Anche le nonne fanno “l’inserimento”!

Oggi primo giorno di asilo, almeno qui. Per i più piccoli, invece, comincerà  – scaglionato – il famoso “inserimento”. Trattasi di cominciare pian piano una nuova vita, fatta di nuove abitudini, nuovi amici, nuovi giochi. Ma bisogna appunto cominciare lentamente, perché non è facile.

Beh, sappiate che nemmeno per le nonne, soprattutto quelle che poi si occuperanno dei piccoli, è facile. Pure le nonne fanno l’inserimento.

Io, quando è nato Leonardo, l’ho fatto full time. Primo nipote, erano passati trent’anni da quando mi ero occupata di neonati, manco mi ricordavo come si cambiava un pannolino. Peraltro, quando è nata mia figlia c’erano già i pannolini usa e getta ma mia mamma sentenziò che era troppo piccola per quelli (in effetti la misura più piccola le stava grande) per cui trent’ani dopo  dovetti passare dai ciripà al pannolino ultramoderno, con tanto di elasticini ai bordi. Ora, non è che occuparsi di un neonato sia come andare in bicicletta, che una volta imparato non te lo dimentichi più. Bisogna ricominciare da capo, aggiornarsi alle novità.

“Mamma, cambialo!”. La prima volta m’è venuto un sudorino freddo. Sì, lo so che era novembre, ma non era per il freddo. “Oh… dunque… spetta un attimo” ho balbettato. Era il primo giorno che era a casa, il piccino, e io mi ero fiondata subito lì a dare una mano, anche in vista del fatto che dopo pochi mesi avrei dovuto occuparmene da sola. L’inserimento, insomma. Ci ho messo un po’ a cambiare il famoso primo pannolino (per la cronaca, pieno di cacca puzzolentissima) ma ce l’ho fatta. Evviva. Ma era solo l’inizio.

“I neonati devono dormire a pancia in su” sentenzia mia figlia. Ah si? Beh, ai tuoi tempi, mia cara, era di rigore metterli di lato, per evitare che i rigurgiti potessero soffocarli. Ma son qui per imparare, quindi mi adeguo. “Mamma, si fa così a far fare il ruttino” e giù pacche violente con la mano, ma solo la parte vicino al polso. Ho temuto per i polmoni del nipote, confesso. Ma Leonardo gradiva e ruttava in due nanosecondi.

“La crema Johnson? Ma sei matta? E’ piena di periplurifosfaticattivi, di parabenichebeninonsono, di accidenti al momento che te l’ho detto, sono dannosissimi per la salute!!” Eccerto, infatti tu “non” sei cresciuta affatto, figliola. Però obbedisco, come Garibaldi, con tanto di mano tesa sulla fronte.

Lo svezzamento poi… Noi mamme di trent’anni fa abbiamo fatto il diavolo a quattro per non usare gli omogeneizzati. Si cuocevano le verdurine (un inserimento al giorno) e poi si frullavano nella pappa. “Ma figurati… lo stomaco del neonato NON digerisce le fibre delle verdure!”. Spiegami come mai TU le hai digerite, ai tempi. Sei qua di fronte a me, dimostrazione vivente.

Non voglio nemmeno parlare dei passeggini. Quelli di una volta erano semplici, normali. Mia figlia m’ha fatto vedere UNA volta il complicatissimo passeggino che si apriva con una mano. Capito, capito… No, non era vero. E la prima volta che mi son ritrovata da sola a cercare di aprirlo, con Leo in braccio, avrei pianto volentieri. Se non fosse stato per una nonna che mi è corsa in aiuto, sarei ancora lì a provarci.

Quando è nata Isabel è stato tutto più facile, erano passati due anni. Ma anche qui, c’erano aggiornamenti, ovviamente. Perché i pediatri le regole le cambiano un po’, a seconda della moda.

Ecco dimostrato come una nonna al primo nipote sia costretta a fare l’inserimento. Bisogna adeguarsi ai tempi , certo, ma soprattutto al volere della mamma del pargolo, per quanto in cuor nostro la possiamo pensare diversamente.

D’altra parte, si sa, le nonne non sanno niente…

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6 risposte a Anche le nonne fanno “l’inserimento”!

  1. Silvia Fanio scrive:

    Quanto hai ragione!
    Passano gli anni e cambiano le teorie di puericultura. Anche mia mamma si è trovata un po’ spiazzata quando mi ha detto: metti il miele sul ciuccio! Io l’ho guardata allibita: guarda che c’è il rischio botulino…

    C’è una cosa che non cambia, però: passano le generazioni e le nonne sono sempre adorate dai bambini, perché attraverso di loro, soprattutto quelle materne, rivivono la relazione con la madre, ma svestita del ruolo genitoriale e vestita solo di quello affettivo.

    W le nonne!

    • WonderNonna scrive:

      La penso anche io così Silvia… riviviamo il rapporto materno, ma senza l’obbligo dell’educazione, come dici tu.
      E a proposito di ciuccio con il miele… pensa che a mia figlia l’ho dato per mesi! E non sapevo del rischio botulino. Per fortuna oggi sappiamo un sacco di cose in più!

  2. Mammapiky scrive:

    Le nonne sanno Tanto Anna, mia madre per me è stata indispensabile e il mio modo di crescerli è stato un mix tra il ieri e l’oggi. Le sue esperienze mi hanno aiutato tanto e tutt’ora lo fanno anche se la pensiamo un po diversamente, ma non lo vedo come un limite bensì come un arricchimento! Poi lei è un po despota su certe cose e di fare l’inserimento al nuovo mondo di oggi, non è sempre propensa ed a volte fa come le pare ma in molti casi devo ammettere che ha ragione lei.

    • WonderNonna scrive:

      Io spero che tu glielo dica, che ha ragione… 😀 perché non è facile adeguarsi a regole che cambiano ogni generazione, con la complicità dei pediatri. In ogni caso, è l’esperienza a fare la differenza, io penso.

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