Disciplina: si usa ancora?

INSEGNARE LA DISCIPLINA. Qualche tempo fa ho trasgredito alla legge che mi impone di andare a dormire prestissimo per vedere – rivedere “Fame”, un film che mi incanta sempre.

E una delle scene che mi piacciono di più è all’inizio, quando la direttrice  della New York City High School of Performing Arts dice ai suoi allievi “Qui imparerete la disciplina”. E non nel senso di disciplina artistica, ma proprio della disciplina, cioè quella serie di regole che vanno rispettate.

Disciplina è una parola che ora non si usa più.

I #bambini di oggi fanno un po’ quel che vogliono, non seguono particolari regole. Ho sentito mamme giustificarsi dicendo “Seguo il metodo Montessori”. Un momento… il metodo Montessori non prevedeva l’allevamento di piccoli selvaggi ma si basava sul rispetto delle attitudini dei bambini, se non mi sbaglio. Poi, mal interpretato da qualcuno, è diventato sinonimo di “lascia fare a tuo figlio quello che vuoi”.

POLSO FERMO. Io sono fermamente convinta che la   disciplina dovrebbe tornare di moda. Un pizzico, almeno. Perché   trovo giusto dare delle regole ai bambini: almeno quelli che non vivono nella giungla. Un po’ di severità, un po’ di polso fermo sono convinta che facciano più che bene ai piccoli. A volte sento #mamme che si lamentano perché i figli non danno loro retta. Certo, fin quando gli si permette di fare quel che vuole e poi improvvisamente un giorno gli si dice “no” credo che pure noi adulti saremmo confusi.

Non son qui per insegnare l’educazione a nessuno, ma mi piacerebbe parlarne, di questa cosa, con tutti voi. Io sono del parere che un “no” deve essere un “no”, non un “piuttosto che tu faccia i capricci, cedo”. Poche regole, perché non siamo più nell’Ottocento (per fortuna), ma quelle poche regole si devono rispettare. Certo, molto dipende dal carattere dei piccoli, a volte sembrano indomabili, ribelli ad ogni regola, e lì ci vuole più costanza e più fatica per educarli.

Anni fa ricordo un episodio: la famiglia che abitava sopra di noi aveva due figli: una bambina di quattro anni e un maschietto di nemmeno un anno. Bene, siccome il piccolo amava giocare con i pomelli del gas, la mamma lo lasciava fare “sennò piange”. Ma il peggio è successo un giorno in cui – sempre il piccolo –  a forza di tirare, ha spinto giù dal mobiletto il televisore. A rischio di rimanerci sotto. I genitori erano stressati, ma sempre pronti a cedere.  Lui, la piccola peste, era davvero   vivacissimo, era difficile fargli capire che certi giochi erano pericolosi, ma mi    permetto di dire che non si può certo far fare ai bambini tutto quel che vogliono. Un po’ di severità, qualche piccola punizione, lasciarli piangere – se sono capricci – mi pare il minimo.

 

Vedo in giro tanti bambini con cui i genitori instaurano un dialogo, su regole e permessi, ma ne vedo tantissimi che si buttano a terra perché vogliono un gioco, che strillano come aquile se si dice loro no, che son trascinati dalla mamma fuori dal negozio perché han tentato di distruggerlo. Mah. Son sempre del parere che i piccoli non educati da grandi saranno… maleducati.

 

In qualità di bi-nonna ho anche, come si dice, esempi in casa. I miei due nipoti sono assolutamente diversi. Leonardo, 4 anni, è un bambino sensibile, educato con un po’ di severità. A lui basta uno sguardo dei #genitori per capire che non può andare oltre, soffre quand’è sgridato. Ma i genitori si sono accorti che quel po’ di severità usata finora era perfino troppa e han dovuto correggere il tiro ed essere meno severi.

Isabel, sua sorella, diciotto mesi di impertinenza, è esattamente il contrario. Se la si sgrida ti fa le pernacchie. Se dici “no” ride e rifà quel che non deve. Furbissima, finge di piangere appena il fratello si avvicina e lo incolpa di “reati” mai commessi. E’ simpaticissima, adorabile quand’è tranquilla, davvero molto intelligente ma di indole ribelle. Una fatica contenerla. Ovviamente c’è il disperato tentativo dei genitori di educarla, ma lei resiste.

