Babbo Natale e la neve che non c’è

“Per tutte le renne dell’universo! – esclamò Babbo Natale, uscendo dall’officina degli elfi tutto sudato – si è mai visto che a tre giorni dal Natale, in Lapponia, dico in Lapponia, faccia questo caldo infernale?”.

 

In effetti da qualche giorno splendeva un sole cocente e faceva davvero molto caldo. Tutti gli elfi, stremati dalla calura, uscirono a guardare il cielo e scossero il capo.

 

“Capo! – disse Bartolomeo – non dovrai mica consegnare i regali in… costume da bagno, vero?”. Tutti gli elfi, sentendo le parole dello Gnomo Anziano risero a crepapelle.

 

“Prima di tutto non chiamarmi Capo che te l’ho detto cento volte e poi… certo – borbottò Babbo Natale – e porterò in dono tante creme solari ai bambini! Ma che stai dicendo, Bartolomeo. Che Babbo Natale sarei senza il mio costume rosso! Questo è davvero un problema grave, che bisogna risolvere. Intanto, per favore, fatti prestare un ventaglio da mia moglie”.

Bartolomeo  corse in casa per prendere il ventaglio, peròla Befanagli disse “Ma nemmeno per idea,  me lo tengo io! Qui si suda anche a pensare e io non ho nemmeno un costume decente. Devo convincere Babbo a portarmi al Centro Commerciale, prima o poi” ridacchiò la vecchietta, mostrando la bocca sdentata.

Intanto, nel cielo, nemmeno una nuvola. Babbo Natale, sudatissimo, camminava avanti e indietro, seguito da Bartolomeo, che a sua volta era seguito da tutti gli elfi. Erano tutti pensierosi e preoccupati.

Nel silenzio generale si udì improvvisamente uno sternuto, proveniente dai margini del bosco. Pochi secondi dopo un altro, un altro, e un altro ancora. Insomma, un concerto di sternuti.

“Caspita, qualcuno si è preso un bel raffreddore! – esclamò Babbo Natale – andiamo a vedere cosa succede, amici miei!”. Detto fatto, tutta la combriccola, capeggiata da Babbo, si diresse verso la direzione da cui provenivano gli sternuti.

“Oh cielo! – esclamarono in coro Babbo Natale, Bartolomeo e tutti gli elfi – ma sono le nostre renne!”

In effetti, in una radura c’era la slitta dei doni abbandonata, e lì accanto tutte le renne… raffreddate! Una di loro si stava perfino soffiando il naso nell’erba!

Babbo Natale alzò gli occhi al cielo e fu proprio in quel momento che vide che sopra il bosco c’erano un sacco di nuvole, mentre dalla parte opposta, dove c’era il laboratorio di Babbo Natale – il cielo era azzurrissimo.

“Ho capito! – strillò Babbo Natale – sono gli sternuti delle renne ad allontanare le nuvole. Guardate!” e proprio  in quell’istante un potentissimo sternuto allontanò una nuvola che si era permessa di fare capolino.

Gli elfi, agitatissimi, portarono tutte le renne nella stalla, al caldo, che dopo una notte di riposo stavano meglio, tanto da non sternutire più.

Il mattino dopo Babbo Natale, ancora in pigiama, andò a spiare dalla finestra il cielo. E sorridendo vide che era nuvoloso. Anzi, gli sembrò perfino che cadesse qualche fiocco di neve. Infilò la vestaglia, inforcò gli occhiali nuovi e corse fuori “Brrr… che freddo! Ma che meraviglia, sta iniziando a nevicare!” strillò, svegliando tutti gli elfi.

E fu così che anche quell’anno Babbo Natale poté indossare il suo costume rosso con la pelliccia.

 

 

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