E qualche giorno dopo il contrario: papà e Leo fanno una cosa “da maschi” e Isa e mamma una cosa da “femmine”.  Vale anche per chi di figli ne ha più due, cambieranno solamente i tempi e i modi.

Far sentire i bambini “figli unici” anche quando non lo sono è importantissimo. Ci sono i piccoli segreti, le confidenze, le coccole che finalmente hanno un interlocutore attento e tutto per loro. C’è, ripeto, la loro personalità che viene fuori.

Avviso per mamma e papà: in questi momenti il telefono, whatsapp, le amiche e quant’altro sono vietati.

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8 risposte a Fratelli diversi, come accontentare entrambi?

  1. ivavitali scrive:

    Si ognuno di noi è unico :a chi mi chiedeva se avevo una figlia unica rispondevo che io avevo due figlie uniche!

  2. Mamma Piky scrive:

    A chi lo dici Anna, qui sono diversi ma più diversi che non si può. Giocano insieme ma, vedi l’età vedi appunto le differenze, dopo poco scatta la rissa. Non è facile nemmeno quando siamo noi a giocare con loro, tutti e quattro insieme ancora è difficile, perché Leo ama fare cose più mature, e sta esplorando i primi giochi da tavolo, ma anche giocare con ognuno di loro separatamente non è così scontato perché c’è sempre l’altro che in un modo o nell’altro si intromette e fa “il disturbatore” di turno.

    • WonderNonna scrive:

      A parte che, visto che ti leggo sempre, so benissimo come funziona lì da te 😀
      E funziona allo stesso modo qui. Non si può giocare a Monopoli perché Isa si annoia. E non importa se si gioca tutti, lei non vuole. Lui, Leo, si “offende” se mamma gioca con Isa e lui con papà. Ma anche viceversa. C’è poco da fare, Maria Elena, bisogna aspettare che crescano. Ma ogni tanto, una mamma o un papà che soli soletti trascorrono un paio d’ore con i figli li fa sentire grandi e importanti…

  3. mammamedico scrive:

    bellissimi suggerimenti. io ci provo da tempo ma solo adesso che sono grandini la cosa è più facilmente attuabile (quando uno dei due ha qualche impegno sportivo/sociale) e l’altro no. ma in ognuna di queste occasioni che sia il grande o la piccola con me riferiscono che “sembra strano”. si pestano e si insultano ma poi guai a stare troppo separati

    • WonderNonna scrive:

      E’ davvero così… si cercano quando non sono insieme. Forse si cercano per litigare 😀 In ogni modo sì, è più facile trovare lo spazio personale quando sono un po’ grandini!

  4. drusilla scrive:

    Hai proprio ragione, far sentire i bambini figli unici è molto importante, ma non puoi capire quanto sia difficile vivendo lontano dalle famiglie. Noi amiamo e siamo abituati a fare tutto sempre in quattro, è difficile vederci separati,ci muoviamo sempre insieme, ma mi rendo conto che se decidiamo di dividerci in alcune occasioni i bambini ne rimangono entusiasti. Quindi, dobbiamo impegnarci e ritagliarci qualche momento in più e far sentire i fratelli un po’ figli unici.

    • WonderNonna scrive:

      Uh, lo capisco Drusilla… quando non hai la famiglia vicina, è tutto più complicato. Ma qui basta davvero un’ora, mezz’ora. Del tipo, uno dei due genitori esce a fare la spesa con un piccolo, l’altro sta con mamma (o papà) tutto solo soletto. Ti giuro, dopo sono perfino più “buoni”!

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