Chiacchierando tra mamme

 

Ci sono cose che mi mancano, nel rapporto con mia figlia. Per esempio la possibilità di intavolare una discussione, dove ognuno di noi dice la propria, dove ci si confronta. Siamo entrambe mamme, lei ha il vantaggio di essere bis-mamma, io quello di essere nonna. Ci confrontiamo perché siamo di due generazioni diverse, ovviamente, e ci piace esprimere il nostro parere all’altra. Sembra una cosa facile ma, se si esclude la via del cellulare, è abbastanza difficile parlare a tu per tu. Ci sono i bambini che reclamano attenzione, c’è (per l’appunto) il cellulare che squilla, la lavatrice da caricare, la lavastoviglie da scaricare, da stirare, da cucinare… insomma, il tempo di sederci vicine e di non far altro che parlare è un regalo che ci concediamo di rado.

Perfino quando abbiamo convissuto per due mesi è stato abbastanza difficile. Il lavoro, i viaggi (di lavoro), le incombenze quotidiane, alla fine, dopo aver messo a letto i bimbi, chi c’ha voglia di intavolare un bel confronto?

Invece ieri è stato perfetto. Bambini con il permesso di guardare un po’ di tv, una chiacchiera che tira l’altra e ci siamo ritrovate a parlare di come i genitori abbiano un ruolo determinante nella crescita e nell’educazione dei figli. Ora, sembra un discorso scontato, ma l’abbiamo affrontato da un punto di vista diverso, partendo proprio dalla diversità di ognuno di noi.

Le mamme conoscono i propri figli meglio di chiunque altro. Sono come pianiste che cercano di pigiare i tasti giusti al fine di comporre un suono quanto più melodioso  possibile. Una mamma sa quando e come sgridare il proprio figlio, e sgridarlo nel modo giusto, quello che va bene per lui. Lo vediamo spesso, io e lei, come sia assolutamente diverso il comportamento dei suoi figli. A Leonardo basta un’occhiata o il tono di voce più alto, Isabel risponde e tiene testa.

Ma non è su questo che ci siamo soffermate. Da buone “pianiste” sappiamo anche cosa fa soffrire, cosa offende, cosa umilia i nostri figli. O, almeno, lo sappiamo fino a un certo punto. Ed è qui che abbiamo fatto un ragionamento che vorrei condividere con voi. Ogni bambino ha dentro di sé una… chiamiamola “area privata”, una o più corde sensibili che magari nemmeno la mamma riconosce. Quel che voglio dire è che a volte offendiamo o umiliamo i nostri bambini senza volerlo.  E questo inciderà in modo più o meno pesante, a seconda del bambino e a seconda dell’offesa subita, sul carattere dell’adulto. Difficile da comprendere?

Facciamo un esempio. Io da ragazzina ero spesso zittita con modi bruschi e la frase  “cosa vuoi saperne,  tu?”.  Ecco, il tono di scherno, le occhiatacce e anche le stesse parole mi umiliavano da morire. Sono più che adulta, oggi, eppure spessissimo non riesco a dire la mia opinione per “paura” di essere derisa.

Mia figlia mi ha confessato che la mancata approvazione, a volte, di suo padre, l’ha resa insicura in certe cose. Sa benissimo, ora che è adulta, che il papà è restìo a fare complimenti, che è il suo carattere. Eppure questa mancanza la condiziona – a volte inconsciamente – ancora oggi. Ancora oggi ha bisogno dell’approvazione paterna (quella materna ce l’ha, se è il caso). Credo che mio marito non abbia mai avuto la più pallida idea di quanto questa cosa contasse per lei.

Conclusione, ieri ci siamo dette che per quanto ognuna di noi madri cerchi di fare del proprio meglio, a volte, senza saperlo, condizioniamo la vita dei nostri figli per una frase detta con il tono sbagliato, per una sgridata fuori controllo. D’altra parte, se tutti i bambini fossero uguali, avremmo adulti uguali e così non è. Possiamo fare solo quel che riteniamo giusto, in buona fede. Questa è stata la ovvia conclusione.

Sì, è stata una bella chiacchierata, ne sentivo la mancanza.

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10 risposte a Chiacchierando tra mamme

  1. ivavitali scrive:

    Mi sa che io non ci sono ancor riuscita!

  2. WonderNonna scrive:

    Uh, Provaci, Iva! 😀

  3. Mamma avvocato scrive:

    curioso: proprio ieri discutevo con mia madre sull’educazione (mentre viaggiavamo in macchina ed il nano dormiva, perché se no non c’è mai tempo, come scrivi tu) e io per la prima volta ho avuto il coraggio di confessarle quanto mi abbia fatto male e mi tormenti ancora adesso la stessa frase che feriva te.
    Io era la seconda di tre fratelli, con il piccolo sempre coccolato ed il primogenito sempre ascoltato perché più grande…e sono quella con la minor autostima!
    Lei non se ne era mai accorta!!
    Altri spetti, che lei pensava di aver valorizzato in me, invece, è risultato che a me non hanno mai colpito e non me ne accorgevo neppure.
    Purtroppo, tutto ciò che possiamo fare è il nostro meglio, sapendo già che qualche cosa sbaglieremo.
    Tua figlia e’ fortunata ad avere una mamma come te!