Questo per dire che sono convinta che ci voglia disciplina, educazione, e anche qualche regola. Ma sono anche del parere che non tutti i bimbi siano uguali, e che ci voglia un metodo diverso per ciascuno di loro.

E le vostre esperienze come sono?

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

11 risposte a Disciplina: si usa ancora?

  1. antonellavi scrive:

    Concordo in pieno specie sulle mamme che nascondendosi dietro i metodi sono un po’ menefreghiste con idee per me fuori dal mondo i bimbi vanno lasciati fare per esprimersi ma senza per questo crescere senza educazione e regole

  2. Lisa scrive:

    Sono daccordo con le tue osservazioni, io sono una mamma piuttosto “severa” e cerco sempre di dare delle regole ai miei figli, sono poche ma devono essere rispettate..non transigo. Il problema però sono i nonni che proprio non possono sentire i nipotini piangere e quindi….trasghessioni a go go.
    Proprio stamattina mio padre, che in questi giorni, causa varicella, deve guardare Diego (il piccolino di due anni), alle 12.00 ha fatto mangiare un bel panino con la marmellata al nipote che chiaramente dopo non ha pranzato! La giustificazione di mio padre al mio rimprovero è stata “poverino lo voleva….aveva fame”!!!!!

    • WonderNonna scrive:

      Hai ragione, noi nonni viziamo i nipotini!
      Però posso dirti una cosa? I piccoli sanno benissimo che quel che fanno con i nonni non è consentito fare con i genitori. Certo, ne approfittano ampiamente, ma sanno bene la differenza.
      Porta pazienza, i nonni amano i loro nipotini più di se stessi, credimi…
      Grazie per il tuo parere (che ovviamente condivido!)

      PS – La prossima volta, dì a tuo padre di dare al tuo piccolo pane e… prosciutto. Almeno è un mezzo pranzo! 😛

      • Lisa scrive:

        Che li amano più di se stessi è sicuro….e in più mio padre fa cose con i nipoti che non si sarebbe mai sognato di fare con i figli

  3. michela scrive:

    Bambini maleducati = adulti maleducati, concordo.
    Ad un bambino si permettono tante cose, per molte ragioni. Il fatto è trovare la giusta misura tra il giusto concedere e il giusto limitare. Ho 29 anni, non ho figli ma vedo che l’educazione è ormai una cosa sempre più rara. E la cosa più fastidiosa sono quei genitori che pensano “eh ma è solo un bambino, quando cerscerà capirà”. No! Un bambino ha una testa e si può insegnarli cosa è giusto o no fin da piccolo. Per lui più che altro perchè se no appunto…vivremmo come selvaggi nella giungla!

    • WonderNonna scrive:

      Io sono sempre cauta nei pareri, cara Michela, perché si fa presto a dire “è di un’altra generazione, non è moderna”. Ma poi vedo mia figlia, le sue amiche, tanta gente che cerca di educare i propri figli con regole e limitazioni e allora capisco che non sono io che sono vecchia, ma ci sono genitori che non hanno voglia di tirar su i propri figli al meglio. Sono contenta che tu che sei giovane la pensi come me: e con questo dico anche che crescere un bambino è la cosa più difficile del mondo. Quindi… preparati! 😛
      Augurissimi!

  4. Mamma Piky scrive:

    La disciplina, e l’educazione sembrano un optional a volte e personalmente a me non piacciono nemmeno quei ragazzi che danno del tu al maestro/a, non per rigidità ma per rispetto dei ruoli e per la valorizzazione di questi. Sembra che ora vada di moda così ma non credo che accetterei un comportamento del genere da mio figlio.

    • WonderNonna scrive:

      Già, e la chiamano pure per nome, la maestra! Quasi inconcepibile. E’ ovvio che il rispetto e quel po’ di timore che il ruolo richiede, vengono a mancare.
      Sono davvero contenta che qualcun altro condivida questa mia idea della disciplina, pensavo di essere di antiche vedute e ho avuto timore nello scrivere questo post. Invece…
      grazie a tutte!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *