Ciao, come stai?

Mi sono resa conto in questi giorni di come sia veramente cambiato tutto, in pochi anni.. Di come ognuno di noi vada dritto per la sua strada, e non importa se nel percorso incontra, conosce, fa nuove amicizie: l’importante è l’obiettivo, lontano, a volte irraggiungibile, a volte manco c’è, ma l’importante è correre, andare avanti. L’importante è “l’io”.

Ed è così che si dimenticano i valori, che si alzano le spalle ai dolori altrui, che “massì, che m’importa” diventa quasi un imperativo. Ti incontri per strada e ti senti chiedere “Come stai?” ma nessuno ascolta le tue risposte. E se le ascoltano e per dirti che cosa è successo a loro, invece.

Ascoltare, capire, comprendere non sono più vocaboli di quest’epoca, fatta di fretta e di… cazzate, se mi permettete l’eufemismo.  Non ci accorgiamo dell’amico, del vicino che ha grossi problemi fin quando non si toglie la vita. Non ci interessa  sapere dei problemi di salute, perché ci annoiamo, perché non siamo più educati alla partecipazione, oserei dire alla compassione.

E fin quando questo disinteresse lo si ritrova sui social network, va anche bene. In fondo sei un’estranea, hai mezze conoscenze, spesso solo virtuali: a chi interessa la tua vita?

Ma fa male vedere che nemmeno i parenti, nemmeno quelli che consideravi amici trovano il tempo di chiederti notizie, anche se alle spalle c’è un episodio grave.

E non mi riferisco solo al ricovero di Leonardo, che pur ha interessato ben poche persone. Peraltro, sia detto tra parentesi, la mamma è tornata al lavoro e nemmeno UN collega ha chiesto come stava il piccolo… Ecco forse è questo che intendo: nella società d’oggi non c’è davvero più il tempo di chiedere davvero “Come stai?” e ascoltare per pochi secondi la risposta?

Io credo che se educhiamo dei figli, dei nipoti, e non insegniamo loro che nella vita bisogna ascoltare anche il cuore, che cosa potremmo mai pretendere?

Spero si torni ai vecchi tempi, che tanto vecchi poi non sono. Solo dieci anni fa, se un vicino di casa aveva un problema, con mille remore ma suonavo il campanello per chiedere come andava. Ovvio che lo faccio anche ora, e vedo che quando chiedo notizie c’è chi si stupisce, perché chiaramente non è abituato.

Mi piacerebbe tanto che diventasse di nuovo “di moda” partecipare con discrezione ai problemi altrui, quelli ovviamente di cui conosciamo l’esistenza perché ce ne ha informato il diretto interessato.

Io mi sento meglio, quando chiedo a qualcuno “Ciao, come stai?” e ascolto con interesse la risposta. Ma forse sono fatta male io. Il mondo va in un’altra direzione.

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8 risposte a Ciao, come stai?

  1. Mamma Piky scrive:

    La nostra società e’ malata e noi non la curiamo. Viviamo, come hai detto tu, nel l’indifferenza verso gli altri. Il nostro orticello e’ verde? E che ci importa allora se quello del vicino brucia!!! Siamo i primi carnefici di noi stessi….che tristezza….e comunque ogni tanto va fatta una po’ di pulizia tra le persone che ci circondano ma che non ci meritano. Come sta Leo?

    • WonderNonna scrive:

      Sono stupida io che me la prendo, sai? Dovrei, alla mia età, sapere che le persone buone, che vivono davvero la vita come va vissuta, sono poche. Questa è stata una di quelle occasioni in cui ho capito tante cose. E, per come sono fatta, ci sono cose che non perdono: non alla mia età.

      Leo, come ti dicevo, fa fatica a riprendersi, ma dopo quel che ha avuto è normale. Venerdì ha il controllo dalla pediatra e domenica, finalmente, finisce la dose da cavallo di antibiotico. Dovrà riguardarsi molto, ma incrociamo tutti le dita. E’ così piccolo…

      • Mamma Piky scrive:

        Dai dai che il peggio e’ passato…ora il brutto sarà stare in casa ma tu sarai con lui quindi…..

      • WonderNonna scrive:

        Con lui e con la sorella…. e non è una passeggiata, credimi. La piccola iena è terribile.

        Scherzi a parte, speriamo si riprenda. E’ una pena vederlo così. Grazie mille Piky!

  2. non sbagli dilaga l’egoismo e il tempo per i veri valori scarseggia.
    parlo per me: io un pò di colpa del mio assenteismo nella partecipazione alle vicende altrui l’attribuisco anche alla corsa… ne devo arrivare mille al giorno, da sola (col marito ma che lavora) non esiste più la famiglia matriarcale che consentiva a tutte di avere un decimo del lavoro che fa oggi una donna da sola e questo mi distrae.
    ascolto, attentamente chi mi parla dei suoi problemi, è nella mia indole, ma a volte, troppo spesso, anch’io pecco di quel malsano egoismo e dopo aver udito racconto di me, ma sai in questo mondo di solitudine tutti cerchiamo attenzioni e qualcuno che ci ascolta, sbagliando spesso momento, perchè se ora sono qui per ascoltare te non devo essere io la protagonista :)
    e quante volte penso all’amica e a suo figlio/nipote/marito/sè stessa che mi hanno detto che qualcosa non va e mi dico “ora le chiedo” e poi mi passa di mente con tanto di sensi di copa quando dopo tre giorni cerco di rimediare contattando subito l’amica…
    mammamia è vero, abbiamo bisogno di fermarci un pò, di mettere da parte l’Io e far sentire agli altri, a chi vogliamo mica a tutti ovvio, che ci siamo per loro!
    bel post, un abbraccio e… lorenzo come sta? è guarito sì?

    • WonderNonna scrive:

      Grazie Aline, mi conforta sempre leggerti. E mi manchi quando non ti vedo (ricordi? un giorno ho anche scritto “dove me l’avete nascosta, Aline?”). E, anche se sono OVVIA, ti dico che hai ragione, siamo di corsa, sempre, e spesso ci diciamo “poi chiedo notizie” e la vita ci travolge.
      Però almeno ci abbiamo pensato, almeno con la testa eravamo vicini. E noi “sentiamo” quando qualcuno ci è vicino.
      Io parlo di quelli che per libera scelta scelgono di non partecipare alle sofferenze altrui, di fregarsene, perché è noioso, perché ci piace di più parlare di cazzate (vedi fb). Quel che è terribile è che il mondo è una ruota: ti accorgi che ogni tanto le brutte cose capitano anche a te. E allora capisci.
      Pazienza, c’è la famiglia, nella vita. Ci sono quei pochi amici veri. E ci sono le persone come te. Non ci siamo mai viste, ma siamo più vicine di tanti altri.

      Grazie di tutto, non lo dimenticherò.

      PS – Leonardo è in lenta ripresa. Si affanna per un niente, è debole, ma speriamo che – come solo i bambini sanno fare – si riprenda velocemente.

      • sei meravigliosa lo sai si?!
        via incrociamo le dita ma la polmonite è una bestiaccia e li debilita molto… povero cucciolo!
        su su che son bimbi, capitasse a noi ci vorrebbero mesi per tornare in forma.
        un abbraccio

      • WonderNonna scrive:

        Eh no, la meraviglia sei tu. Odio le frasi tipo “grazie di esistere”, ma qui ci vorrebbe. Ma grazie te lo voglio dire lo stesso, ripetendomi.

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