  4. WonderNonna scrive:

    Grazie, ma davvero sono tutt’altro che perfetta, cerco (e ho cercato) di fare del mio meglio. Sai… mi fa davvero piacere che tu abbia colto perfettamente quel che volevo dire, non è stato facile scrivere questo post. Sembrava di illustrare l’acqua calda, ma la sottile differenza tra l’educare, consci di quel che si sta facendo, e il ferire involontariamente l’hai colta perfettamente. Credo sia un aspetto poco considerato.
    Credo sia inevitabile ferire inconsciamente, si cerca davvero di fare solo del proprio meglio. Grazie del commento!

  5. Vorrei tanto fare chiacchiere tra mamme con te, credo ne uscirei con taaanti sensi di colpa per certi modi che uso con mia figlia , ma molto più consapevole dei miei errori per poterli non ripetere più.
    Con mia mamma non c’è alcun confronto, lei mi adora sia chiaro ma ora mi vede grande e si è rimessa ‘sé’ al centro dei suoi pensieri e no, non è la nonna che tiene i nipoti se non sotto esplicita richiesta motivata.
    Eppure avrei tanto bisogno di qualcuno che l’ha fatto prima di me con cui parlare.

    • WonderNonna scrive:

      Non colpevolizzare la mamma… come dici tu, ti considera grande e si è presa i suoi spazi, com’è giusto che sia. Pensaci, in fondo noi nonne prima siamo state sotto “tutela” dei genitori, poi mamme – magari anche lavoratrici – e infine, nonne sì, ma con l’esigenza di vivere un po’ in autonomia le proprie scelte. Non tutte siamo uguali, sia chiaro, ma non per questo meno affettuose con i figli o con i nipoti. Come dici tu, ti adora!
      Conosco tantissime nonne che non amano occuparsi dei nipoti, pur adorandoli, è una scelta. In fondo, anche le nonne hanno i loro diritti.
      Però, se hai bisogno di parlarle, visto che ti ama, chiediglielo, semplicemente. Noi mamme-nonne adoriamo sentirci dire “ho bisogno del tuo consiglio”, credimi. Non sono molte le figlie che lo chiedono. Tu provaci. E poi, io son qui, dimmi solo se vi siete parlate. Ti abbraccio.

      PS – Il fatto stesso che tu abbia sensi di colpa per il modo con cui a volte tratti la tua bambina dimostra che capisci che è sbagliato. Sei sulla buona strada, ti assicuro. La perfezione non è di questo mondo!

      • Non colpevolizzo la mia mamma, lei è così. Solo che io vengo da un primo abbandono, da un’adozione, e questo secondo esser lasciata a me stessa. Sono grande e ce la faccio, ma a volte mi farebbe piacere sentirmi ancora figlia, con una mamma che si prende cura di me come mia nonna fece con mia madre, me e papà. Diciamo che ho avuto un esempio di nonna che di meglio non si poteva ed ora mi sento semplicemente sola.
        Mamma lavorava, ma nonna stava con me. Ora lavoro qui non c’è, richiede minimo 35 km di spostamento, il nido costa, il doposcuola costa, la tata costa e per questo rinuncio e cresco i miei figli, coi pro e i contro di essere casalinga. Da mia mamma non vorrei crescesse i miei figli al posto mio, ma una telefonata per dirmi “come stai?” magari sì, invece vengo contattata solo per i favori, che faccio, perché la mamma è la mamma. Io aiuto loro, col lavoro, con accompagnamenti etc. ma la risposta è sempre la stessa “Io ho la mia vita” quando a chiedere sono io e un po’ ci resto male, tutto qui. Ma amo i miei e vado da loro ogni volta che posso, mi accontento di stare insieme anche se a livelli emotivo ci sono assai poco, secondo me, poi magari loro pensano il contrario ^_^

      • WonderNonna scrive:

        Sicuramente pensano il contrario sai? Perché se ami i tuoi figli, li devi lasciar andare… Anch’io lavoravo, anch’io ho lasciato, per un po’, mia figlia dai miei. Poi lei non ha voluto più, e io mi sono licenziata. Anche se erano altri tempi, quando ho lasciato il lavoro è stata un’incognita perché uno stipendio solo anche allora era poco, ma è stata una scelta che ho fatto. I miei erano anche stanchi, e non potevo assolutamente continuare così.
        Vedi Aline, nemmeno io ho chiesto a mia madre di “esserci”, poi. Non ci sarebbe arrivata, ai miei bisogni, era una donna troppo semplice per capire certe cose. Me la sono cavata da sola, com’era giusto. Ti dirò una cosa… io non sono stata adottata, ma sono cresciuta in una famiglia rigidissima, con poco affetto dimostrato, niente baci o carezze e non è facile, ci si sente soli anche così. Mia figlia ha avuto comunque nonni che l’adoravano, molto più di quanto abbiano amato me, secondo me. Le hanno perdonato cose che a me non avrebbero mai e poi mai perdonato. Mi hanno aiutato, non lo nego, c’erano nei momenti in cui non avevo scelta se non rivolgermi a loro, ma moralmente ero sola.
        Tu fai bene, se appena ti è possibile, a crescerti i tuoi figli, anche perché economicamente – come dici tu – è quasi un obbligo, con i costi di mense, scuole, doposcuole e via dicendo.
        I genitori (adottivi e non) ce li ritroviamo, non è una scelta. Dobbiamo prendere il meglio e sorvolare sulle loro mancanze. Te lo dice una con esperienza. Un bacio

  6. Indubbiamente, Non cambierei mai i miei genitori con altri ^_^ pregi e difetti sono mia mamma e mio papà. Senti… ti ho scelto tra i miei top
    http://mammanontiarrabbiare.blogspot.it/2015/01/top-of-post-2.html#more

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