Dove eravamo rimasti?

Celeberrima, la frase che Enzo Tortora pronunciò, con fair plair, al suo ritorno a Portobello. Io no, non sono stata in galera. Quasi, però.

Manco da tanto, tanto tempo qui. Eppure questo era il mio rifugio, il mio staccarmi dal mondo  e in punta di piedi dire la mia, raccontare dei miei splendidi nipoti, della loro crescita, dei progressi e delle inevitabili cadute. Ma non ce l’ho fatta. Non era più il mio nido, questo, avevo paura. Paura anche di raccontare, di non essere equa, nei miei giudizi, di sbagliarmi. Non capivo bene se potevo dire la mia opinione, oppure se dovevo essere imparziale. Lo so, sembra un discorso da pazzi, sembro quella povera Lory Del Santo che racconta a “Verissimo” la perdita di suo figlio (il secondo) e vuole sembrare lucida e imparziale nel racconto. Mi si è stretto il cuore, davvero.

La paura, che sia essa del dolore, della vita, del futuro, blocca. In modo irreversibile. Avrei dovuto capire che stavo entrando in un tunnel, ma si è sempre cattivi giudici di se stessi. Così ho tirato avanti, con questa pagina bianca che mi guardava, non mi stimolava. Intanto la vita andava avanti, bene o male. Fin quando c’è stata l’esplosione che mi ha costretto a guardarmi. Ma non mi è bastato prendere coscienza, ci è voluto il terrore che nella testa stesse succedendo qualcosa di brutto, di orribile, che mi faceva paura. Ancora di più, rispetto a quella iniziale. Diventava angoscia, orrore, smarrimento e si sfogava sul corpo, dando segni tangibili. Ho chiesto aiuto, ho dovuto farlo, mi sono messa in mani buone, ho cercato di scalare una montagna che sembrava troppo impervia, mi sono data del tempo.

Ma è il tempo stesso a non darti tempo. Come una meteorite, un fulmine, ecco un imprevisto che mi ha portato a un ricovero e a un’operazione, superata senza traumi. Sono stata brava, mi son detta, l’ultima volta che mi hanno portato in sala operatoria (tanti anni fa) avevo una paura folle, ho pianto e intenerito tutto lo staff della sala. Stavolta ero serena: ok, niente paura, sono bravissima, ce la posso fare.

Arriva giugno, si programmano le ferie, c’è solo una visita di controllo della persona cara, poi si parte. No, dice il medico, non si parte, si fa prima un approfondimento. Facciamolo, diciamo noi, tranquilli.

Anche qui l’ansia e la paura erano dietro le spalle, la le tenevo a bada, pensavo di avere imparato a conviverci. Ma non si è mai pronti a una condanna, scritta lì nero su bianco, e ripetuta dal medico. Esci, e ti pare di camminare sul vapore acqueo, un vapore caldo che ti toglie il respiro. Sì, ci sono altri esami da fare, perché è una condanna, ma non una sentenza definitiva. Ci vorranno settimane, prima di sapere. Chiamo l’amica di sempre, Gabriella, l’unica con cui riesco a comunicare anche con i silenzi. Lei soffre con me, ma è una donna straordinaria e sa come parlarmi. Mi aiuta, mi tende la mano. L’afferro, perché ho di nuovo paura, tanta paura.

Così, con il morale a brandelli e su suggerimento del medico, andiamo in vacanza. Che vacanza, non ve lo voglio dire. E per fortuna non abbiamo rinunciato a portarci i nipoti, perché loro, insieme agli amici e alla famiglia sempre presente, ci hanno aiutato tanto, tantissimo. Ci hanno distratto, fatto ridere, divertito. E hanno accorciato quelle tre settimane in attesa di esami specifici.

L’unico ad essere tranquillo era lui, il malato. Non era preoccupato, era calmo, eppure non gli è stato nascosto niente. Mia figlia è partita per le vacanze, pronta a tornare in qualsiasi momento, ma non è servito, per fortuna. Nel tunnel infernale, il “mostro” era circoscritto. Andava sloggiato, ma era circoscritto.

Nella mia ignoranza, speravo che l’operazione fosse programmata per metà agosto, perché volevo cavarmela da sola, senza “disturbare” la figlia. Gli amici telefonavano a giorni alterni, sempre puntuali. E questo mi ha aiutato.

Poi l’operazione, a settembre, lunga. Le ore di attesa, con mia figlia, chiacchierando per scacciare le paure. E poi la fine. Tutto bene, tutto a posto. Un’operazione importante, che richiederà tanto riposo e tanta pazienza.

Per fortuna (Dio da lassù vede e prevede) c’era mia figlia, perché non credevo che il post operatorio fosse così pesante, così intenso. Con lei ci siamo date il cambio per i giorni di ricovero, da sola non ce l’avrei fatta, altro che “non disturbarla”.

Ora abbiamo tutti i dati per capire che è tutto finito, ed è finito bene. Ho imparato a fare l’infermiera, l’assistente sociale. Ho lavato, disinfettato ferite, oggetti, biancheria, casa. Senza traumi, senza paure, senza sconforto, perché la fatica è il minore dei mali.

Ce l’ho fatta, per ripetermi. E se ce l’ho fatta a superare un tumore, posso farcela ad affrontare la vita.

Ecco, sono tornata.

 

 

PS – Voglio ringraziare Giovanni e Marzia, Augusto e Franca, Angela, Lina e Paolo, Caroline (e i suoi video per farci sorridere), ovviamente Gabriella, Maria Elena, l’unica amica virtuale a sapere, Giulia (che dai suoi 80 e più anni non ha mai dimenticato la data di un esame e mi telefonava per sapere), Barbara (anche lei sempre puntuale), Maria, che ha messo da parte il suo immenso dolore per confortarmi, Anna e Adelmo, : siete stati meravigliosi, non lo dimenticherò mai.

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12 risposte a Dove eravamo rimasti?

  1. Silvia Fanio scrive:

    Bentornata!
    Mi sei mancata, tanto.
    Bentornata, Annamaria! Sei una donna speciale, e questo post me l’ha confermato.

  2. michela À.S. scrive:

    bentornata. siamo qua. sei stata una grande. e continui ad esserlo. grazie di aver condiviso. Michela.

  3. drusilla scrive:

    Bentornata!!!
    Anche a me sei mancata! Sei una donna davvero speciale.
    Un abbraccio grande

  4. G. scrive:

    Era ora!! 😉

  5. WonderNonna scrive:

    Va che ti ho riconosciuto, mascherina!

  6. Mammapiky scrive:

    Anna!!!! Bentronata!!! Ma che bello ritrovarti qui…ti prego continua a scrivere, mi fa tanto bene la tua compagnia specialmente in questo momento!!!!

    Un abbraccio e ora si riparte con più grinta di prima!

  7. Vale scrive:

    Grande la mia mamma! Sei stata forte … dai che insieme si supera tutto!! Tvb

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