I bambini crescono, non c’è tempo da perdere

TEMPODite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inchinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli.

Janusz Korczak Poeta, medico, educatore morto a Treblinka

 

Questo famoso brano è sempre stato un’ispirazione, per me. Perché non è facile avere a che fare con i bambini, capirli, aiutarli a crescere. In più  – rubo un’altra frase a Korczak – “il bambino pensa con il sentimento, non con l’intelletto”.

A voi capita mai di svegliarvi una mattina e dire “non c’ho voglia, sono stanca, non voglio andare a lavorare”? A me capitava spesso, e mi chiedo perché non dovrebbe capitare a un bambino. A volte l’idea di ritrovare la collega antipatica, una pigna di lavori noiosi, il traffico e via discorrendo mi sembrava insopportabile. Perché un bambino dovrebbe essere diverso? Ricordiamoci che da loro pretendiamo il massimo (con cortesia, ma glielo chiediamo), che magari ha litigato con l’amichetto, che teme un po’ la maestra, o chissà che altro. Disagi da bambini, insomma.

Ora, prima di continuare questo discorso chiariamo che a) non sono una psicologa b) non c’è bambino al mondo, nemmeno quello più diligente, che ogni tanto non abbia voglia di andare a scuola. Punto.

Ma qualche volta i motivi sono veri. Capita, non c’è niente di male. “Mamma, oggi non ho voglia di andare a scuola. Sono stanco, ho mal di pancia”. Già, capita anche di inventarsi dei doloretti. O di credere di sentirli. E’ chiaro che per prima cosa bisogna appurare che non ci sia un effettivo malessere fisico, ma poi?  Ed è qui che entrano in ballo gli adulti, i genitori, che son lì apposta per aiutare a capire. Perché, ragazzi, crescere non è mica uno scherzo. E’ faticosissimo.

E allora, per dare una mano a risolvere questi problemi bisogna proprio fare uno sforzo, ed “elevarsi” alla loro altezza. Lo facciamo tutti? Mah… a volte ho dei dubbi. Io le vedo, certe mamme, che corrono di qua e di là, cercano di fare mille cose (e  di farle bene, come se fosse facile). Tendono un orecchio, rispondono ai bambini quando chiamano ma hanno il cellulare in mano, rispondono nel frattempo a un what’sapp dell’amica e dicono “ti ascolto eh, parla”. Ecco, quelle mamme lì, secondo il mio modesto parere, sbagliano. Io mi offenderei se mentre devo dire una cosa (non importa se importante o no) l’altro smanetta con il telefono o lava i vetri o prepara il minestrone.

Mi metto nei panni di un bambino, che – ripeto la frase sopra – ragiona con il sentimento e non con l’intelletto. Se mamma ha altro da fare, vuol dire che l’altra cosa è più importante. Io e voi sappiamo che non è così, che possiamo fare due cose insieme. Ma lui/lei, lo sa?

Se io fossi un bambino e avessi qualcosa da dire alla mamma vorrei dirgliela mentre mi abbraccia (vale fino ai 18 anni, poi basta), mentre tutta, e dico tutta, la sua attenzione è per me, per il MIO di problema.

E non dite che non avete tempo, perché per i propri figli bisogna trovarlo.

Ecco, la mia raccomandazione di oggi è questa: fermiamoci, abbiamo tutto il tempo per il resto del mondo.

Nel frattempo nostro figlio cresce, e non c’è – invece – tempo da perdere.

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8 risposte a I bambini crescono, non c’è tempo da perdere

  1. Drusilla scrive:

    Applauso Annamaria!!!!

  2. WonderNonna scrive:

    Oddio, mi sembrava di dire cose ovvie…

  3. Anna scrive:

    Mi sento pessima. Devo fare mea culpa ennemila volte. Anna

  4. Mammapiky scrive:

    Hai ragione, ragione e ragione….troppe volte lasciamo indietro l’indispensabile. Purtroppo sulla questione lavoro Anna, c’è poco da fare, ma sul resto caspita, non si può ascoltare un bambino che parla e smanettare al cellulare, ma guarda nemmeno se fosse un adulto a parlare, è maleducazione a prescindere. Se poi si tratta di un bambino, di tuo figlio, boh allora faccio fatica a capire e a stare in questo mondo. L’altro giorno è venuta fuori una mezza discussione con l’Ipernonna, perché io ritengo che appioppare abitualmente i figli nel week end a qualcun’altro per andare “a vivere” la propria vita, sia folle. Anzitutto perché così impedisci a tuo figlio di entrare nella vita, nella tua maggiormente…come tu te ne vaia visitare che so, una città nuova e lui lo lasci a casa? Ma l’esperienza che si farebbe a venir con te, l’hai scordata? che in quanto genitore hai il compito anche di aiutarlo in questo? secondo perché ciò significa che vedi il figlio, la famiglia e la routine come un peso da cui fuggire…cioè ti devi riposare da loro!!! Io sarò una scema, ma mi riposo davvero quando sono “con loro” e non parlo della questione fisica, ma mentalmente…io con loro mi rigenero, stargli vicino mi fa sentir bene, mi migliora, mi fa tornare il sorriso…possibile che succeda solo a me? ….scusa lo sfogo e la risposta forse un pò strampalata, l’ho riletta e non si capisce granchè, su questi argomenti mi parte la briscola!!!

    • WonderNonna scrive:

      Uh, hai sollevato un’altra questione… quelli che mollano i figli per passare i we da soli. Ma davvero, come si fa? Innanzi tutto i figli sono i tuoi, te li sei voluti e te li allevi, tanto per dire. Ma poi, come dici tu, che senso ha non farli partecipare alla tua vita? Io capisco una sera, hai voglia di cenare con tuo marito, i bambini sono contenti di stare con i nonni e ti concedi un paio d’ore di libertà, va benissimo. Io spesso chiedo ai bambini se vogliono stare a dormire da noi, il venerdì, e loro ne sono felici. Mia figlia ne approfitta magari per andare al cinema o per andare a cena fuori, ma il mattino dopo alle 10 al massimo vengono a riprenderli, ed è per far fare qualcosa di diverso a loro, non per i genitori… Mah, il mondo è davvero strano.

      • Mammapiky scrive:

        Ecco un altro week end è passato e mi sono rigenerata grazie a loro, ho solo il rammarico che servono sei giorni per fare arrivare il prossimo, figurati se mi viene in mente di passarlo lontani!!!

      • WonderNonna scrive:

        Che tu fossi una buona mamma, non ne ho mai dubitato. Ora so che sei un’ottima mamma.

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